COMUNE SCIOLTO PER INFILTRAZIONI MAFIOSE


ART. 143 DEL T.U.E.L COMMA 1 I consigli comunali e provinciali sono sciolti quando, anche a seguito degli accertamenti effettuati a norma dell ‘articolo 59, comma 7, emergono concreti, univoci, e rilevanti elementi su collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata di tipo mafioso o similare degli amministratori di cui all ‘art. 77, comma 2, ovvero su forme di condizionamento degli stessi, tali da determinare un ‘alterazione del procedimento di formazione della volontà degli organi elettivi ed amministrativi e da compromettere il buon andamento o l’imparzialità delle amministrazioni comunali o provinciali, nonché il regolare funzionamento dei servizi ad esse affidati, ovvero che risultino arrecare danno e perdurante pregiudizio per lo stato della sicurezza pubblica “. La disposizione in esame non definisce espressamente in quali casi debba ritenersi sussistente il collegamento con la criminalità organizzata rilevante ai fini dello scioglimento (cioè adeguato ad esercitare un condizionamento sull' ente che si riverberi sul buon andamento e sulla sicurezza pubblica). ....una adeguata indagine ovvero valutazione sulla posizione degli "amministratori". Nel vigente sistema normativo, lo scioglimento dell'organo elettivo si connota, pertanto, quale "misura di carattere straordinario" per fronteggiare "una emergenza straordinaria" (così Corte Costo 19 marzo 1993, n. 103, nell'escludere profili di incostituzionalità nel previgente art. 15-bis 1.19 marzo 1990, n.55)".


L'asse portante della valutazione che presiede allo scioglimento è costituito, da un lato, dalla accertata o notoria diffusione sul territorio di fenomeni di criminalità organizzata e, dall'altro, dalle precarie condizioni difunzionalità dell'ente territoriale".






lunedì 8 giugno 2015

APPUNTI SU ISOLA DELLE FEMMINE: Omicidio Enea. Isola delle Femmine deve fare i con...

Omicidio Enea. Isola delle Femmine deve fare i conti col proprio passato





LA SCOMPARSA DELLE PARTICELLE (COSTA CORSARA-B.B.P. s.n.c.) CARDINALE LUCIDO CATALDO
PROPRIETARI DEI TERRENI IN PERMUTA DI TRE APPARTAMENTI

Isola delle Femmine commemora Vincenzo Enea, l’imprenditore edile ucciso dalla mafia, nel giorno dell’anniversario del suo omicidio, avvenuto nel 1982. Dopo 33 anni da quei tragici eventi, anni di silenzio assoluto sulla vicenda, è finalmente arrivata la sentenza di condanna del suo killer, Francesco Bruno, e l’amministrazione comunale, su incessante richiesta di Pino Ciampolillo e del suo comitato civico “Isola Pulita”, ha deciso di intitolare una piazza alla memoria di Vincenzo Enea. Ciampolillo ha espresso grande soddisfazione per la decisione di dedicare due aree all’ingresso del paese alle vittime della mafia: “È stato come porre idealmente una barriera: l’illegalità non entra a Isola delle Femmine”. Si ristabilisce anche la verità sulla vicenda dell’omicidio Enea (leggi questo articolo per maggiori dettagli), per anni soggetta ad un’opera di denigrazione.
Quest’oggi, anniversario dell’omicidio, è stata apposta la firma agli atti deliberativi da parte della giunta per l’intitolazione di Piano Ponente e Piano Levante rispettivamente a Vincenzo Enea e a Nicolò Piombino, e subito dopo il sindaco e alcuni consiglieri si sono diretti in via Palermo, sul luogo dove Vincenzo Enea, l’imprenditore che si rifiutò di cedere alle pretese degli esponenti della famiglia mafiosa di Isola delle Femmine, fu brutalmente assassinato all’età di 47 anni. “Per Isola delle Femmine è un giorno molto importante dal punto di vista dell’impegno civile e sociale“, ha dichiarato il sindaco Stefano Bologna, “dopo 33 anni rendiamo il giusto, doveroso riconoscimento morale e civile a Vincenzo Enea, nostro concittadino e chiedo scusa per il ritardo dei 33 anni ai familiari“. La mafia non è ancora stata sconfitta, ha ammesso il sindaco, ma agisce nei modi più subdoli e nascosti per opprimere il nostro territorio. Tuttavia la comunità deve imparare a fare i conti con il proprio passato e ripartire su piani di verità, impegno e consapevolezza, come ha sottolineato il consigliere Giuseppe Caltanissetta.
Ha preso la parola anche Elisa, la figlia di Vincenzo Enea, che all’epoca dei fatti aveva solo pochi mesi: “Di 8 giugno ne abbiamo vissuti 33 e sono stati terribili“, ha detto, “ma oggi ci sentiamo meno soli“. Ha voluto ringraziare sentitamente Pino Ciampolillo, il quale ha letto alla cittadinanza la lettera che Don Ciotti ha inviato ad Elisa:
Cara Elisa,
purtroppo non potrò essere con voi lunedì prossimo, 33° anniversario dell’omicidio di papà. Ma ci tengo con queste righe a testimoniarti – come ho già fatto privatamente nel recente incontro a Terrasini – tutta la mia vicinanza e l’auspicio che, sulla scorta della sentenza della Corte d’Assise di Palermo, venga accolta la proposta di intitolare a papà una piazza di Isola delle Femmine, il luogo in cui ha cercato di realizzare i suoi sogni di persona onesta, pulita, rispettosa dell’ambiente e di una legalità al servizio del bene comune.
Come anche voglio aggiungere – in tutta sincerità, sapendo che tu sei la prima a condividere il pensiero – che l’intitolazione di piazze e di vie a chi si è opposto alla violenza mafiosa è certo un passo doveroso, ma solo il primo di una memoria che deve farsi responsabilità e impegno quotidiano. È quello che ci chiede anche Vincenzo, il tuo attento e amorevole papà. Da la dove si trova, gioisce non del fatto di essere ricordato o “celebrato” in discorsi, ma che altri come sua figlia condividano nelle scelte e nell’impegno quotidiano il suo amore per la verità e la giustizia.
Un forte abbraccio alla tua mamma e a tutti i fratelli. Una carezza a te. Ciao e a presto,
Don Ciotti



Nessun commento:

Posta un commento