COMUNE SCIOLTO PER INFILTRAZIONI MAFIOSE


ART. 143 DEL T.U.E.L COMMA 1 I consigli comunali e provinciali sono sciolti quando, anche a seguito degli accertamenti effettuati a norma dell ‘articolo 59, comma 7, emergono concreti, univoci, e rilevanti elementi su collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata di tipo mafioso o similare degli amministratori di cui all ‘art. 77, comma 2, ovvero su forme di condizionamento degli stessi, tali da determinare un ‘alterazione del procedimento di formazione della volontà degli organi elettivi ed amministrativi e da compromettere il buon andamento o l’imparzialità delle amministrazioni comunali o provinciali, nonché il regolare funzionamento dei servizi ad esse affidati, ovvero che risultino arrecare danno e perdurante pregiudizio per lo stato della sicurezza pubblica “. La disposizione in esame non definisce espressamente in quali casi debba ritenersi sussistente il collegamento con la criminalità organizzata rilevante ai fini dello scioglimento (cioè adeguato ad esercitare un condizionamento sull' ente che si riverberi sul buon andamento e sulla sicurezza pubblica). ....una adeguata indagine ovvero valutazione sulla posizione degli "amministratori". Nel vigente sistema normativo, lo scioglimento dell'organo elettivo si connota, pertanto, quale "misura di carattere straordinario" per fronteggiare "una emergenza straordinaria" (così Corte Costo 19 marzo 1993, n. 103, nell'escludere profili di incostituzionalità nel previgente art. 15-bis 1.19 marzo 1990, n.55)".


L'asse portante della valutazione che presiede allo scioglimento è costituito, da un lato, dalla accertata o notoria diffusione sul territorio di fenomeni di criminalità organizzata e, dall'altro, dalle precarie condizioni difunzionalità dell'ente territoriale".






giovedì 16 ottobre 2014

Arrestati capo ufficio tecnico Misilmeri e ingenere TRUFFA NEGLI APPALTI A MISILMERI, CAPO UFFICIO TECNICO DEL COMUNE C'È IL NOME DI UN CANDIDATO A SINDACO







Truffa negli appalti a Misilmeri, c'è il nome di un candidato a sindaco




















TRUFFA NEGLI APPALTI A MISILMERI,  C'È IL NOME DI UN CANDIDATO A SINDACO


i tratta di Rosario Rizzolo, indagato per concorso in abuso d'ufficio. Ha ottenuto un incarico grazie alla sua parentela con l'ingegnere che aveva una relazione con il capo ufficio tecnico del Comune. L'operazione dei carabinieri avrebbe consentito di accertare presunti interessi mafiosi in una serie di appalti con la complicità di funzionari pubblici e professionisti
C'È anche il nome di uno dei quattro candidati a sindaco di Misilmeri alle prossime elezioni amministrative nell'operazione dei carabinieri del nucleo investigativo su appalti pubblici truccati e incarichi pilotati. Rosario Rizzolo, 44 anni, geologo, è indagato per concorso in abuso d'ufficio. Avrebbe ottenuto un incarico di consulenza geologica di 23 mila euro per la progettazione di un impianto sportivo su un terreno confiscato alla mafia a Misilmeri grazie alla sua parentela con Paolino Rizzolo che aveva una relazione con il capo ufficio tecnico del Comune, Irene Gullo. Rosario Rizzolo, renziano, è stato consigliere comunale per due volte. Nel comune, sciolto per mafia nel 2012, si tornerà alle urne il 16 e 17 novembre. Il funzionario del Comune e Paolino Rizzolo sono finiti agli arresti domiciliari. Altri otto professionisti sono destinatari della misura cautelare interdittiva del divieto temporaneo di esercitare la professione. Sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, turbativa d'asta, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e truffa.



 A Misilmeri per almeno due anni c'è stata una gestione allegra nell'ufficio tecnico del Comune. Il capoufficio tecnico Irene Gullo e Paolino Rizzolo, ingegnere, dal 2011 avevano escogitato l'escamotage per pilotare gli incarichi di progettazione e affidarli a professionisti compiacenti. 

E così, per evitare una gara pubblica, mantenevano al di sotto dei 100 mila euro il compenso dei professionisti che vi dovevano partecipare. In cinque occasioni a quelle gare hanno partecipato loro complici nella truffa al Comune che, regolarmente, si aggiudicavano l'incarico battendo gli altri professionisti al ribasso.

A scoprire tutto sono stati i carabinieri del nucleo investigativo di Palermo, guidati da colonnello Salvatore Altavilla. Per il funzionario e l'ingegnere il gip della procura di Termini Imerese ha disposto gli arresti domiciliari, mentre per gli altri otto l'ordinanza del giudice, eseguita dai carabinieri, prevede la misura cautelare interdittiva del divieto temporaneo di esercitare la professione.

I dieci professionisti sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, turbata libertà degli incanti, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e truffa.

Le gare oggetto delle indagini sono cinque e una di queste riguardava la progettazione di un impianto sportivo su un terreno confiscato alla mafia a Misilmeri. Le altre riguardavano le opere di recimazione delle condotte di piano Stoppa, la progettazione della restaurazione del castello dell'Emiro, una consulenza per il piano regolatore di Misilmeri e infine la progettazione della realizzazione dell'eliporto a Godrano. Le indagini proseguono per accertare come avvenisse la spartizione del denaro che ammonta a circa cinquecentomila euro. L'amministrazione municipale di Misilmeri è stata sciolta due anni fa per infiltrazioni mafiose.

Dalle indagini dei carabinieri emerge come a pilotare gli incarichi sarebbero stati Irene Gullo e Paolino Rizzolo, legati da una relazione sentimentale. La dirigente comunale avrebbe "piegato verso fini privatistici l'esercizio delle sue pubbliche funzioni", scrive il giudice delle indagini preliminari Sabina Raimondo nel'ordinanza. Avrebbe in sostanza favorito l'ingegnere Rizzolo nell'assegnazione di alcune consulenze per la progettazione di lavori pubblici. A sua volta Rizzolo avrebbe trovato sponda in una serie di professionisti palermitani. Che da un lato presentavano offerte

 concordate per pilotare l'assegnazione e dall'altro avrebbero consentito a Rizzolo di rimanere regista occulto delle operazioni.


Ecco i nomi di tutti i professioniti indagati: Giovanni Giarrizzo, Ugo Martellucci, Irene Gullo, Paolino Rizzolo, Leonardo Lo Coco, Angelo La Mattina, Sergio Merendino, Marcello Bono, Carmelo Lo Franco, tutti ingegneri; Filippo Finocchio, Caterina Cusimano, Renato Belvedere, tutti architetti; Giorgio Milazzo e Rosario Rizzolo, entrambi geologi.
 





Arrestate 10 persone fra tecnici e professionisti a Misilmeri e Altavilla (video)


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I carabinieri del Nucleo Investigativo di Palermo, coordinati dalla Procura della Repubblica di Termini Imerese, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 10 persone accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, turbata libertà degli incanti, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e truffa. L’operazione, denominata in codice “Monopolium”, avrebbe consentito di accertare presunti interessi mafiosi in una serie di appalti pubblici con la complicità di funzionari pubblici e professionisti.



I carabinieri hanno arrestato a Misilmeri Irene Gullo, capo ufficio tecnico dei comuni di Misilmeri e Altavilla Milicia, e l’ingegnere Paolino Rizzolo, libero professionista e già presidente del Consiglio di amministrazione di Metropoli est, un consorzio che raggruppa tredici comuni della provincia palermitana. Secondo i militari del Reparto Operativo guidato dal comandante Salvatore Altavilla, il capo ufficio tecnico ai tempi del sindaco Pietro D’Aì, sciolto insieme alla giunta e al consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, avrebbe commesso irregolarità nell’assegnazione di appalti proprio nei confronti dell’ingegnere Rizzolo.



L’inchiesta era nata nel corso dell’operazione Sisma che portò all’arresto di cinque persone  nel comune di Misilmeri e l’invio di avvisi di garanzia per il sindaco Piero D’Aì e Giuseppe Cimò presidente del consiglio comunale e il vice presidente del consiglio comunale, Giampiero Marchese.

I provvedimenti dei carabinieri furono emessi nei confronti di Antonino Messicati Vitale, finito in carcere di nuovo in questi giorni, ritenuto il reggente della famiglia mafiosa di Villabate, Francesco Lo Gerfo, indicato come il capomafia di Misilmeri, Mariano Falletta, anche lui di Misilmeri, e i palermitani Stefano Polizzi (presunto referente della cosca di Bolognetta accusato di estorsione) e Vincenzo Ganci, candidato alle ultime elezioni al Consiglio comunale di Palermo. Dopo questa inchiesta il comune venne sciolto per mafia.

Attorno al nome del capo ufficio tecnico ruota un episodio chiave dell’indagine. Per alcuni mesi nel 2011 la donna è stata allontanata dal suo incarico. Fu un autogol perché il neo capo ufficio tecnico si accorse di alcune irregolarità. Ebbe il tempo di allertare l’assessorato, ma poi dovette fare di nuovo posto alla Gullo richiamata in servizio. Nel corso di questi nuovi arresti sono stati emessi i provvedimenti interdittivi per alcuni professionisti della zona. (gds.it)

Palermo: 2 arresti, colletti bianchi truccavano appalti


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di AMDuemila - 15 ottobre 2014

Un giro di appalti truccati e falsificazione di atti pubblici che coinvolgerebbe professionisti e funzionari pubblici del Comune di Misilmeri quello scoperchiato dall’operazione "Monipolium" coordinata dalla Procura della Republica di Termini Imerese.

I carabinieri del Nucleo Investigativo di Palermo hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 10 persone accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, turbata libertà degli incanti, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e truffa. 

Le indagini avrebbero accertato presunti interessi mafiosi in una serie di appalti pubblici con la complicità di funzionari pubblici e professionisti.

Nei confronti di otto professionisti è stata disposta la misura cautelare interdittiva del divieto temporaneo di esercitare la professione, mentre per gli altri due indagati, Irena Gullo, capo ufficio tecnico del Comune di Missilmeri e Altavilla Milicia, e Paolino Ricciolo, ingegnere libero professionista ed ex presidente di un consorzio che raggruppa tredici Comuni della provincia palermitana il Gip ha disposto gli arresti domiciliari.

Irene Gullo dal 2001 al 2012 era dirigente presso il comune di Misilmeri con funzioni di direzione dell'Area IV relativa ai lavori pubblici. Secondo i Carabinieri, avrebbe truccato alcuni appalti a favore di Paolino Rizzolo.

Nel 2011 la Gullo venne allontanata dal suo incarico. Il nuovo capo dell'ufficio tecnico del Comune subentrato al posto della donna si accorse delle irregolarità e avvertì l'assessorato, ma dovette poi cedere di nuovo il posto alla Gullo richiamata in servizio. 

Il comune di Misileri fu sciolto per mafia dopo l’inchiesta del 2012 che portò all’operazione “Sisma” che azzerò il mandamento di Misilmeri arrestando cinque persone e che a distanza di mesi vide l'ex sindaco di Misilmeri, Piero D'Aì, il presidente del Consiglio comunale, Giuseppe Cimò, e il vicepresidente, Giampiero Marchese destinatari di un avviso di garanzia.

Ad aprile del 2012, con l’operazione “Sisma” cominciò anche la latitanza di Antoniuo Messicati Vitale, riarrestato nei giorni scorsi e ritenuto capo della cosca di Villabate e Vincenzo Ganci, candidato alle ultime elezioni al Consiglio comunale di Palermo.

Da una tranche di quelle indagini è emerso il presunto accordo illecito fra la Gullo e l'ingegnere Rizzolo. 

La Gullo in particolare, per poter affidare direttamente la prestazione professionale, evitava la predisposizione di una procedura con pubblicazione di un bando di gara mantenendo artificiosamente basso il valore dell'incarico, così rimanendo al di sotto della soglia di 100.000 euro al di sopra della quale, invece, sarebbe sorto l'obbligo giuridico di procedere mediante la pubblicazione di un bando di gara.

 Le gare d'appalto per le quali sono state accertate le condotte illecite riguardano: l'affidamento del servizio di progettazione esecutiva, direzione dei lavori e coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione delle opere di regimazione idraulica in contrada Piano Stoppa di Misilmeri.  E ancora la progettazione definitiva, esecutiva e il coordinamento della sicurezza in fase di progettazione dei lavori di restauro del "Castello dell'Emiro" di Misilmeri, l'affidamento dei servizi di progettazione definitiva, esecutiva e coordinamento della sicurezza in fase di progettazione per la realizzazione di un impianto sportivo su un terreno confiscato alla mafia presso il Comune di Misilmeri. Per alcune opere sia la Gullo che Rizzolo dovranno rispondere anche di aver falsamente attestato l'appaltabilità e, dunque, la fattibilità delle opere, nonostante l'Assessorato Regionale Territorio e Ambiente, il 25 aprile 2012, avesse segnalato che "la realizzazione di tali opere avrebbe potuto provocare dei fenomeni di esondazione del canale principale".

Fonte ANSA



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