COMUNE SCIOLTO PER INFILTRAZIONI MAFIOSE


ART. 143 DEL T.U.E.L COMMA 1 I consigli comunali e provinciali sono sciolti quando, anche a seguito degli accertamenti effettuati a norma dell ‘articolo 59, comma 7, emergono concreti, univoci, e rilevanti elementi su collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata di tipo mafioso o similare degli amministratori di cui all ‘art. 77, comma 2, ovvero su forme di condizionamento degli stessi, tali da determinare un ‘alterazione del procedimento di formazione della volontà degli organi elettivi ed amministrativi e da compromettere il buon andamento o l’imparzialità delle amministrazioni comunali o provinciali, nonché il regolare funzionamento dei servizi ad esse affidati, ovvero che risultino arrecare danno e perdurante pregiudizio per lo stato della sicurezza pubblica “. La disposizione in esame non definisce espressamente in quali casi debba ritenersi sussistente il collegamento con la criminalità organizzata rilevante ai fini dello scioglimento (cioè adeguato ad esercitare un condizionamento sull' ente che si riverberi sul buon andamento e sulla sicurezza pubblica). ....una adeguata indagine ovvero valutazione sulla posizione degli "amministratori". Nel vigente sistema normativo, lo scioglimento dell'organo elettivo si connota, pertanto, quale "misura di carattere straordinario" per fronteggiare "una emergenza straordinaria" (così Corte Costo 19 marzo 1993, n. 103, nell'escludere profili di incostituzionalità nel previgente art. 15-bis 1.19 marzo 1990, n.55)".


L'asse portante della valutazione che presiede allo scioglimento è costituito, da un lato, dalla accertata o notoria diffusione sul territorio di fenomeni di criminalità organizzata e, dall'altro, dalle precarie condizioni difunzionalità dell'ente territoriale".






sabato 27 ottobre 2012

IL SINDACO ARRESTATO PER FAVORI ALLA SUA ASSISTENTE


Il sindaco e la segretaria
Lo scandalo divide il paese

Le voci dei presunti favoritismi del sindaco Meneguzzi per la sua assistente giravano da tempo. Una lettera anonima alla procura ha fatto aprire l’indagine che ha portato agli arresti
Viaggio a Sauze tra accuse
di complotto
e richieste di dimissioni
aggiornato al 28/10/2012
AMEDEO MACAGNO
SAUZE D’OULX
C’è chi ancora è incredulo. Altri, al contrario, sospettavano da tempo che il sindaco di Sauze potesse finire nei guai, perché le voci giravano da mesi: quelle sulle lettere anonime alla Procura a proposito del «debole» di Mauro Meneguzzi per la sua assistente Marita Bobba, moglie del sindaco di Bardonecchia, e dei presunti favoritismi che lei avrebbe ottenuto. Prima, però, erano solo voci.  
Ben altra cosa ritrovarsi il primo cittadino agli arresti domiciliari e quelli che fino al giorno prima erano solo pettegolezzi corroborati da un provvedimento nero su bianco dell’autorità giudiziaria, che li arresta tutti e due perché lui bollava al lavoro al posto di lei.  

Tra complotto e dimissioni
Il giorno dopo gli arresti, i cittadini di Sauze sono divisi. A millecinquecento metri, in un paesino di mille e cento abitanti, gli schieramenti non sono molto diversi da quelli a cui ci hanno abituato i grandi scandali nazionali: da un lato chi grida al complotto, dall’altro chi invoca le dimissioni. I primi, puntano il dito contro i veleni pesanti che circolano nell’ambiente del municipio, e si dicono sicuri di una «mossa dei politici locali per farlo fuori». I secondi, invocano un passo indietro, il più rapidamente possibile. Non solo per un questione strettamente politica. Spunta il timore che la vicenda abbia ripercussioni d’immagine e, soprattutto, economiche.  

Le preoccupazioni
«Gli arresti - dichiara Marco Gregoretti, portavoce di un Comitato locale il ripristino dell’area sciabile del Genevris - arrivano in un momento molto delicato per il nostro Comune. La stagione sciistica è alle porte e un vuoto di potere e di governo potrebbe avere conseguenze drammatiche per l’economia e la crescita. Chiediamo, con forza, anche attraverso una tornata elettorale anticipata, che Sauze abbia presto una nuova ed efficiente guida politica e amministrativa che ridia dignità al Consiglio comunale.»  

«Troppo clamore»
Fin qui, le posizioni sul sindaco, sulla carica politica e sul suo comportamento istituzionale. Ma c’è poi anche il Meneguzzi uomo sui cui si interroga tutto il paese. E anche su questo ci si divide tra chi giudica e condanna e chi è invece più aperto a comprendere le debolezze e a giustificare gli sbagli. «Si poteva ugualmente fermare questa truffa, senza eseguire arresti così eclatanti. In fondo - dicono alla pasticceria Gally - Meneguzzi è sempre stato un sindaco attento e disponibile verso la popolazione. Quello di agevolare la sua assistente è stata solo una debolezza. Da evitare, sì: ma arrestarlo in questo modo è esagerato». 

La difesa
In municipio, la maggioranza che appoggia il sindaco, pur rendendosi conto della gravità della situazione, preferisce tagliare corto: «In attesa di ulteriori sviluppi e decisioni della magistratura- spiega il vicesindaco Stefano Daverio - continueremo a lavorare sui nostri progetti. Poi si vedrà».  
Intanto, Meneguzzi e Marita Bobba restano agli arresti. Solo martedì verranno interrogati del gip Sandra Recchione. «Chiederemo la revoca dei domiciliari - annuncia Olaf Oddenino, uno dei legali di Meneguzzi- sono sicuro che martedì il mio cliente chiarirà tutto davanti al giudice». L’ordinanza del gip di Torino per truffa aggravata e falso del pubblico ufficiale in danno di un ente pubblico è arrivata dopo le indagini che,attraverso alcune telecamere e un rilevatore satellitare piazzato dai carabinieri sulle auto dei due arrestati, hanno permesso di appurare che Meneguzzi favoriva illecitamente la propria assistente. Sono state filmate 15 giustificazioni false e una sessantina di timbrature eseguite dal sindaco sul badge della donna, mentre lei era altrove, spesso a Bardonecchia. L’ultima, è di pochi giorni fa.  


Sauze, arrestato il sindaco per favori alla sua assistente

Manette anche per la collaboratrice, moglie del primo cittadino di Bardonecchia. Menegizzi, elemento di spicco del Pdl in Val Susa, pare timbrasse il cartellino dell'assistente o rilascesse false certificazioni di presenza. L'accusa è di truffa aggravata e falso

di FABIO TANZILLI

All'alba i carabinieri della Compagnia di Susa hanno hanno posto agli arresti domiciliari  il sindaco di Sauze d’Oulx, Mauro Meneguzzi (cui sono stati concessi i domiciliari)  e la sua assistente, Marita Bobba (moglie del sindaco di Bardonecchia, Roberto Borgis), in esecuzione di un’ordinanza del gip di Torino per  truffa aggravata e falso del pubblico ufficiale in danno di un ente pubblico. Le indagini, condotte tra marzo e luglio 2011 dalla procura di Torino, hanno consentito di accertare che il sindaco Meneguzzi favoriva illecitamente la propria assistente nella certificazione dell’orario d’ingresso e d’uscita dal luogo di lavoro, timbrando il tesserino magnetico della donna o rilasciandole false dichiarazioni di presenza. 


Durante le indagini il sindaco è stato ripreso da microcamere posizionate dai Carabinieri dopo le segnalazioni giunte da alcuni dipendenti dell'ente. Le timbrature per conto della segretaria si sono protratte per almeno un anno e sono continuate fino a pochi giorni fa. Il provvedimento di custodia cautelare, è stato spiccato dal gip Sandra Recchione su richiesta del pm Francesco Pelosi.


La Bobba era stata assunta in Comune da Meneguzzi prima come assistente di staff, e successivamente in qualità di impiegata dell'ufficio Turismo e Promozione, diretto dallo stesso Meneguzzi. La cosa aveva suscitato scalpore da parte dei dipendenti comunali di Sauze d'Oulx, al punto che erano pervenute in Procura alcune denunce sulle "strane" modalità di assunzione.


Falsificava gli orari della segretaria Arrestato il sindaco di Sauze d’Oulx


Mauro Meneguzzi, sindaco di Sauze d’Oulx
Timbrava il tesserino magnetico della donna e le rilasciava false dichiarazioni di presenza: le
accuse sono truffa aggravata e falso
Mauro Meneguzzi è ai domiciliari
TORINO

I carabinieri della Compagnia di Susa hanno sottoposto agli arresti domiciliari il sindaco di Sauze d’Oulx, Mauro Meneguzzi, e la sua assistente, Rita Bobba, in esecuzione di un’ordinanza emessa dal GIP di Torino per truffa aggravata e falso del pubblico ufficiale in danno di un ente pubblico.  

Le indagini, condotte tra marzo e luglio 2011 sotto la direzione della Procura di Torino, hanno consentito di accertare che Meneguzzi favoriva illecitamente la propria assistente nella certificazione dell’orario d’ingresso e d’uscita dal luogo di lavoro, timbrando il tesserino magnetico della donna o rilasciandole false dichiarazioni di presenza.  


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