COMUNE SCIOLTO PER INFILTRAZIONI MAFIOSE


ART. 143 DEL T.U.E.L COMMA 1 I consigli comunali e provinciali sono sciolti quando, anche a seguito degli accertamenti effettuati a norma dell ‘articolo 59, comma 7, emergono concreti, univoci, e rilevanti elementi su collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata di tipo mafioso o similare degli amministratori di cui all ‘art. 77, comma 2, ovvero su forme di condizionamento degli stessi, tali da determinare un ‘alterazione del procedimento di formazione della volontà degli organi elettivi ed amministrativi e da compromettere il buon andamento o l’imparzialità delle amministrazioni comunali o provinciali, nonché il regolare funzionamento dei servizi ad esse affidati, ovvero che risultino arrecare danno e perdurante pregiudizio per lo stato della sicurezza pubblica “. La disposizione in esame non definisce espressamente in quali casi debba ritenersi sussistente il collegamento con la criminalità organizzata rilevante ai fini dello scioglimento (cioè adeguato ad esercitare un condizionamento sull' ente che si riverberi sul buon andamento e sulla sicurezza pubblica). ....una adeguata indagine ovvero valutazione sulla posizione degli "amministratori". Nel vigente sistema normativo, lo scioglimento dell'organo elettivo si connota, pertanto, quale "misura di carattere straordinario" per fronteggiare "una emergenza straordinaria" (così Corte Costo 19 marzo 1993, n. 103, nell'escludere profili di incostituzionalità nel previgente art. 15-bis 1.19 marzo 1990, n.55)".


L'asse portante della valutazione che presiede allo scioglimento è costituito, da un lato, dalla accertata o notoria diffusione sul territorio di fenomeni di criminalità organizzata e, dall'altro, dalle precarie condizioni difunzionalità dell'ente territoriale".






venerdì 28 dicembre 2012

A ISOLA DELLE FEMMINE CI SARA' LA MUNNEZZA NON SOLO A NATALE E CAPODANNO MA TUTTO L'ANNO


 DI FRONTE A QUESTA SELVAGGIA AGGRESSIONE ALL'AMBIENTE AL TERRITORIO ALL'ECONOMIA E ALLA SALUTE NON C'E' CHE DA ESPRIMERE INDIGNAZIONE RABBIA RIVOLTA DISOBBEDIENZA FISCALE 



VIALE DEI SARACENI ACCANTO AL  NUOVO PARCO DELLE DUNE  PROTEZIONE DELLA NATURA

VIALE DEI SARACENI ACCANTO AL  NUOVO PARCO DELLE DUNE   PROTEZIONE DELLA NATURA

VIALE DEI SARACENI ACCANTO AL  NUOVO PARCO DELLE DUNE  PROTEZIONE DELLA NATURA

VIALE DEI SARACENI ACCANTO AL  NUOVO PARCO DELLE DUNE    PROTEZIONE DELLA NATURA


VIALE DEI SARACENI ACCANTO AL  NUOVO PARCO DELLE DUNE   PROTEZIONE DELLA NATURA

VIALE DEI SARACENI ACCANTO AL  NUOVO PARCO DELLE DUNE   PROTEZIONE DELLA NATURA


VIALE DEI SARACENI ACCANTO AL  NUOVO PARCO DELLE DUNE   PROTEZIONE DELLA NATURA

VIALE DEI SARACENI ACCANTO AL  NUOVO PARCO DELLE DUNE PROTEZIONE DELLA NATURA


VIALE MARINO ACCANTO AL RISTORANTE ORCA 300 METRI DI MUNNEZZA  

VIALE MARINO ACCANTO AL RISTORANTE ORCA 300 METRI DI MUNNEZZA 

VIALE MARINO ACCANTO AL RISTORANTE ORCA 300 METRI DI MUNNEZZA 4


VIALE MARINO ACCANTO AL RISTORANTE ORCA 300 METRI DI MUNNEZZA 4


VIA FALCONE ACCANTO AL SUPERMERCATO ALLE SCUOLE MEDIE  ASILO ACCANTO ALL'OSPEDALETTO CIVILI ABITAZIONI


VIA FALCONE ACCANTO AL SUPERMERCATO ALLE SCUOLE MEDIE  ASILO ACCANTO ALL'OSPEDALETTO CIVILI ABITAZIONI


VIA FALCONE ACCANTO AL SUPERMERCATO ALLE SCUOLE MEDIE  ASILO ACCANTO ALL'OSPEDALETTO CIVILI ABITAZIONI


VIA LIBERTA' ACCANTO AL CAMPO SPORTIVO RINALDO IN CAMPO CIVILI ABITAZIONI

VIA LIBERTA' ACCANTO AL CAMPO SPORTIVO RINALDO IN CAMPO CIVILI ABITAZIONI

VIA LIBERTA' ACCANTO AL CAMPO SPORTIVO RINALDO IN CAMPO CIVILI ABITAZIONI

VIA LIBERTA' ACCANTO AL CAMPO SPORTIVO RINALDO IN CAMPO CIVILI ABITAZIONI

VIA LIBERTA' ACCANTO AL CAMPO SPORTIVO RINALDO IN CAMPO CIVILI ABITAZIONI


VIA LIBERTA' ACCANTO AL CAMPO SPORTIVO RINALDO IN CAMPO CIVILI ABITAZIONI


VIA LIBERTA' ACCANTO AL CAMPO SPORTIVO RINALDO IN CAMPO CIVILI ABITAZIONI

VIA KENNEDY OLTRE 450 METRI DI MUNNEZZA SI ARRIVA AD OSTRUIRE IL CANCELLO 

VIA KENNEDY ZONA RESIDENZIALE ZONA VIP OLTRE 450 METRI DI MUNNEZZA 


VIA KENNEDY ZONA RESIDENZIALE ZONA VIP OLTRE 450 METRI DI MUNNEZZA 

VIALE DEI SARACENI ACCANTO ALL'HOTEL SIRENETTA E A RIDOSSO DEGLI STABILIMENTI BALNEARI

VIALE DEI SARACENI ACCANTO ALL'HOTEL SIRENETTA E A RIDOSSO DEGLI STABILIMENTI BALNEARI


VIALE DEI SARACENI ACCANTO AL NUOVO PARCO DELLE DUNE PARCO DELLA NATURA 350 METRI DI MUNNEZZA


VIALE DEI SARACENI  SUL LITORALE MARINO STABILIMENTI BALNEARI 

VIALE DEI SARACENI  SUL LITORALE MARINO STABILIMENTI BALNEARI 


 DI FRONTE A QUESTA SELVAGGIA AGGRESSIONE ALL'AMBIENTE AL TERRITORIO ALL'ECONOMIA E ALLA SALUTE NON C'E' CHE DA ESPRIMERE INDIGNAZIONE RABBIA RIVOLTA

mercoledì 26 dicembre 2012

Decreti Scioglimento Consigli Comunali Isola Delle Femmine Misilmeri Capaci


MAFIA gotha



MAFIA SENTENZA 61 2002 30 2002 RGNR om francese motivazione secondo grado


SCIOGLIMENTO CONSIGLIO COMUNALE ISOLA 1998 ANAS NELLO VADALA 2001 12 13


MAFIA COMMISSIONE PARLAMENTARE GENNAIO 2012 resoCONTO stenoGRAFICO 25.01.12


SCIOGLIMENTO CONSIGLIO COMUNALE ISOLA LAVORI VERDE ARBOREO GAZZETTA GRECALE SRL AGRIGENTO LEGALE RAPP ALAIMO GIUSEPPINA erbale gara immobile via foscolo

SCIOGLIMENTO CONSIGLIO COMUNALE ISOLA DELLE FEMMINE PROVVEDIMENTI NUOVO COLLEGIO REVISORI DEI CONTI albo n.562.12 avviso revisori dei conti


SCIOGLIMENTO CONSIGLIO COMUNALE ISOLA GAZZETTA PAG 32 33 SELESPURGHI ISOLA E BELMONTE determina 5 Settore n.31


MAFIA SENTENZA 9 2000 LO PICCOLO LO VERDE LIGA CUSIMANO BIONDO GENOVA TAORMINA


SCIOGLIMENTO CONSIGLIO COMUNALE ISOLA GAZZETTA PAG 14 DI MAGGIO GASPARE PUGLISI FRANESCO SENTENZA 736 15 GIUGNO 2012


sabato 22 dicembre 2012

MAFIA(cronologia)


MAFIA STORIA DI BADALAMENTI PROVENZANO SIFAC COPACABANA CINISI


MAFIA 21 DICEMBRE 2000 CONDANNATI PIETRO BRUNO GIUSEPPE VASSALLO 2000 12 21


MAFIA ESTORSIONE E ASSUNZIONI 2007 01 27


IL PROFESSORE Signor Gaspare Portobello


MANIFESTO NOTIFICATE A CITTADINI DI ISOLA DELLE FEMMINE OLTRE 900 MULTE


LE CONTIGUITA’ MAFIOSE NELL’AMMINISYTRAZIONE DI REGGIO CALABRIA DECRETO SCIOGLIMENTO E COMUNI SCIOLTI NEL 2012

L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA UN INTERVENTO SULLA BRUTALE AGGRESSIONE AL PROFESSORE

sabato 15 dicembre 2012

Aiuto Aiuto abbiamo bisogno di capire se la qualità dell'aria sia stata effettivamente monitorata


Impegno di spesa e affidamento per i Lavori per assicurare l'accessibilità dei siti individuati per la posa in opera dei campionatori per il monitoraggio della qualità dell'aria.
Atto numero 16  del 14-12-2009
Tipo di Atto: DETERMINA SETTORE TECNICO MANUTENTIVO
Allegato: 16.pdf (35 kb) File con estensione pdf

 Aiuto Aiuto abbiamo bisogno di capire se la qualità dell'aria sia stata effettivamente monitorata 


COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE

Provincia di Palermo

*
8° Settore
Attività Produttive - Tributi – Acquedotto
Reg. n. 22/09

DETERMINAZIONE N°16 DEL 17 dicembre 2009

OGGETTO Acquisto stampante.

IL RESPONSABILE DI SETTORE

CONSIDERATO che a seguito del la risoluzione del contratto del servizio di accertamento e riscossione dei tributi locali con la Ditta Tributi Italia S.p.A. e la conseguente gestione diretta, da parte di questo Ufficio, dei tributi: COSAP e ICP, si rende necessario dotare l’ufficio tributi di una stampante idonea a potere essere utilizzata per la stampa degli avvisi e dei bollettini da inviare ai contribuenti;
CHE da una ricerca sul catalogo del Mercato Elettronico della P.A. si è individuata una stampante idonea al fabbisogno di questo Ufficio:HP Laserjet P2055D offerta ad un costo di € 290,00 (IVA esclusa);
VISTO i l preventivo di spesa della Ditta All System s.n.c. , di Carini che of f re allo stesso prezzo la stampante di che  trattasi;
RITENUTO opportuno procedere al l’acquisto presso la Dit a Al l System in quanto l’offerta per i l Comune si presenta più conveniente poichè la fornitura non è gravata di spese di spedizione:
VISTO l ’ O.A.EE.L vigente i l Sicilia;

D E T E R M I N A

1. Acquistare presso la ditta All System s.n.c. Corso Italia 151 90040 – Carini - una stampante Laser HP P2055D al prezzo di € 348.00 comprensivo di IVA.
2. Imputare la spesa complessiva di € 348,00 sul Capitolo 118.7 “Spese per informatica ” che presenta uno stanziamento di € 5.000,00 ed una disponibilità di € 636.00.

IMP.1564/09

Il Responsabile del Settore
Antonino Tricoli
ATTESTAZIONE DI COPERTURA FINANZIARIA
Visto per la regolarità contabile ed attestazione della copertura finanziaria ai sensi del l’art .151, comma 4, del Decreto Legislativo 18.8.2000, n.267.

Il Responsabile del Servizio Finanziario

·        Rag. Biagio Fontanetta -



Liquidazione fattura n. 0002/2010 del 13/01/2010, alla ditta AS Impianti di Sgroi Antonio, per lavori per assicurare l'accessibilità dei siti individuati per la posa in opera dei campionatori per il monitoraggio della qualità dell'aria.
Atto numero 6  del 27-01-2010
Tipo di Atto: DETERMINA SETTORE TECNICO MANUTENTIVO
Allegato: DET. 006.10 MANUTENZIONE.pdf (43 kb) File con estensione pdf

COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE

Provincia di Palermo

Settore V - Servizio II

DETERMINAZIONE DI LIQUIDAZIONE N. 06 DEL 27/01/2010

OGGETTO:   Liquidazione fattura n. 0002/2010 del 13/01/2010, alla ditta AS Impianti di Sgroi Antonio, per lavori per assicurare l’accessibilità dei siti individuati per la posa in opera dei campionatori per il monitoraggio della qualità dell’aria.

IL RESPONSABILE DEL V SETTORE

· Visto l’art. 12 della L.R. n° 4 dell’8 gennaio 1996;
· Vista la L. n° 127 del 15/05/1997;
· Vista la L.R. n° 23 del 7/09/1998;
· Visto il D. lgs. n° 267 del 18/08/2000;
· Visto il D. lgs. n° 165 del 30/03/2001;
· Vista la determinazione del Responsabile del V Settore n. 16 del 14/12/2009 con la quale si impegnava la somma di € 1.788,00 sul Cap. 5005 “Servizi conto terzi”;
· Vista la nota prot. n. 17730 del 12/11/2009 con la quale il Responsabile del V Settore, inoltrata con raccomandata A/R ha invitato a far pervenire la migliore offerta;
· Visto il verbale di raccolta delle offerte del 26/11/2009 dal quale si evince che la ditta AS Impianti di Sgroi Antonio con sede in Palermo, Via G. Pitrè n° 23, si è aggiudicata la trattativa per lavori per assicurare l’accessibilità dei siti individuati per la posa in opera dei campionatori per il monitoraggio della qualità dell’aria;
· Vista la fattura n. 0002/2010 del 13/01/2010 prodotta dalla ditta “AS Impianti di Sgroi Antonio” dell’importo di € 1.788,00 IVA compresa e introitata al n. 776 di prot.  del 20/01/2010 ;
· Verificata la regolarità dei lavori di cui sopra;
· Ritenuto di dover procedere alla liquidazione ed al pagamento della fattura di che trattasi;
DETERMINA
1. Liquidare alla ditta “AS Impianti di Sgroi Antonio“ con sede in Palermo, Via G. Pitrè n° 23, per i motivi espressi in narrativa, la somma di € 1.788,00 IVA compresa, imputando la spesa sul cap. 5005 ”Servizi conto terzi” che presenta la necessaria disponibilità, giusto IMP 1449/09;
2. Trasmettere copia del presente atto al Responsabile del Settore Economico Finanziario, per l’emissione del mandato di pagamento, in favore della ditta “AS Impianti di Sgroi Antonio” P.IVA 04578730824, con sede in Palermo, via G. Pitrè, n.  23, tramite mandato alla tesoreria comunale intestato alla suddetta ditta.

Il Responsabile del II Servizio Il Responsabile del V Settore

Geom. Antonio Francesco Noto Arch. Sandro D’Arpa






ISOLA DELLE FEMMINE:



 

CAPACI ISOLA DELLE FEMMINE LE FAMIGLIE:



L’UFFICIO TECNICO COMUNALE DI ISOLA DELLE FEMMINE TERRITORIO  SENTENZE:

SENTENZA 226 98 PROC 2585 90 5236 93 CONC 52 88 54 81 53 80 68 89 SAMANTA COSTR CANEPA SALVATORE LIC 27 89 SIALMA COSTR SOCIO MANNINO GIUSEPPE TOMMASO CEC 79 88 PIETRO BRUNO




SENTENZA 267 99 PROC 384 96 2419 94 PARERE NEG CEC ALBERT RAPPA 28 1 1993 2 2 1993 SAN  SIINO ANTONIO SU TERRENO LIMITROFO BELLIS ERNESTA RAPPA 4 VILLETTE



SENTENZA 652 00 PROC 1791 95 6166 95 CONC AGIB ABITAB IN ASSENZA VARIANTE SU LIC 9 1990 PAGANO COSIMO CUTINO PIETRO EDIL ROMEO ALBERT NOTO ANTONIO BRUNO MARIA LAURA BOLOGNA





BORDIGHERA
DECRETO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SCIOGLIMENTO CONSIGLIO COMUNALE DI BORDIGHERA

A cura del comitato cittadino Isola Pulita di Isola delle Femmine





DECRETO  DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PER LO SCIOGLIMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE DI ISOLA DELLE FEMMINE PER INFILTRAZIONI MAFIOSE 

APPALTI: MANETTE A VICE SINDACO CEPAGATTI E IMPRENDITORI D'ALESSANDRO


APPALTI: MANETTE A VICE SINDACO CEPAGATTI E IMPRENDITORI D'ALESSANDRO



PESCARA - Gare pilotate per l'illuminazione pubblica di Cepagatti (Pescara) in modo da ottenere vantaggi per la sua ditta di materiale elettrico: le avrebbe organizzate il vicesindaco,Leone Cesarino, finito agli arresti domiciliari insieme due imprenditori aquilani, i fratelli Claudio e Antonio D'Alessandro.
Tutti sono accusati di associazione per delinquere, turbativa d'asta, corruzione, concussione e truffa aggravata. Le misure di custodia cautelare sono state eseguite dagli uomini del Corpo forestale di Pescara.
Il vicesindaco, che ha anche la delega ai Lavori pubblici, avrebbe fatto in modo che comparissero diverse imprese, tutte riconducibili agli stessi soggetti i quali, in cambio, si sarebbero riforniti presso la sua impresa.
Il Corpo forestale parla di un "sodalizio criminale" con le due figure chiave degli imprenditori aquilani che, tra l'altro, si sarebbero aggiudicati diversi appalti anche nell'ambito della ricostruzione post terremoto.
L'indagine è scaturita da intercettazioni effettuate nell'ambito dell'operazione "Cabina di regia", che a luglio 2011 portò ad arresti eccellenti al Comune di Spoltore (Pescara).
Oltre al Comune di Cepagatti, in mattinata sono stati perquisiti gli uffici dei Lavori pubblici del Comune di Montesilvano (Pescara), dove è stato acquisito materiale di vario genere. Nel mirino degli investigatori c'è l'appalto per la manutenzione straordinaria della scuola di Villa Verrocchio.
Perquisizioni anche in diverse ditte operanti nel Pescarese, nel Teramano e nell'Aquilano. Ci sarebbero altri indagati.
Le ordinanze di custodia cautelare eseguite dagli agenti della Forestale, insieme ai colleghi di Chieti, Teramo e L'Aquila, sono state emesse dal gip del tribunale di Pescara Luca De Ninis su richiesta del pm Gennaro Varone



ISOLA DELLE FEMMINE:



 

CAPACI ISOLA DELLE FEMMINE LE FAMIGLIE:



L’UFFICIO TECNICO COMUNALE DI ISOLA DELLE FEMMINE TERRITORIO  SENTENZE:

SENTENZA 226 98 PROC 2585 90 5236 93 CONC 52 88 54 81 53 80 68 89 SAMANTA COSTR CANEPA SALVATORE LIC 27 89 SIALMA COSTR SOCIO MANNINO GIUSEPPE TOMMASO CEC 79 88 PIETRO BRUNO




SENTENZA 267 99 PROC 384 96 2419 94 PARERE NEG CEC ALBERT RAPPA 28 1 1993 2 2 1993 SAN  SIINO ANTONIO SU TERRENO LIMITROFO BELLIS ERNESTA RAPPA 4 VILLETTE



SENTENZA 652 00 PROC 1791 95 6166 95 CONC AGIB ABITAB IN ASSENZA VARIANTE SU LIC 9 1990 PAGANO COSIMO CUTINO PIETRO EDIL ROMEO ALBERT NOTO ANTONIO BRUNO MARIA LAURA BOLOGNA





BORDIGHERA
DECRETO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SCIOGLIMENTO CONSIGLIO COMUNALE DI BORDIGHERA

A cura del comitato cittadino Isola Pulita di Isola delle Femmine

venerdì 14 dicembre 2012

Marina Marino, prof dell’antimafia Wonder woman nella zona grigia MAFIAVILLE: DA CACCAMO A ISOLA DELLE FEMMINE


Marina Marino, prof dell’antimafia
Wonder woman nella zona grigia

Marina Marino
di Salvatore Parlagreco -

Caccamo, Bagheria, Misilmeri, Villabate, Roccamena, Castellammare del Golfo, Campobello di Mazara. E non finisce qui. La proposta di un  tour operator nella Sicilia che non avete mai visto? No, è il viaggio compiuto in dieci anni da una urbanista siciliana, Marina Marino, nei comuni sciolti per infiltrazioni mafiose. Un viaggio nella zona grigia, dove vive e vegeta il mitico terzo livello, comandano i colletti bianchi e amministrano anche i contigui, i collusi, i furbastri, quelli che non stanno né da una parte né dall’altra e permettono alle cosche di mafia e del malaffare di prosperare all’ombra delle istituzioni.  Una discesa negli inferi, full immersion, che ha fatto di una donna colta, tenace e competente una professionista dell’antimafia, stavolta nell’accezione migliore dell’espressione.

Marina Marino è stata la consulente e il braccio operativo delle commissioni straordinarie che hanno sostituito sindaco, giunta e consigli comunali nei comuni siciliani sciolti per mafia per decreto del Consiglio dei Ministro. Urbanista, originaria di Gela, laureata a Venezia, ha affrontato, faccia a faccia con gli amici degli amici, le questioni edilizie ed urbanistiche delle amministrazioni “infiltrate”, operando nel settore che più di ogni altro le mafie controllano,  perché è grazie alla pianificazione del territorio, a un colpo di penna su un foglio di carta, una concessione edilizia che i colletti bianchi fanno la fortuna delle cosche. E’ nell’urbanistica e nell’edilizia che le mafie riciclano i soldi guadagnati illegalmente, investono ottenendo facili profitti, distribuiscono favori, tengono “sotto scopa” la comunità, facendo la fortuna o la sfortuna di amici e nemici.
Mettersi di traverso significa mandare all’aria affari milionari, mettere in discussione l’autorità del boss, incrinare il carisma dei capi, sfregiare la politica collusa e derubricare quella che bivacca nel ventre del malaffare in una comunità sregolata.

 Tutto questo fa dell’urbanista Marina Marino una  professionista dell’antimafia. Sconosciuta al grande pubblico, perfino nelle città in cui ha lavorato, è il personaggio più autorevole nel campo della repressione degli abusi. Per fare “pulizia” dei territori infiltrati non basta mettere le manette ai mafiosi, allontanare i burocrati collusi dalle loro scrivanie, mandare a casa gli amministratori disonesti, occorre ripristinare nei  comuni le regole e il rispetto della legge. Soprattutto nello sviluppo urbanistico del territorio.
 “Non ho fatto miracoli, ho imposto comportamenti essenziali, ovunque sono andata”, spiega Marina Marino.

Le pare poco?
 “No, non è poco. Da un po’ di tempo mi interrogo. Finora sono andata avanti come un carro armato, oggi mi guardo attorno. So che ne è valsa la pena, ma so anche che nel mio mondo, il mio lavoro non viene apprezzato. Non è il solito “chi te lo fa fare”, è qualcosa di diverso, quasi che tradissi la mia professione. Gli urbanisti devono fare il loro mestiere, non antimafia”.

 Tu non sei mai stata a sentirli…
“Ho una tempra dura, per me è una sfida. Misuro sempre le mie abilità e la mia forza d’animo. E soprattutto non ho mai dato modo ad alcuno di dubitare della mia determinazione”.

 Non hai mai avuto paura?
 “Certo che l’ho avuta, e tante volte, ma sono riuscita a non mostrarla. Altrimenti sarebbe stato meglio abbandonare. Se capiscono che hai paura, è finita. Subisci il ricatto senza rendertene conto, ti fai influenzare dal contesto ed hai perso in partenza”.
 Ce l’hai fatta sempre e comunque?
“Non sono state rose e fiori. Ma se così non fosse, non avrei la fiducia dei Prefetti e di coloro che mi affidano il più rognoso deglio incarichi cui un urbanista potrebbe aspirare: regolare lo sviluppo urbanistico del territorio con strumenti che privilegino il bene comune, un rapporto corretto fra cittadini ed istituzione, la migliore qualità dei servizi…”.

Non è stata una passeggiata.
 “Non lo è. Ho scoperto situazioni incredibili: comuni che non avevano nemmeno un protocollo interno delle pratiche, che regalavano concessioni edilizie senza alcuna istruttoria tecnica. Prima di proporre nuove regole, ho dovuto ripristinare un elementare rispetto della legge…”

Ti sei scontrata con la politica, i rappresentanti delle istituzioni, la burocrazia. Con chi, soprattutto?
 “Anzitutto con la burocrazia. I burocrati sono inafferrabili, muri di gomma. E non solo per contiguità mafiose. Prevale il bisogno di vivere e lasciare vivere quando non c’è la contiguità. Ho trovato, invero, chi mi ha dato una mano. Soprattutto le forze dell’ordine, la magistratura, i prefetti, ma quando devi avere a che fare con un burocrate che fa ostruzionismo, il poliziotto o il giudice non serve: non c’è niente da fare, devi mettere i pugni sul tavolo e fare capire che sei tu a fare le carte…”.

Resistenza passiva, dunque, non minacce, suggerimenti, consigli, l’accoglienza ambigua di chi vuole tutelare l’esistente.
 “C’è di tutto, ma chi fa resistenza passiva conta quanto gli altri. Si chiude in un mutismo avvilente, ostilità pregiudiziale o disaffezione. E’ come combattere contro i mulini a vento, i fantasmi di Don Chisciotte. Non ci puoi fare niente, provi rabbia, senso d’impotenza, irritazione ed hai la sensazione di girare a vuoto. A quel punto devi ricaricare le batterie e rimetterti al lavoro come nulla fosse…”.
 Ma questa è la zona grigia, avresti potuto scontrarti con i mammasantissima, gente pericolosa.
 “Mi sono scontrata, il condizionale non ci vuole. Ne sono uscita indenne, finora. Girando per comuni sciolti per mafia, si fanno anche brutti incontri e si rischia molto, magari senza averne una chiara percezione, ma se lavori con la testa preoccupata, allora è finita. E’ indispensabile mostrarsi sicuri di sé, far capire che hanno molto da perdere se sgarrano, che sono loro a rischiare. Insomma se mi fanno un torto, potrebbero pagarla cara. Ma non voglio fare di tutta l’erba un fascio, naturalmente. Se mi è andata bene è anche grazie a chi sta dall’altra parte della barricata”.

Qual è la qualità che ti permette una full immersion nella zona grigia?
“L’ostinazione e, probabilmente, la capacità di mettermi alle spalle tutto e tirare dritto per la mia strada fino al raggiungimento dell’obiettivo. Mi sono fatta una fama di persona ostinata, e questo mi aiuta. Però ci sono esperienze che non intendo ripetere. Ho appena ricevuto la proposta di ritornare in un comune sciolto per mafia, ci ho pensato sopra e ho preferito lasciar perdere”.

Perché?
“Devono esserci le condizioni minime per lavorare, altrimenti sei solo un Don Chisciotte e rimedi prese in giro. Ma non scappo mai, se capiscono la ragione del mio diniego, vuol dire che li ho costretti a riflettere”.

Ma tu hai una famiglia. Che vita fai?
 “Mio marito è un docente universitario, insegna in una università d’avanguardia a Tel Aviv, è cittadino d’Israele. Mia figlia si è appena laureata a Bologna. Mia sorella,  viaggia per terremoti, si occupa di vulnerabilità sismica, mette in sicurezza i monumenti . Nel senso che mette in sicurezza i palazzi, semplificando. Io ho messo su casa a Palermo. Mio marito e mia figlia mi mancano entrambi, ma quando sono in prima linea, mi sento vicina a loro più di quanto non lo sarei se facessi il professore, l’urbanista accademico in uno studio con la moquette in città…”

Dove svolgi il tuo lavoro antimafia ora?
 “A Campobello di Mazara, è un posto “estremo”…”

Che significa?
 “Una specie di repubblica a sé, uno Stato nello stato….”

Più difficile di Misilmeri, Bagheria, Castellammare del Golfo, Villabate, dove sei già stata?
 “Non posso pesare le difficoltà su una bilancia. Ogni comune ha le sue pene, ma Campobello è proprio fuori dal mondo. Ti spiego perché”.

http://diarioelettorale.wordpress.com/2012/12/09/professionisti-dellantimafia-marina-marino/


LA STORIA DI MARINA, PROFESSIONISTA DELL’ANTIMAFIA/2

 

MAFIAVILLE
DA CACCAMO A ISOLA DELLE FEMMINE

ISOLA DELLE FEMMINE
di Salvatore Parlagreco -
“A Bagheria, il paese di Provenzano, un’urbanista lotta da sola contro la mafia, mentre i partiti – anche quelli del rinnovamento – se ne lavano le mani. Il Consiglio Comunale cede agli interessi della famiglia mafiosa locale. Ed è pronto ad ammorbidire le normative di assegnazione delle aree produttive per compiacere gli interessi di imprese in odore di mafia”. È un breve brano tratto dal blog Mafiaurbanistica.
Sono trascorsi otto anni anni, Bagheria  è forse uscita dall’incubo. L’urbanista che “lotta da sola” si è fatta le ossa, ha messo un po’ d’ordine in nove comuni siciliani sciolti per mafia.
“Fui chiamata a Bagheria dal prefetto Sodano”, racconta Marina Marino. “Mi affidò la riqualificazione urbana, avevo vinto una gara nazionale, il programma Urban 2, quindici milioni di euro . La mafia la battiamo se mettiamo ordine, disse al prefetto, io la pensavo esattamente allo stesso modo. Perfetta sintonia. Fino a che ognuno fa quel che vuole, pensavo, il territorio se lo contendono Provenzano e Campanella”.
Sei diventata una professionista dell’antimafia a Bagheria.
“No, a Caccamo, dove arrivai tre giorni dopo l’uccisione di Mico Geraci, il sindacalista che denunciò le malefatte dell’amministrazione comunale. La mafia riceveva favori quasi alla luce del sole. Contribuii a cambiare il piano regolatore, credo di avere lasciato un buon ricordo”.
Sei la sola professionista dell’antimafia nel settore urbanistico?
“Non lo so, sono in cima ai pensieri di chi deve mettere ordine nel territorio. Sono diventato il braccio secolare delle commissioni straordinarie, nominate dopo lo scioglimenti per mafia delle amministrazioni. Contesto inquietante, sempre. Ho appena ricevuto la proposta di occuparmi di isola delle Femmine, anche qui ci sono problemi seri, come sai. I boss non sono ospiti casuali…”.
Hai accettato?
“Ho accettato d’incontrare la commissione straordinaria nominata dopo lo scioglimento. Mi piace conoscere le persone con cui dovrei lavorare, i loro propositi, le loro intenzioni”
Dopo Caccamo che cosa accadde?
“Bagheria, Villabate, Misilmeri, Roccamena, Castellammare del Golfo, Campobello di Mazara. Credo di avere attraversato il triangolo delle Bermude. Ne sono uscita con un’autostima invidiabile…”.
L’esperienza più forte?
“Bagheria, naturalmente. Il comune è stato sciolto due volte per mafia. L’amministrazione del sindaco Fricano mi ha ereditato. Il boss Campanella era un interlocutore privilegiato, a quanto pare, dei poteri pubblici. Fricano si dimise prima che il comune fosse sciolto. In una intercettazione con un personaggio importante Fricano tenta di giustificare la sua impotenza. Che cosa ci posso fare, afferma, c’è quella là che mi impedisce di fare le cose… Quando ho ascoltato la conversazione mi sono resa conto di avere avuto… le palle. E me ne hanno dato atto”.
Hai ottenuto risultati?
“Il mio lavoro a Bagheria è stato efficace. L’ex presidente della Regione, Cuffaro, tira in ballo il capo dell’ufficio tecnico, cioè me… Io non comando da quelle parti, dice Cuffaro. Non l’ho scelta io… Mi sono trovata all’incrocio: Villa Teresa, la clinica di Aiello, che aveva ricevuto i rimborsi della Regione nonostante non avesse ottenuto l’agibilità, tanto per fare un esempio”.
Bagheria ti è rimasta nel cuore, a quanto pare.
“Non solo nel cuore, porto le stimmate. In marzo del 2003, ero appena arrivata a Bagheria, mi viene a trovare un signore con la divisa: deve stare attenta a chi dice no, mi sussurra. Lei è sola, suo marito è lontano ed ha una figlia piccola”.
Come hai reagito a questo consiglio interessato?
“Appena se ne andò, alzai la cornetta del telefono e denunciai il fatto. È questo il modo giusto, altrimenti finisce male. Non si può patteggiare, né parcheggiare con questi signori…”
L’hai rivisto il tale in divisa?
“Non ho più visto l’uomo in divisa, pare che sia stato trasferito altrove. Fui coinvolta a Bagheria in un episodio che richiese grande determinazione. Erano stati confiscati i beni a Pietro Lojacono, che aveva anche ricevuto il 41 bis. Una richiesta di autorizzazione edilizia di un immobile da adibire ad un piccolo centro commerciale nell’ex sede delle Poste sul Corso. La richiesta di autorizzazione edilizia era firmata dal figlio di Pietro Lojacono. Mi misi di traverso. Il problema ero io, non i Lojacono. Riferii a chi di dovere che il comune era condizionato dalla mafia. Mi dimisi, il rapporto di fiducia non c’era più”.
Quali sono gli strumenti da usare in questi contesti?
“Rendere obbligatori i protocolli di legalità. Eliminare ogni discrezionalità in materia edilizia. Solo io l’ho fatto. È per questo che mi chiamano ancora, sanno come agisco. Conosco la ‘loro’ strategia: ti fanno sbagliare così diventi come loro, sei ricattabile. Non ti sparano, danno fuoco a qualcosa in modo che ti scoppi nelle mani. Ci vuole grande attenzione”.
È come se tu avessi indossato una maschera, pirandellianamente intendo. La senti come una costrizione questa vocazione di urbanista anti-mafia? Te la sei cucita addosso perché ti fa sentire importante, realizzata? Te ne vorresti liberare? Ti è mai capitato di dire: se non avessi cominciato con questa storia, magari avrei uno studio professionale megagalattico, non dovrei incontrare brutti ceffi…
“Non incontro solo brutti ceffi, per carità. No, la mia non è una maschera, è la faccia che indosso da quando sono nata, non l’ho cambiata mai. Non mi sento né una santa, né un’eroina, semplicemente una persona che vuole portare a termine il lavoro che le è stato affidato senza compromessi, scorciatoie. La mia più grande soddisfazione? È la consapevolezza di avercela fatta. Ma c’è il risvolto della medaglia”.
E qual è? Isola delle Femmine, restare una professionista dell’antimafia per tutta la vita?
“È una scelta, nessuno mi obbliga. E poi non sono mai completamente sola, altrimenti non ce l’avrei fatta. La Sicilia non è solo tenebre, è fatta anche di tante persone per bene. Dobbiamo aiutarle ad essere quello che sono… Forse è questo il segreto della mia storia”.
Sei nata e cresciuta a Gela, vero?
“Sì, è così. Vista la cattiva fama che si è fatta questa città, in qualche misura a torto, magari mi piace pensare di avere contribuito, nel mio piccolo, a riscattarla. Insieme a qualche altro…”.
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ISOLA DELLE FEMMINE:



 

CAPACI ISOLA DELLE FEMMINE LE FAMIGLIE:



L’UFFICIO TECNICO COMUNALE DI ISOLA DELLE FEMMINE TERRITORIO  SENTENZE:

SENTENZA 226 98 PROC 2585 90 5236 93 CONC 52 88 54 81 53 80 68 89 SAMANTA COSTR CANEPA SALVATORE LIC 27 89 SIALMA COSTR SOCIO MANNINO GIUSEPPE TOMMASO CEC 79 88 PIETRO BRUNO




SENTENZA 267 99 PROC 384 96 2419 94 PARERE NEG CEC ALBERT RAPPA 28 1 1993 2 2 1993 SAN  SIINO ANTONIO SU TERRENO LIMITROFO BELLIS ERNESTA RAPPA 4 VILLETTE



SENTENZA 652 00 PROC 1791 95 6166 95 CONC AGIB ABITAB IN ASSENZA VARIANTE SU LIC 9 1990 PAGANO COSIMO CUTINO PIETRO EDIL ROMEO ALBERT NOTO ANTONIO BRUNO MARIA LAURA BOLOGNA





BORDIGHERA
DECRETO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SCIOGLIMENTO CONSIGLIO COMUNALE DI BORDIGHERA

A cura del comitato cittadino Isola Pulita di Isola delle Femmine