COMUNE SCIOLTO PER INFILTRAZIONI MAFIOSE


ART. 143 DEL T.U.E.L COMMA 1 I consigli comunali e provinciali sono sciolti quando, anche a seguito degli accertamenti effettuati a norma dell ‘articolo 59, comma 7, emergono concreti, univoci, e rilevanti elementi su collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata di tipo mafioso o similare degli amministratori di cui all ‘art. 77, comma 2, ovvero su forme di condizionamento degli stessi, tali da determinare un ‘alterazione del procedimento di formazione della volontà degli organi elettivi ed amministrativi e da compromettere il buon andamento o l’imparzialità delle amministrazioni comunali o provinciali, nonché il regolare funzionamento dei servizi ad esse affidati, ovvero che risultino arrecare danno e perdurante pregiudizio per lo stato della sicurezza pubblica “. La disposizione in esame non definisce espressamente in quali casi debba ritenersi sussistente il collegamento con la criminalità organizzata rilevante ai fini dello scioglimento (cioè adeguato ad esercitare un condizionamento sull' ente che si riverberi sul buon andamento e sulla sicurezza pubblica). ....una adeguata indagine ovvero valutazione sulla posizione degli "amministratori". Nel vigente sistema normativo, lo scioglimento dell'organo elettivo si connota, pertanto, quale "misura di carattere straordinario" per fronteggiare "una emergenza straordinaria" (così Corte Costo 19 marzo 1993, n. 103, nell'escludere profili di incostituzionalità nel previgente art. 15-bis 1.19 marzo 1990, n.55)".


L'asse portante della valutazione che presiede allo scioglimento è costituito, da un lato, dalla accertata o notoria diffusione sul territorio di fenomeni di criminalità organizzata e, dall'altro, dalle precarie condizioni difunzionalità dell'ente territoriale".






martedì 26 febbraio 2013

Micenci (Scicli), una spiaggia che deve rimanere pubblica


Micenci (Scicli), una spiaggia che deve rimanere pubblica


Un sempre maggior numero di cittadini sembra avere a cuore la difesa e la tutela dei beni comuni; un costante, ed eccessivo, numero di amministratori pubblici continua nella scellerata politica delle privatizzazioni. Fortunatamente, i primi hanno imparato a difendersi, come nel caso del referendum sull’acqua pubblica e hanno capito che bisognamuoversi prima che il misfatto venga compiuto.
A Scicli (Ragusa) c’è una spiaggia, quella di Micenci, particolarmente amata, e frequentata, dagli sciclitani e dai turisti di ogni età. Si trova accanto alla borgata marinara di Donnalucata e, soprattutto, è una spiaggia libera.
Troppo bello per durare, e, infatti, è stata richiesta una concessione per ricovero natanti, chiosco, ombrelloni e servizi igienici (questi ultimi pare non collegati alla fognatura). In sostanza, l’ennesimo bene comune sottratto alla collettività per garantire i profitti privati.
Tutto, sicuramente, sarebbe “filato liscio”, ma un gruppo di cittadini  ha deciso che la misura era colma e ha promosso una petizione, semplice ed efficace, rivolta al Sindaco e alle Autorità Regionali perché si “Impedisca la concessione a scopi commerciali di Micenci, spiaggia pubblica molto frequentata da tutte le generazioni: uno stabilimento con rimessaggio barche e relativo corridoio in mare, con chalet bar, campetti sportivi e sdraio, è un’usurpazione all’uso comune dell’area balneare più visitata dai residenti e dai loro ospiti”.
Grazie al notevole numero di adesioni, è stato ottenuto un primo importante risultato: diversi consiglieri comunali di Sciclihanno richiesto, con urgenza, la convocazione di un Consiglio perché ciò che si prospetta “ha fatto emergere, all’interno dell’opinione pubblica cittadina, gravi perplessità circa la sostenibilità socio-ambientale e idrogeologica del suddetto stabilimento balneare”.
Concludiamo riportando una parte dell’intervento dell’avv. Bartolo Iacono, che dopo aver ricordato i tanti motivi del no alla privatizzazione, ha sottolineato che esiste “una ultima ragione di ordine culturale e ambientale. L’intervento ricade su un’area sulla quale sorge una fonte d’acqua dolce che è una vera e propria attrazione. Quella fonte, l’unica che è rimasta in tutta Donnalucata, è la vestigia vivente di quelle fonti che hanno dato il nome alla Borgata nel bel mezzo della spiaggia di Micenci… quella della battaglia delle Milizie tanto per ricordarlo. Saranno discorsi demodé. Saranno stupidaggini. Forse. Ma la memoria è parte della cultura di un popolo. E l’intervento proposto calpesta la memoria. E non solo in senso figurato: guardate dalle tavole progettuali come viene addirittura tagliata in due la sorgente. Francamente, almeno un po’ di attenzione in più potevamo attendercela”.


Il Comune di Scicli si opponga e la Regione Sicilia impedisca la concessione a scopi commerciali di Micenci, spiaggia pubblica

Il Comune di Scicli si opponga e la Regione Sicilia impedisca la concessione a scopi commerciali di Micenci, spiaggia pubblica

    1. Marcello Mariuzzo
    2.  
    3. Lanciata da
      roma, Italy




La spiaggia di Micenci è la più amata dagli sciclitani e dai turisti loro ospiti. Da sempre.
Accanto alla borgata marinara di Donnalucata, ospita moltissime famiglie e vede un inedito mix generazionale. E' ancora una spiaggia libera, dove ci si sente a casa, e dove incontrare i vicini o i turisti stranieri.
E' stata richiesta una concessione per "ricovero natanti" con annesso chiosco, decine di ombrelloni e servizi igienici non collegati alla fognatura. A pochi metri dall'area dove dovrebbe sorgere lo stabilimento si trova una fonte di acqua dolce citata in testi antichissimi. La stessa area che sarebbe privatizzata in caso di autorizzazione, è la più vicina all'accesso pubblico, e dunque la preferita dalle famiglie con bimbi piccoli e dai nonni. 
Chiediamo l'impedimento della concessione a scopi commerciali di Micencii: uno stabilimento con rimessaggio barche e relativo corridoio in mare, con chalet bar, campetti sportivi e sdraio. La concessione di 2.200 mq sarebbe un'usurpazione all'uso comune dell'area balneare più visitata dai residenti e dai loro ospiti. 
La spiaggia di Micenci è infatti famosa, amata e vissuta proprio per la sua semplicità, la vicinanza al borgo marinaro di Donnalucata e la serena convivenza di bimbi, giovani e anziani, che a migliaia vi si recano per giocare e fare il bagno e che NON la vogliono cambiare con rimesse di barche, moto d'acqua e sdraio private ma che vi vorrebbero servizi pubblici adeguati. Micenci è un bene comune!
Da almeno mezzo secolo è la spiaggia di tutti gli sciclitani e dei loro ospiti!
A:
Sindaco di Scicli (RG), Gabinetto del Sindaco
Regione Sicilia (RG), Assessorato Territorio e Ambiente
Capo Gabinetto dell' Assessore On. Maria Lo Bello, Assessorato Territorio e Ambiente 
Impedisca la concessione a scopi commerciali di Micenci, spiaggia pubblica molto frequentata da tutte le generazioni: uno stabilimento con rimessaggio barche e relativo corridoio in mare, con chalet bar, campetti sportivi e sdraio, è un'usurpazione all'uso comune dell'area balneare più visitata dai residenti e dai loro ospiti. 
Cordiali saluti,
[Il tuo nome]

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