COMUNE SCIOLTO PER INFILTRAZIONI MAFIOSE


ART. 143 DEL T.U.E.L COMMA 1 I consigli comunali e provinciali sono sciolti quando, anche a seguito degli accertamenti effettuati a norma dell ‘articolo 59, comma 7, emergono concreti, univoci, e rilevanti elementi su collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata di tipo mafioso o similare degli amministratori di cui all ‘art. 77, comma 2, ovvero su forme di condizionamento degli stessi, tali da determinare un ‘alterazione del procedimento di formazione della volontà degli organi elettivi ed amministrativi e da compromettere il buon andamento o l’imparzialità delle amministrazioni comunali o provinciali, nonché il regolare funzionamento dei servizi ad esse affidati, ovvero che risultino arrecare danno e perdurante pregiudizio per lo stato della sicurezza pubblica “. La disposizione in esame non definisce espressamente in quali casi debba ritenersi sussistente il collegamento con la criminalità organizzata rilevante ai fini dello scioglimento (cioè adeguato ad esercitare un condizionamento sull' ente che si riverberi sul buon andamento e sulla sicurezza pubblica). ....una adeguata indagine ovvero valutazione sulla posizione degli "amministratori". Nel vigente sistema normativo, lo scioglimento dell'organo elettivo si connota, pertanto, quale "misura di carattere straordinario" per fronteggiare "una emergenza straordinaria" (così Corte Costo 19 marzo 1993, n. 103, nell'escludere profili di incostituzionalità nel previgente art. 15-bis 1.19 marzo 1990, n.55)".


L'asse portante della valutazione che presiede allo scioglimento è costituito, da un lato, dalla accertata o notoria diffusione sul territorio di fenomeni di criminalità organizzata e, dall'altro, dalle precarie condizioni difunzionalità dell'ente territoriale".






domenica 21 dicembre 2014

Caro Signor "Sindaco" Prof Gaspare Portobello: Palermo, dipendenti comunali truffavano su tassa r...










TANGENTI SULLA TARES 6 ARRESTI A PALERMO

CRONACA – Uno spaccato di corruzione inquietante all'Ufficio Tributi. I destinatari degli ordini di custodia cautelare sono accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, istigazione alla corruzione, e falso materiale

Uno spaccato di corruzione davvero inquietante all'Ufficio Tributi di Palermo quello scoperto nell'ambito dell'operazione Fintares. Con l'accusa di avere intascato tangenti sulla tassa sui rifiuti, con la complicità di altri dipendenti infedeli del Comune di Palermo, la Polizia di Stato,  ha arrestato all'alba di oggi un funzionario dell'Ufficio tributi, Cesare Pagano, finito in manette con altre quindici persone. Le sedici ordinanze di custodia cautelari sono state emessa dal Gip del Tribunale di Palermo, Angela Gerardi. Gli arrestati sono accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, istigazione alla corruzione, truffa e falso materiale


























L'operazione, coordinata dal sostituto Procuratore, Daniela Varone, dal Procuratore Leonardo Agueci e dal Procuratore aggiunto, Bernardo Petralia, è frutto di una indagine, che dura da oltre un anno e che fotografa «un avvilente ed inquietante spaccato di corruzione, sviluppatosi all'interno dell'Ufficio Tributi del Comune di Palermo, dove un manipolo di impiegati comunali, tra cui un funzionario, si era stabilmente associato allo scopo di commettere una pluralità indeterminata di reati di corruzione, truffe in danno della Pubblica amministrazione, falso ed ogni altro reato che si rendesse strumentale al mercimonio della pubblica funzione» spiegano gli investigatori.
La corruzione agiva senza freni in un settore, quello della riscossione del tributo legato allo smaltimento del rifiuto solido urbano, attraverso la fraudolenta alterazione della posizione contributiva del contribuente. Per i casi finora presi in esame è stato stimato un danno per le casse del Comune di Palermo di diverse centinaia di migliaia di euro, intorno al mezzo milione di euro. 
Maggiori dettagli saranno forniti nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle ore 10,30, presso la locale Procura della Repubblica, alla presenza del Procuratore Leonardo Agueci e del Procuratore aggiunto Bernardo Petralia. 
I destinatari degli ordini di custodia cautalare sono accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, istigazione alla corruzione, e falso materiale. 
Dopo la notizia dell'arresto di dipendenti del Comune di Palermo, l'amministrazione guidata da Leoluca Orlando precisa che erano stati allontanati dal settore tributi già nel mese di aprile e le relative posizioni erano state segnalate alle autorità inquirenti. Il sindaco ha confermato «piena collaborazione con la magistratura» e ha ricevuto conferma dal segretario generale, quale responsabile anticorruzione, dell'attivazione di tutti gli adempimenti disciplinari. «E' evidente - ha concluso - che contro questi dipendenti ed ogni altro cittadino che ha arrecato un danno all'Amministrazione il Comune si costituirà parte civile». 
http://palermo.meridionews.it/articolo/30317/tangenti-sulla-tares-16-arresti-a-palermo/ 





Tangenti all’Ufficio tributi del Comune, 
in cella il nipote di Giulio Tantillo (FI)

Il capogruppo degli azzurri in Consiglio comunale è zio di uno degli arrestati. Ecco come funzionava il meccanismo degli “sconti” praticato su Tarsu e Tares dai dipendenti infedeli. NEL VIDEO IL PROCURATORE AGUECI

Tangenti all’Ufficio tributi del Comune, <br>in cella il nipote di Giulio Tantillo (FI)

C’ è anche il nipote di Giulio Tantillocapogruppo di Forza Italia al Consiglio comunale di Palermo, fra gli arrestati nel corso dell’operazione “Fintares”. Gaspare Tantillo, trentasei anni, avrebbe fatto parte del consolidato sodalizio criminale che aveva come quartier generale l’Ufficio tributi del Comune a piazza Giulio Cesare.
Il politico azzurro è lo zio del dipendente, arrestato stamattina all’alba. Dall’ordinanza di custodia cautelare emerge che il capogruppo dei berlusconiani, pur non essendo indagato né coinvolto in alcun modo nell’inchiesta, avrebbe esercitato pressioni per scongiurare il trasferimento del direttore dell’Ufficio tributi ed entrate patrimoniali del Comune.
La particolarità, poi, è che l’Amministrazione comunale, una volta avviate le indagini della polizia e dopo la perquisizione dello scorso 2 aprile, avrebbe trasferito i dipendenti coinvolti: fra questi anche il funzionario Cesare Pagano, mandato in un ufficio di via Ausonia, nel cui stabile, però, c’era anche uno sportello Tarsu e Tares. Secondo gli inquirenti, sarebbe stato proprio Pagano a contattare personalmente i contribuenti ritenuti economicamente più “interessanti”, proponendo loro un abbattimento del 50 per cento degli importi di Tarsu e Tares in cambio di cospicue tangenti.
E a quei commercianti e a quei professionisti che accettavano di versare la mazzetta sarebbe stato proposto di pagare metà della tangente in unica soluzione e il resto in “comode rate” da consegnare rigorosamente in contanti allo stesso Gaspare Tantillo e ad Antonio Borsellino (un altro degli arrestati), che avrebbero agito in coppia, per rastrellare i soldi direttamente dai contribuenti. Borsellino, peraltro, lavorava in un ufficio che si occupava della lotta all’evasione di Imu e Ici.
Il meccanismo consolidato, secondo i pm della procura di Palermo, comportava che una volta definito l’accordo, venivano modificate le misurazioni dell’immobile del contribuente disposto a pagare e a quel punto sarebbe stato realizzato un nuovo modello F24 con importi diminuiti. Il sodalizio, inoltre, avrebbe anche preso in affitto un appartamento di via Pitrè, trasformato in ufficio parallelo rispetto a quello ufficiale di piazza Giulio Cesare. Al suo interno le pratiche erano catalogate e ordinate mediante un doppio elenco: sotto la dicitura “realtà” c’erano i dati corretti degli immobili, mentre sotto la dicitura “lavoro” figuravano quelli alterati per consentire ai contribuenti che pagavano la mazzetta di versare una minore tassa sui rifiuti.
Secondo gli investigatori, inoltre, il meccanismo era talmente redditizio che i funzionari e i dipendenti arrestati avrebbero voluto allargare l’organizzazione criminale anche ad altri settori della pubblica amministrazione. Ma le manette sono arrivate prima.





PALERMO – Tassa sui rifiuti, mazzette per lo sconto. Blitz al Comune: 16 arresti Coinvolti funzionari e imprenditori[vd][foto]


Quattro funzionari del Comune di Palermo avevano gestito come fosse cosa loro la riscossione prima della Tarsu e poi della Tares. Corruzione e truffa nell’ufficio tributi in via Lincoln erano all’ordine del giorno. E’ quanto ha fotografato la polizia di Stato, a Palermo, che stanotte, nel corso di una vasta operazione anticorruzione, denominata Fintares, ha ammanettato 15 tra funzionari e imprenditori eseguendo i provvedimenti cautelari emessi dal gip del Tribunale di Palermo, Angela Gerardi, accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, istigazione alla corruzione, truffa e falso materiale. L’operazione, che ha portato all’esecuzione di quattro provvedimenti di custodia cautelare in carcere e di 11 ai domiciliari, è stata coordinata dal Sostituto Procuratore, Daniela Varone, coordinata dal Procuratore Capo facente funzioni, Leonardo Agueci e dal Procuratore Aggiunto, Bernardo Petralia.

Nel mirino in particolare dipendenti dell’Ufficio tributi del Comune, tra cui un funzionario, che si occupavano della tassa sui rifiuti (Tares e Tarsu), i quali alteravano la posizione del contribuente. Finora il danno stimato è di diverse centinaia di migliaia di euro.

Le indagini, durate oltre un anno, hanno fotografato un avvilente ed inquietante spaccato di corruzione, sviluppatosi all’interno dell’Ufficio Tributi del Comune di Palermo, dove un manipolo di impiegati comunali, tra cui un funzionario, si era stabilmente associato allo scopo di commettere una pluralità indeterminata di reati di corruzione, truffe in danno della Pubblica amministrazione, falso ed ogni altro reato che si rendesse strumentale al mercimonio della pubblica funzione. La corruzione agiva senza freni in un settore, quello della riscossione del tributo legato allo smaltimento del rifiuto solido urbano (Tarsu e Tares), attraverso la fraudolenta alterazione della posizione contributiva del contribuente. Per i casi finora presi in esame è stato stimato un danno per le casse del Comune di Palermo di diverse centinaia di migliaia di euro.

I NOMI DELLE PERSONE COINVOLTE – In carcere sono finite quattro persone: Cesare Pagano, Antonino Borsellino, Gaspare Tantillo e Ida Ardizzone, ovvero il funzionario e altri tre impiegati.  Storia nella storia il caso che riguarda addirittura un convento, quello delle suore Teatine. Non solo un convento, ma anche un grande centro di riabilitazione per disabili, l’istituto Villa Nave, “ente senza scopo di lucro”. Le intercettazioni della polizia hanno sorpreso il commercialista delle suore, Antonino Clementi. mentre consegna una mazzetta da 5.000 euro. Secondo le indagini, dal 2009 al 2013, le suore non avrebbero pagato al Comune Tares e Tarsu per 62.810,64 euro. La Madre del Convento ha già smentito ogni tipo di coinvolgimento diretto, confermando di non essere al corrente di queste cose, ma le indagini vanno comunque avanti.

Agli arresti domiciliari sono finite altre undici persone. Non mancano volti abbastanza noti nel capoluogo, come quello di Salvatore Barone, titolare del ristorante “I tre porcellini” e il commerciante Vittorio Ferdico. E poi ancora Luigi Lo Verso, titolare della ditta “Cem”, Elmo Maria, titolare di una carrozzeria, Giuseppe Vassallo, Giuseppe Carnesi, Antonino e Luigi Vernengo, titolari della Expo truck veicoli industriali, il medico Ugo Sottile

Intanto, il Comune fa sapere che i dipendenti in questione erano stati allontanati dal settore tributi ad aprile scorso e le loro posizioni erano state segnalate agli inquirenti. Il sindaco Leoluca Orlando ha confermato “piena collaborazione con la magistratura. E’ evidente che contro questi dipendenti e ogni altro cittadino che ha arrecato un danno all’amministrazione, il Comune si costituirà parte civile”.



RELAZIONE DELLA COMMISSIONE DI ACCESSO AL COMUNE DI ISOLA DELLE
FEMMINE DEL 26 APRILE 2012

CONDIZIONI ECONOMICHE DEL COMUNE E GESTIONE DEL PATRIMONIO


Dagli elementi
raccolti nel  corso  dell’accesso  si  ricava 
che  il Comune   di   Isola  
delle   Femmine   versa   in  
una   situazione economico-finanziaria  piuttosto 
difficile,  in  parte  dovuta  alla progressiva riduzione
dei trasferimenti  provenienti  dallo  Stato  e dalla 
Regione  Siciliana,  che  ha   determinato  
il   ricorso   ad anticipazioni di cassa  dalla 
banca  che  gestisce  il  servizio  di tesoreria
comunale, ed  in  parte  dalla  inefficienza  di 
tutto  il sistema di riscossione dei tributi che ha determinato, 
tra  l’altro, anche il consolidarsi di un  crescente 
indebitamento  nei  confronti della societa’ che gestisce il servizio
di raccolta  e  trasferimento in discarica dei rifiuti solidi
urbani  per  conto  dell’ATO  PA1  al quale il Comune
appartiene.


Le criticita’
del  funzionamento  del  servizio  di 
riscossione  dei tributi, inoltre, sono state ascritte - secondo
ripetute  e  convinte dichiarazioni dei funzionari 
responsabili  del  Comune  -  all’esito negativo del
rapporto gia’ instaurato con la societa’ TRIBUTI  ITALIA s.p.a. - la cui
condotta criminale ha  avuto  peraltro  notazioni  di
rilievo  nazionale  -  che  era  stata 
incaricata  del  servizio  di riscossione dei ruoli di
competenza comunale.  A  tale  riguardo,  e’ stato piu’
volte evidenziato nei corso  dell’accesso  ispettivo,  che detta
societa’ non solo non avrebbe riversato  nelle  casse  comunali
quanto in  precedenza  aveva  riscosso,  ma 
nonostante  la  avvenuta rescissione del contratto, si 
sarebbe  rifiutata  di  restituire  Ia documentazione, con
cio’ impedendo  al  Comune  di  proseguire  nella
gestione  del  servizio,  procedendo  al 
recupero  delle   posizioni debitorie da parte dei soggetti
inadempienti.

Gli accertamenti hanno
messo in  luce,  tuttavia,  che  le  difficili
condizioni finanziarie dell’ente si riconnettono a svariate  anomalie
riscontrate in materia di imposizione  tributaria,  segno 
rivelatore dell’incapacita’, o della non volonta’, di procedere, con 
competenza e tempestivita’ ed avvalendosi  del  coinvolgimento 
responsabile  di tutte le sue componenti politiche e burocratiche, nella
direzione  di una difficile e tuttavia irrinunciabile opera  di 
risanamento  delle sue disastrate finanze.

Solo  nel 
mese  di   maggio   scorso,  
attraverso   l’adozione   di “Provvedimenti 
d’urgenza  necessari  ad   assicurare  
gli   assetti finanziari”, di cui alla delibera di  Giunta 
Comunale  n.40  del  14 maggio  2012, 
dichiarata  immediatamente  eseguibile,  l’organo   di
governo locale ha mostrato di assumere  una  presa  di 
posizione  al riguardo, analizzando le possibili cause della situazione
e  cercando di individuare possibili correttivi.

Nell’occasione, la
Giunta ha preso atto della  assoluta  mancanza  di
liquidita’  di  cassa  e  dell’impossibilita’ 
di’   procedere   alla predisposizione di un bilancio di
previsione in grado di fronteggiare le minori entrate di provenienza
statale  e  regionale,  in  presenza della necessita’ di
garantire il rispetto  del  patto  di  stabilita’ interno
ed il  mantenimento  dei  livelli  di  spesa 
del  personale.  Pertanto, con l’intento di ‘correre ai ripari,
sono  stati  esaminati ed individuati i possibili rimedi, a partire
dall’adozione di  misure in grado di incentivare le entrate proprie del
Comune.

Ma  e’ 
proprio  sotto  quest’ultimo  profilo  che 
l’Amministrazione comunale di Isola delle  Femmine  si  e’ 
dimostrata  particolarmente inefficiente: al riguardo, e’ stata rilevata,
la  persistenza  di  un atteggiamento omissivo, se non
addirittura compiacente, non  solo  in capo alle componenti
amministrative ma anche  nei  comportamenti  dei soggetti che
dovrebbero vigilare sul buon andamento e la  correttezza dell’attivita’
impositiva nell’interesse della collettivita’, a tutto vantaggio di interessi
opposti e riconducibili al noto  atteggiamento predatori() delle realta’
legate all’organizzazione cosa nostra.

I Servizi di Riscossione: TARSU, ICI e TOSAP

La Commissione
d’indagine ha svolto un’opera di  analisi  degli  atti posti in
essere dall’Ente  in  relazione  ai  tributi  di 
competenza comunale ed ha chiesto ed ottenuto, altresi’, una relazione 
a  firma del responsabile dell’ 8° Settore  Tributi, 
Acquedotto  e  Attivita’ Produttive, Sig. “Omissis”, sullo stato
di  quel  ramo  di  attivita’ dalla quale si evince, tra
l’altro, che con delibera n. 61 del  2010, la Giunta comunale approvava un
progetto  per  l’accertamento  ed  il recupero 
dei  tributi  locali  evasi  negli  ultimi 
cinque  anni  e l’aggiornamento delle banche dati COSAP, ICP e ICI.
Nello  specifico, il progetto consisteva  nell’effettuare
 il  censimento  degli  spazi occupati (in 
particolare  i  passi  carrai),  nel  censimento 
delle insegne pubblicitarie, nella verifica  della  situazione 
urbanistica delle aree edificabili, nell’esame di tutte le 
concessioni  edilizie rilasciate negli ultimi cinque anni,  nella 
verifica  delle  singole posizioni contributive comunali, al 
fine  di  accertare  l’effettivopagamento e l’esatto ammontare
dei versamenti effettuati negli ultimi cinque anni, di  procedere 
nella  predisposizione  degli  avvisi  di accertamento a carico
dei contribuenti che non avevano  provveduto  a regolarizzare la
propria posizione e,  infine,  di  dare  avvio  alle
procedure esecutive per il recupero delle somme evase.

L’esito 
degli   accertamenti   compiuti  
direttamente   sui   ruoli dell’Ufficio tributi, che sono
stati  sottoposti  ad  approfondite  e mirate analisi, ha
tuttavia evidenziato che il progetto rimane ancora tale, che la tanto
preannunciata azione  di  recupero  non  e’  stata
intrapresa e che da  tale  inefficienza  e  voluta 
incapacita’,  che contribuiscono pesantemente a determinare 
condizioni  di  squilibrio alle finanze comunali, continuano a
trarre  vantaggio  in  particolar modo i  soliti 
soggetti,  come  si  dimostra  agevolmente  dai 
dati riassunti nelle tabelle seguenti.

Negli anni tra il 2008
ed il 2010, il Comune di Isola delle  Femmine, nella  finalita’ 
di  ricostruire  ed  aggiornare   il  
sistema   di accertamento  e  riscossione  dei 
tributi  di  propria   competenza, adottava una 
serie  di  delibere  attraverso  le  quali 
sono  stati rideterminati  i  ruoli  ICI  e 
TARSU,  il  cui  importo   ammontava complessivamente
ad € 4.711.089,02.

Dall’esame condotto
all’interno delle voci del bilancio per esercizio finanziario 2010, con
riferimento ai sotto riportati tributi, e’ dato leggere  il 
totale  residui  da  riportare,  ovvero  il 
credito  da riportare nell’esercizio finanziario successivo, quale
differenza tra accertato e riscosso:

        ICI, ammontante ad euro 406.254,38;
        ICP, ammontante ad euro 15.260,99;
        TOSAP, ammontante ad euro 26.177,03;
        TARSU, ammontante ad euro 2.692.595,48;
da cui si evince che
il Comune, nel 2010,  doveva  ancora  riscuotere tributi per un
ammontare pari ad € 3.140.287,88.

Ulteriori specifici
accertamenti, effettuati allo scopo  di  appurare l’effettivo
assolvimento dell’obbligazione tributaria dei’  cittadini nei confronti
del Comune con riferimento  ad  ICI,  TARSU  e  TOSAP,
hanno avuto ad oggetto due campioni di contribuenti: nuclei familiari di
soggetti legati o riconducibili alla  criminalita’  organizzata 
e soggetti riconducibili alla compagine amministrativa  del 
Comune  di Isola delle Femmine (dipendenti, consiglio e giunta
comunale).  In particolare, l’analisi dei prospetti formati 
con  riferimento  ai soggetti menzionati, membri di famiglie legate
o  riconducibili  alla criminalita’ organizzata ha permesso di
constatare che il  Comune  di Isola delle Femmine risulta avere
iscritto a ruolo la somma  di  euro 221.481,97, come si evince dal
seguente prospetto: 

| TRIBUTI DA
RISCUOTERE |
|================================================================
|tributo| 2008 | 2009
| 2010 | 2011 | 2012 | TOTALE |
|=======|=========|=========|=========|=========|=========|=========
| ICI
|44.509,00|38.890,00|37.697,00|41.677,00| 0,00|162.773,00|
|-------|---------|---------|---------|---------|---------|----------|
| TARSU | 692,31|
7.186,30| 1.884,70| 4.531,66| 0,00| 14.294,97|
|-------|---------|---------|---------|---------|---------|----------|
| TOSAP | 0,00|
9.506,00|12.468,00|11.302,00|11.138,00| 44.414,00|
|-------|---------|---------|---------|---------|---------|----------|
|
TOTALE|45.201,31|55.582,30|52.049,70|57.510,66|11.138,00|221.481,97|
|=======|=========|=========|=========|=========|=========|=========


A fronte di detto
accertamento, sulla scorta dei dati forniti dallo  stesso responsabile dell'ufficio tributi, in
riferimento ai soggetti  attenzionati nel
campione risulta che il Comune vanta un credito,  ancora da riscuotere, di euro 198.299,06,
come meglio indicato nel  prospetto che
segue:

| TRIBUTI NON RISCOSSI
|
|
|tributo| 2008 | 2009
| 2010 | 2011 | 2012 | TOTALE |
|=======|=========|=========|=========|===|
| ICI
|42.293,00|37.296,00|35.684,00|40.847,00| 0,00|156.120,00|
|-------|---------|---------|---------|---------|---------|----------|
| TARSU | 692,31|
7.186,30| 1.884,70| 4.531,66| 0,00| 14.294,97|
|-------|---------|---------|---------|---------|---------|----------|
| TOSAP | 0,00|
994,09|11.915,00| 3.198,00|11.057,00| 27.884,09|
|-------|---------|---------|---------|---------|---------|----------|
|
TOTALE|42.985,31|45.476,39|49.483,70|49.296,66|11.057,00|198.299,06|
|=======|=========|=========|=========|=========|=========

In sostanza, la
percentuale del tributo non versato, per i soggetti  presi in considerazione, si attesta sulla
soglia dell' 89,53%,  considerato che il
Comune ha riscosso solamente la somma di euro 
23.182,92, data dalla differenza tra euro 221.481,97 e 198.299,06.

| % DEL NON RISCOSSO
SU TRIBUTO DA RISCUOTERE 

|=======|===========|===========
|tributo| 2008 | 2009
| 2010 | 2011 | 2012 |
|=======|===========|===========|
| ICI | 95,02 | 95,90
| 94,66 | 98,01 | 0,00 |
|-------|-----------|-----------|-----------|-----------|-----------|
| TARSU | 100,00 |
100,00 | 100,00 | 100,00 | 0,00 |
|-------|-----------|-----------|-----------|-----------|-----------|
| TOSAP | 0,00 | 10,46
| 95,56 | 34,67 | 0,00 |
|=======|===========|===========|=========
 TOTALE| 89,53 |

Parimenti, l'analisi
dei prospetti analitici formati con riferimento 
ai soggetti riconducibili alla compagine amministrativa
(dipendenti,  consiglio e giunta
comunale), ha permesso di evidenziare che il 
Comune di Isola delle Femmine ha iscritto a ruolo la somma di euro  56.022,20, come si evince dal seguente
prospetto:

Il dato si commenta da
se’ e questo pone ancor piu’  in  evidenza  il comportamento
omissivo dell’Amministrazione che non ponendo  in  atto le opportune
verifiche, di fatto, tollera una situazione nella  quale il tasso di 
evasione  fiscale  risulta  cosi’  elevato 
proprio  con riferimento ad una certa fascia di contribuenti, i piu’ 
vicini  alla famiglia mafiosa, i quali possono continuare a trarre
profitto  anche dall’inerzia del Comune.

Al riguardo, ci si
potrebbe chiedere se  la  stessa  Amministrazione,
facendosi 
scudo  delle  ‘disavventure’  patite  dalle 
societa’   diriscossione e decidendo di gestire il servizio in
proprio, con  tutte le lentezze e le lacune sopra tratteggiate, 
non  abbia  offerto  una ulteriore sponda alla possibilita’ di
celare favoritismi e malaffare.

Tratto da Relazione allegata al
decreto di Scioglimento del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine Gazzetta
Ufficiale  279 29 novembre 2012  da pag 55  a pagina 60

A
CURA DEL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA DI ISOLA DELLE FEMMINE


























































































































































































TANGENTI SULLA TARES 6 ARRESTI A PALERMO,OPERAZIONE FINTARES,VARONE DANIELE,TRIBUTI COMUNALI,CORRUZIONE, LEOLUCA ORLANDO,AGUECI,PETRALIA,MILAZZO,MARCHESE PICCIONE,MARIA MANDALA',GASPARE TANTILLO, ANTONINO BORSELLINO,CESARE PAGANO,SALVATORE BARONE,ISOLA DELLE FEMMINE 



































































































































































































































AGUECI, ANTONINO BORSELLINO, CESARE PAGANO,CORRUZIONE, GASPARE TANTILLO, ISOLA DELLE FEMMINE, MARCHESE PICCIONE, MARIA MANDALA', MILAZZO, ORLANDO, PETRALIA, SALVATORE BARONE, TRIBUTI COMUNALI, VARONE DANIELE,





Caro Signor "Sindaco" Prof Gaspare Portobello: Palermo, dipendenti comunali truffavano su tassa r...: TANGENTI SULLA TARES 6 ARRESTI A PALERMO CRONACA  – Uno spaccato di corruzione inquietante all'Ufficio Tributi. I destinatari ...

Nessun commento:

Posta un commento