COMUNE SCIOLTO PER INFILTRAZIONI MAFIOSE


ART. 143 DEL T.U.E.L COMMA 1 I consigli comunali e provinciali sono sciolti quando, anche a seguito degli accertamenti effettuati a norma dell ‘articolo 59, comma 7, emergono concreti, univoci, e rilevanti elementi su collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata di tipo mafioso o similare degli amministratori di cui all ‘art. 77, comma 2, ovvero su forme di condizionamento degli stessi, tali da determinare un ‘alterazione del procedimento di formazione della volontà degli organi elettivi ed amministrativi e da compromettere il buon andamento o l’imparzialità delle amministrazioni comunali o provinciali, nonché il regolare funzionamento dei servizi ad esse affidati, ovvero che risultino arrecare danno e perdurante pregiudizio per lo stato della sicurezza pubblica “. La disposizione in esame non definisce espressamente in quali casi debba ritenersi sussistente il collegamento con la criminalità organizzata rilevante ai fini dello scioglimento (cioè adeguato ad esercitare un condizionamento sull' ente che si riverberi sul buon andamento e sulla sicurezza pubblica). ....una adeguata indagine ovvero valutazione sulla posizione degli "amministratori". Nel vigente sistema normativo, lo scioglimento dell'organo elettivo si connota, pertanto, quale "misura di carattere straordinario" per fronteggiare "una emergenza straordinaria" (così Corte Costo 19 marzo 1993, n. 103, nell'escludere profili di incostituzionalità nel previgente art. 15-bis 1.19 marzo 1990, n.55)".


L'asse portante della valutazione che presiede allo scioglimento è costituito, da un lato, dalla accertata o notoria diffusione sul territorio di fenomeni di criminalità organizzata e, dall'altro, dalle precarie condizioni difunzionalità dell'ente territoriale".






sabato 27 ottobre 2012

Processo Mediaset: Berlusconi condannato a 4 anni di reclusione


Processo Mediaset: Berlusconi condannato a 4 anni di reclusione

Frode fiscale, i giudici:
"Era il dominus assoluto"

 
Berlusconi condannato al termine del processo Mediaset, dovrà anche versare una provvisionale di 10 milioni di euro all'Agenzia delle Entrate. Grazie all'indulto, tre dei quattro anni saranno condonato. Assolto Fedele Confalonieri
Silvio Berlusconi, quasi 20 anni in politica
Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi nel 2009 (Ansa)
Milano, 26 ottobre 2012 L'ex premier Silvio Berlusconi è stato condannato in primo grado a 4 anni di reclusione per frode fiscale al termine del processo Mediaset per i diritti tv. La condanna è più alta della richiesta di 3 anni e 8 mese di carcere avanzata dai pm. Berlusconi è stato anche interdetto per 5 anni dai pubblici uffici. I legali dell'ex premier hanno annunciato che ricorreranno in appello. Laprima dichiarazione del Cavaliere: "E' una condanna politica incredibile e intollerabile, non si può andare avanti così". Poi assicura: "Non c'è nessuna connesione fra il mio passo indietro e la condanna".
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LE CONDANNE - Condannato a 3 anni di reclusione ancheFrank Agrama, presunto "socio occulto" di Berlusconi. Tre anni e 8 mesi sono stati inflitti all'ex manager Daniele Lorenzano, un anno e due mesi a Gabriella Galetto. E' statoassolto "per non aver commesso il fatto", invece, Fedele Confalonieri.
L'INDULTO - Grazie alla legge 241 del 2006, quella sull’indulto, l'ex premier si vede condonati tre dei quattro anni di reclusione. L’articolo 1 della legge 241 del 2006, citato in aula dal giudice Edoardo D’Avossa, prevede che sia concesso indulto “per tutti i reati commessi fino a tutto il 2 maggio 2006 nella misura non superiore a tre anni per le pene detentive”.
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LA SENTENZA - Grande tensione nell'aula di Milano. Il presidente del tribunale al termine della lettura del dispositivo ha rivelato anche la motivazione della sentenza di condanna. I giudici hanno disposto un versamento a titolo di provvisionale di 10 milioni di euro da parte deI quattro imputati condannati, tra i quali  Berlusconi, all’Agenzia delle Entrate. (VIDEO Berlusconi condannato, la lettura della sentenza)
Per quanto riguarda la condanna all'interdizione di 5 anni dai pubblici uffici, uno dei legali degli imputati spiega che questa non è immediatamente esecutiva, ma scatterebbe solo quando la sentenza dovesse passare in giudicato, quindi con il terzo grado di giudizio. Per Berlusconi è prevista inoltre "l'interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese" per tre anni. Questo significa che l'ex premier, nel caso la sentenza diventasse esecutiva, dovrebbe rinunciare momentaneamente alle cariche che ricopre nelle sue società.
LE MOTIVAZIONI - "C’era un’organizzazione capillare finalizzata a far lievitare i costi dei diritti televisivi e cimematografici”. E' questa una delle motivazioni della sentenza di condanna. Le legge in Aula il presidente del collegio Edoardo D'Avossa. Con questo sistema è stata realizzata "un'evasione notevolissima". (LEGGI Processo Mediaset, le motivazioni della sentenza di condanna per Berlusconi)
POLEMICHE - Il processo Mediaset ha provocato come tutti quelli che hanno riguardato l'ex premiertantissime polemiche. Berlusconi ha sempre rivendicato la sua estraneità. Anche ieri, quando il suo portavoce ha dichiarato che il Cavaliere era "sereno e sicuro di essere assolto".
I LEGALI -  “Una sentenza assolutamente incredibile che va contro le risultanze processuali”. Lo dichiarano gli avvocati difensori di Berlusconi, Piero Longo e Niccolò Ghedini. Addirittura, proseguono, “non si è tenuto conto delle decisioni della Corte di Cassazione e del Giudice di Roma, che per gli stessi fatti hanno ampiamente assolto il Presidente Berlusconi. Straordinaria è poi la circostanza che non si sia attesa la decisione della Corte Costituzionale in ordine al conflitto sollevato, il che potrà comportare l’annullamento del processo”.
È evidente, proseguono, “che si tratta di una decisione che è totalmente sconnessa da ogni logica giuridica con un Tribunale totalmente teso a concludere il processo contro l’on. Berlusconi negando prima i testi a difesa, e poi con tecnica del tutto inusuale per un processo durato undici anni, di cui sei di dibattimento, procedendo alla motivazione contestuale limitando, così, a 15 giorni il tempo per scrivere l’atto di impugnazione”.
“È auspicabile che in Corte d’Appello vi possa essere atmosfera diversa, con l’assunzione di tutti i testi a difesa immotivatamente negati, e con il pieno riconoscimento dell’insussistenza dei fatti e dell’innocenza dell’on. Berlusconi”, concludono.
REAZIONI - Il primo commento è del segretario del Pdl, Angelino Alfano: "Ennesimo accanimento giudiziario nei confronti di Berlusconi. Condanna incomprensibile, siamo certi che i prossimi gradi di giudizio gli daranno ragione".  Confalonieri: "Solo moderatamente soddisfatto perché dispiaciuto per la condanna a Berlusconi". Di Pietro: "I nodi vengono al pettine, è venuta a galla la verità. Da oggi gli italiani possono prendere atto che una sentenza di primo grado considera Berlusconi un delinquente". (LEGGI Berlusconi condannato, le reazioni del mondo politico).
SCHEDA - Tutte le tappe del processo Mediaset. La notizia della condanna di Berlusconi ha fatto il giro di mondo: guarda come la riportano i siti dei principali media internazionali (FOTO)
Redazione online

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