COMUNE SCIOLTO PER INFILTRAZIONI MAFIOSE


ART. 143 DEL T.U.E.L COMMA 1 I consigli comunali e provinciali sono sciolti quando, anche a seguito degli accertamenti effettuati a norma dell ‘articolo 59, comma 7, emergono concreti, univoci, e rilevanti elementi su collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata di tipo mafioso o similare degli amministratori di cui all ‘art. 77, comma 2, ovvero su forme di condizionamento degli stessi, tali da determinare un ‘alterazione del procedimento di formazione della volontà degli organi elettivi ed amministrativi e da compromettere il buon andamento o l’imparzialità delle amministrazioni comunali o provinciali, nonché il regolare funzionamento dei servizi ad esse affidati, ovvero che risultino arrecare danno e perdurante pregiudizio per lo stato della sicurezza pubblica “. La disposizione in esame non definisce espressamente in quali casi debba ritenersi sussistente il collegamento con la criminalità organizzata rilevante ai fini dello scioglimento (cioè adeguato ad esercitare un condizionamento sull' ente che si riverberi sul buon andamento e sulla sicurezza pubblica). ....una adeguata indagine ovvero valutazione sulla posizione degli "amministratori". Nel vigente sistema normativo, lo scioglimento dell'organo elettivo si connota, pertanto, quale "misura di carattere straordinario" per fronteggiare "una emergenza straordinaria" (così Corte Costo 19 marzo 1993, n. 103, nell'escludere profili di incostituzionalità nel previgente art. 15-bis 1.19 marzo 1990, n.55)".


L'asse portante della valutazione che presiede allo scioglimento è costituito, da un lato, dalla accertata o notoria diffusione sul territorio di fenomeni di criminalità organizzata e, dall'altro, dalle precarie condizioni difunzionalità dell'ente territoriale".






domenica 16 marzo 2014

Piano Regione Sicilia Tutela Qualità Aria: Incendio alla raffineria, paura a Gela




A Gela neonato dal sesso incerto
Crocetta annuncia un'ispezione

Il presidente della Regione: "La diffusione della notizia è stata una grave violazione della privacy, in futuro il bambino potrebbe soffrirne. E spero che nessuno, neppure i genitori, vogliano imporre un sesso piuttosto che l'altro". Il primario gelese frena: "Per ora siamo di fronte a una anomalia esterna: non può parlarsi di ermafroditismo". Solo un'ipotesi che la malformazione derivi dall'inquinamento ambientale.
A Gela neonato dal sesso incerto Crocetta annuncia un'ispezione
Il Vittorio Emanuele di Gela 












Secondo i medici del reparto di Ostetricia e Ginecologia il piccolo, nato da parto spontaneo, è di "sesso ambiguo" poiché ha organi genitali "incerti". I genitori sono giovani e non soffrono di alcuna patologia. Le ecografie durante la gravidanza non avevano mostrato alcuna anomalia sul feto. Il caso in questione si verifica una volta su cinquemila bambini neonati. Il primario del reparto, Michele Palmeri, ha confermato la rarità della malformazione ed ha disposto il trasferimento del neonato in una struttura specializzata di Palermo.




















Saranno comunque gli esami che saranno svolti a Palermo a fare chiarezza sul caso del bimbo dal sesso incerto. Probabilmente decisivo sarà un test cromosomico. Intanto c'è chi ipotizza che la malformazione possa essere legata all'inquinamento ambientale della zona di Gela. Ma anche questa, se non da escludere, è un'ipotesi che non può al momento trovare conferma.














 

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