COMUNE SCIOLTO PER INFILTRAZIONI MAFIOSE


ART. 143 DEL T.U.E.L COMMA 1 I consigli comunali e provinciali sono sciolti quando, anche a seguito degli accertamenti effettuati a norma dell ‘articolo 59, comma 7, emergono concreti, univoci, e rilevanti elementi su collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata di tipo mafioso o similare degli amministratori di cui all ‘art. 77, comma 2, ovvero su forme di condizionamento degli stessi, tali da determinare un ‘alterazione del procedimento di formazione della volontà degli organi elettivi ed amministrativi e da compromettere il buon andamento o l’imparzialità delle amministrazioni comunali o provinciali, nonché il regolare funzionamento dei servizi ad esse affidati, ovvero che risultino arrecare danno e perdurante pregiudizio per lo stato della sicurezza pubblica “. La disposizione in esame non definisce espressamente in quali casi debba ritenersi sussistente il collegamento con la criminalità organizzata rilevante ai fini dello scioglimento (cioè adeguato ad esercitare un condizionamento sull' ente che si riverberi sul buon andamento e sulla sicurezza pubblica). ....una adeguata indagine ovvero valutazione sulla posizione degli "amministratori". Nel vigente sistema normativo, lo scioglimento dell'organo elettivo si connota, pertanto, quale "misura di carattere straordinario" per fronteggiare "una emergenza straordinaria" (così Corte Costo 19 marzo 1993, n. 103, nell'escludere profili di incostituzionalità nel previgente art. 15-bis 1.19 marzo 1990, n.55)".


L'asse portante della valutazione che presiede allo scioglimento è costituito, da un lato, dalla accertata o notoria diffusione sul territorio di fenomeni di criminalità organizzata e, dall'altro, dalle precarie condizioni difunzionalità dell'ente territoriale".






giovedì 16 aprile 2015

Pericolo stoccaggio di pet coke al Garigliano, un tavolo di confronto per analizzare il problema




Pericolo stoccaggio di pet coke al Garigliano, un tavolo di confronto per analizzare il problema

SESSA AURUNCA – Il Comune di Sessa Aurunca e Legambientepromuovono un tavolo di confronto che si terrà venerdì 10 aprile alle ore 16.00 presso la sala del Consiglio Comunale in Piazza Castello per discutere del problema dello stoccaggio di Pet Coke(il petroleum coke ovvero il carbone ottenuto attraverso la carbonizzazione delle frazioni avvenute ad elevata temperatura di ebollizione e prodotte durante la distillazione del petrolio) nei pressi del fiume Garigliano, proprio nel territorio di Sessa.
Un problema annoso, legato al rispetto dell’ambiente ed alla salute pubblica, messa a repentaglio dallo stoccaggio fatto a cielo aperto in una zona coltivata ad alberi da frutto e soprattutto nei pressi di allevamenti di bufale il cui latte rappresenta una risorsa economica e lavorativa importantissima per il territorio campano.
Nello specifico, si parlerà proprio del deposito di stoccaggio del Pet Coke del magazzino Interport s.a.s. di Gaeta da cui proviene il materiale e sito sulla via Appia al km 158,400 e sulle metodologie di tale pratica e salvaguardia ambientale, anche dal punto di vista sanitario, legale e istituzionale. Già un anno fa il Comune di Sessa Aurunca aveva richiesto la bonifica dell’area a causa della presenza di polveri di carbone riscontrate durante alcuni controlli. Sempre nel 2014 Generazione Aurunca aveva denunciato la presenza di un’enorme quantità di  pet coke che aveva invaso il ciglio della strada, i canali di scolo, il manto stradale, i segnali e parte della campagna adiacente, formando una sorta di patina nera granulosa ovunque.
Residui di Pet Coke per le strade di Sessa
Residui di Pet Coke per le strade di Sessa
Il pet-coke è l’ultimo prodotto delle attività di trasformazione del petrolio e viene considerato l’ultima fase dello scarto petrolifero, ma va trattato con la massima attenzione per via della sua composizione che comprende, oltre ad IPA (in particolare benzopirene), metalli pesanti come nichel, cromo e vanadio. Va pertanto movimentato con cura per evitare di sollevare polveri respirabili e il trattamento di carico, scarico e deposito del pet-coke deve seguire le regole dettate dal decreto del Ministero della Sanità 28 aprile 1997 concernente il trasporto di sostanze pericolose.
All’incontro saranno presenti il sindaco di Sessa Aurunca Luigi Tommasino, l’assessore Ambiente della Provincia di Caserta Giuseppe Rocco, il presidente di Legambiente Campania onlus Michele Buonomo, l’assessore Ambiente Regione Campania Giovanni Romano e il Comandante Generale del Corpo Forestale dello Stato Sergio Costa. Sarà Giulia Casella del Circolo Legambiente “A Petteruti” di Sessa Aurunca a moderare questo tavolo di confronto che si spera possa portare a qualcosa di concreto e fattibile in tempi brevi, per la sicurezza di tutti, cittadini e consumatori in primis.

Gaeta / Il ministero decide sul futuro del ciclo del petcoke





GAETA – Il futuro del ciclo del petcoke, il carbone sintetico scaricato nel porto di Gaeta per essere stoccato presso il deposito Intergroup di Sessa Aurunca sarà discusso domani presso il Ministero dello Sviluppo Economico. Ne da notizia l’attivista di Formia Paola Villa (Un’altra Città). Le operazioni di movimentazione sono attualmente sospese a causa del fermo del deposito campano. Alla riunione ministeriale non parteciperanno i comitati ambientalisti, non convocati. Di qui l’appello diretto a tutte le forze politiche rappresentate in parlamento, riportato di seguito in versione integrale. Il porto è già stato oggetto di una ispezione dei parlamentari del movimento 5 stelle.
“Domani 16 Aprile al Ministero dello Sviluppo Economico è stato organizzato un tavolo tecnico per la “questione del petcoke”, il suo trasporto, stoccaggio ed utilizzo. Parteciperanno all’incontro: l’Assessore all’Ambiente della Regione Campania, dott. Romano; un responsabile dell’A.G.C. sviluppo economico settore regolazione mercati della regione Campania; il Sindaco di Sessa Aurunca, dott. Tommasino; il capo settore ambiente e assetto del territorio del Comune di Sessa, Pasquale Sarao; il responsabile per AssoCarboni, Rinaldo Sorgenti; l’AITEC, l’Associazione Italiana Tecnico Economica del Cemento; l’Amministratore delegato della Intergroup S.p.A., dott. Nicola Di Sarno.
Al tavolo non ci saranno i rappresentanti dei comitati (comitato a tutela del Golfo di Gaeta, comitato contro le polveri, Assemblea popolare del Golfo) e delle associazioni (Legambiente) che hanno documentato in modo dettagliato il problema, che hanno sollevato la questione petcoke, che operano sul territorio da anni. Come si vede chiaramente il tavolo è sbilanciato in favore di chi fa business sul petcoke e sul cemento.
Facciamo un appello a tutti e deputati e i senatori affinché le decisioni non vengano prese a porte chiuse, affinché si portino al tavolo i dati sui sversamenti di petcoke, sulle malattie cancerogene legate a questo prodotto di scarto del petrolio, sugli affari del cemento e la criminalità organizzata.
Facciamo un appello a tutte le testate giornalistiche, i blog e i mezzi di comunicazione affinché non rimanga nel silenzio questo ennesimo furto di democrazia e partecipazione”.
Gaeta / Il ministero decide sul futuro del ciclo del petcoke




Pericolo stoccaggio di pet coke al Garigliano, un tavolo di confronto per analizzare il problema

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