COMUNE SCIOLTO PER INFILTRAZIONI MAFIOSE


ART. 143 DEL T.U.E.L COMMA 1 I consigli comunali e provinciali sono sciolti quando, anche a seguito degli accertamenti effettuati a norma dell ‘articolo 59, comma 7, emergono concreti, univoci, e rilevanti elementi su collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata di tipo mafioso o similare degli amministratori di cui all ‘art. 77, comma 2, ovvero su forme di condizionamento degli stessi, tali da determinare un ‘alterazione del procedimento di formazione della volontà degli organi elettivi ed amministrativi e da compromettere il buon andamento o l’imparzialità delle amministrazioni comunali o provinciali, nonché il regolare funzionamento dei servizi ad esse affidati, ovvero che risultino arrecare danno e perdurante pregiudizio per lo stato della sicurezza pubblica “. La disposizione in esame non definisce espressamente in quali casi debba ritenersi sussistente il collegamento con la criminalità organizzata rilevante ai fini dello scioglimento (cioè adeguato ad esercitare un condizionamento sull' ente che si riverberi sul buon andamento e sulla sicurezza pubblica). ....una adeguata indagine ovvero valutazione sulla posizione degli "amministratori". Nel vigente sistema normativo, lo scioglimento dell'organo elettivo si connota, pertanto, quale "misura di carattere straordinario" per fronteggiare "una emergenza straordinaria" (così Corte Costo 19 marzo 1993, n. 103, nell'escludere profili di incostituzionalità nel previgente art. 15-bis 1.19 marzo 1990, n.55)".


L'asse portante della valutazione che presiede allo scioglimento è costituito, da un lato, dalla accertata o notoria diffusione sul territorio di fenomeni di criminalità organizzata e, dall'altro, dalle precarie condizioni difunzionalità dell'ente territoriale".






mercoledì 31 agosto 2011

Scioglimento del consiglio comunale di Marina di Gioiosa Jonica e nomina di una commissione straordinaria.


Gazzetta n. 183 del 8 agosto 2011

ESTREMI GAZZETTA : Serie Generale Num.  183 del 8/8/2011



PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA


DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 7 luglio 2011


Scioglimento del consiglio comunale di Marina di Gioiosa Jonica e nomina di una commissione straordinaria.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Considerato che nel comune di Marina di Gioiosa Jonica (Reggio Calabria), i cui organi elettivi sono stati rinnovati nelle consultazioni amministrative del 13 e 14 aprile 2008, sussistono forme di ingerenza della criminalita' organizzata;
Considerato che tali ingerenze espongono l'amministrazione stessa a pressanti condizionamenti, compromettendo il buon andamento e l'imparzialita' dell'amministrazione comunale di Marina di Gioiosa Jonica;
Rilevato, altresi', che la permeabilita' dell'ente ai condizionamenti esterni della criminalita' organizzata arreca grave pregiudizio allo stato della sicurezza pubblica e determina lo svilimento delle istituzioni e la perdita di prestigio e di credibilita' degli organi istituzionali;
Ritenuto che, al fine di rimuovere la causa del grave inquinamento e deterioramento dell'amministrazione comunale, si rende necessario far luogo allo scioglimento degli organi ordinari del comune di Marina di Gioiosa Jonica, per il ripristino dei principi democratici e di liberta' collettiva;
Visto l'art. 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267;
Vista la proposta del Ministro dell'interno, la cui relazione e' allegata al presente decreto e ne costituisce parte integrante;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 30 giugno 2011;

Decreta:

Art. 1

Il consiglio comunale di Marina di Gioiosa Jonica (Reggio Calabria) e' sciolto per la durata di diciotto mesi.

Art. 2

La gestione del comune di Marina di Gioiosa Jonica (Reggio Calabria) e' affidata alla commissione straordinaria composta da:
dott. Fausto Gianni - prefetto a riposo;
dott.ssa Patrizia Adorno - viceprefetto aggiunto;
dott. Michele Albertini - dirigente Area 1.

Art. 3

La commissione straordinaria per la gestione dell'ente esercita, fino all'insediamento degli organi ordinari a norma di legge, le attribuzioni spettanti al consiglio comunale, alla giunta ed al sindaco nonche' ogni altro potere ed incarico connesso alle medesime cariche.
Dato a Roma, addi' 7 luglio 2011

NAPOLITANO
Berlusconi, Presidente
del Consiglio dei Ministri

Maroni, Ministro dell'interno

Registrato alla Corte dei conti il 18 luglio 2011 Ministeri istituzionali - Interno, registro n. 15, foglio n. 239

Allegato

Al Presidente della Repubblica

 Parte di provvedimento in formato grafico


Roma, 28 giugno 2011

Il Ministro dell'interno: Maroni



 Parte di provvedimento in formato grafico



Cod.Int. 15129


martedì 23 agosto 2011

Belmonte, si dimette il sindaco zio del ministro Saverio Romano

Belmonte, si dimette il sindaco zio del ministro Saverio Romano
La decisione è giunta al termine di una infuocata seduta del Consiglio comunale. Due giorni fa il ministero degli Interni aveva azzerato l'ufficio tecnico dell'amministrazione municipale per gravi irregolarità
  A due giorni dalla notifica del ministero degli Interni di azzeramento dell'ufficio tecnico di Belmonte Mezzagno, piccolo centro del Palermitano, si è dimesso il sindaco Saverio Barrale, zio del ministro per le Politiche agricole Saverio Romano. Le dimissioni sono arrivate questa sera al termine di una infuocata seduta del Consiglio comunale di Belmonte. Il primo cittadino contesta la relazione dell'ex prefetto di Palermo Giuseppe Caruso inviata al Viminale in cui si parla di "irregolarità nella gestione dell'ufficio tecnico comunale".

Lo stesso Caruso, nei mesi scorsi, aveva anche proposto lo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose. Una proposta che venne accolta dal Viminale ma che invece, fu bocciata dal Consiglio dei ministri. In quell'occasione il ministro Romano non partecipò al voto.

In particolare, il provvedimento di rimozione dell'ufficio tecnico di Belmonte, deciso dal ministero dell'Interno, ha riguardato il responsabile dell'ufficio Antonio Buttacavoli, il responsabile economico del settore attività produttive Vincenzo Bisconti e due geometri.

Barrale ha inviato una lettera al ministro degli Interni Roberto Maroni difendendo l'operato della sua amministrazione. Il sindaco dimissionario ha sempre sostenuto di non conoscere la relazione dell'ex prefetto di Palermo Giuseppe Caruso. L'indagine prefettizia scattò dopo l'operazione antimafia "Perseo" che tre anni fa portò all'arresto di alcuni esponenti mafiosi di Belmonte Mezzagno. La lettera a Maroni
è contenuta nella relazione che l'ex sindaco ha consegnato ieri al Consiglio comunale, rassegnando contestualmente le dimissioni.


Belmonte, è ancora bufera
Barrale scrive a Maroni

Dopo le dimissioni, le richieste di chiarimento: l’ex sindaco di Belmonte Mezzagno, Saverio Barrale, parla e rende noto il contenuto della lettera inviata al Ministro dell’Interno, Roberto Maroni. “Rimane molto amaro in bocca – dice -, sia io che i miei assessori abbiamo rinunciato allo stipendio consentendo al Comune di risparmiare 216.000 euro, abbiamo svolto tutte le nostre attività con il massimo della trasparenza e oggi su di noi gravano pesanti interrogativi”.
Barrale spiega anche di non volere entrare nel merito delle dichiarazioni dell’ex prefetto Giuseppe Caruso e di non essere a conoscenza dei contenuti della sua relazione: “Naturalmente mi è stato notificato l’azzeramento dei vertici ma di tutto il resto sono venuto a conoscenza dalla stampa. Si è parlato di frazionamento per i lavori inerenti ai tombini del paese, notizie che non stanno né in cielo né in terra. Abbiamo rimesso in sesto la città dopo l’alluvione, abbiamo avviato una gara formale per le opere nonostante la Protezione Civile ci avesse consigliato di effettuare una gara informale”. Si tratta di una prassi volta a snellire l’iter burocratico per l’assegnazione dei lavori. “Noi, invece, abbiamo lasciato, a tutte le ditte che volevano farlo, la possibilità di partecipare alla gara: si sono presentate in 24, se avessimo dato il via alla procedura informale sarebbero state solo 12. Nonostante il Protocollo Antimafia prevedesse la presentazione della documentazione antiracket noi l’abbiamo chiesta formalmente a tutte le ditte”.
Perchè questa lettera al Ministro Maroni? “Per fare chiarezza su fatti e dichiarazioni che sono state rese e che non devono gettare la minima ombra sulla buona gestione dell’Amministrazione”.
La nota è contenuta all’interno della corposa relazione che Barrale ha consegnato, ieri, in Consiglio comunale insieme alle sue dimissioni. ”Nella lettera a Maroni – spiega l’ex primo cittadino – ho messo a conoscenza il Ministro di quanto io e la mia Giunta siamo stati disponibili nell’agevolare il lavoro della commissione prefettizia che, però, non ha ritenuto opportuno interloquire con noi. Ho appreso della proposta di scioglimento dell’Ufficio Tecnico tramite la stampa. Siamo stati accusati di poca trasparenza ma abbiamo stanato ben 800 evasori fiscali e anche di abusivismo edilizio ma siamo stati noi ad inviare alla Procura di Termini decine di denunce in tal senso”.
Al responsabile del dicastero, Barrale, chiede anche di sciogliere dei dubbi: “l’indagine prefettizia scaturisce dagli arresti effettuati nel 2008 nel corso dell’operazione “Perseo”, nel corso della quale sono stati arrestati dei presunti mafiosi di Belmonte Mezzagno: come mai l’accesso agli atti è avvenuto soltanto dopo tre anni? Vorrei anche sottolineare che nonostante il mio Paese sia stato definito da più parti ad alta densità mafiosa, nella mia giunta erano presenti due ex appartenenti alle forze dell’ordine”.
Come si svolgerà il suo primo giorno da ex sindaco? “Oggi andrò in Comune per consegnare le chiavi dell’ufficio e quanto prima tornerò al mio lavoro di insegnante di educazione fisica”.

I Carabinieri rimuovono  l’Ufficio Tecnico e l'ufficio di Ragioneria del Comune di Belmonte Mezzagno

Dopo il “No” del Cdm allo scioglimento

Preso atto della relazione del Ministro dell’interno sulla situazione nel Comune di Belmonte Mezzano (Palermo), il Consiglio ha poi autorizzato il Ministro ad avvalersi dei poteri conferitigli dalla legge per contrastare, a livello delle strutture comunali, ogni condizionamento della vita amministrativa da parte della criminalità organizzata, senza pervenire allo scioglimento del Consiglio comunale.

Consiglio dei Ministri n. 149 del 03/08/2011 

Rimosso l’ufficio tecnico del Comune

Dopo il “No” del Cdm allo scioglimento

  I Carabinieri del comando provinciale di Palermo hanno notificato oggi al sindaco di Belmonte Mezzagno (PA) un decreto che prevede la rimozione immediata dei vertici dell’ufficio tecnico del comune. L’amministrazione è guidata da Saverio Barrale, zio del ministro per le politiche agricole Saverio Romano.
Il provvedimento è stato emesso, secondo quanto si apprende, dal ministero dell’Interno. La decisione del Viminale arriva dopo le polemiche nate per il mancato scioglimento per mafia del piccolo comune. Il Cdm aveva infatti espresso parere negativo alla richiesta avanzata dal ministro dell’Interno Roberto Maroni per presunte infiltrazioni mafiose.


Il padre del ministro stava costruendo una palazzina con un piano totalmente abusivo proprio di fronte al municipio, ma lì nessuno se n'era accorto. D'altronde, con lo zio sindaco di Saverio Romano, difficile che qualcuno nell'amministrazione comunale di Belmonte Mezzagno muovesse qualche rilievo al genitore del neo-ministro delle Politiche agricole, che nel suo paese natio sulle colline di Palermo ha la sua roccaforte elettorale.

L'abuso edilizio, nel pieno centro del paese, è saltato subito agli occhi dei tre componenti della commissione prefettizia inviata da Giuseppe Caruso a Belmonte Mezzagno per un accesso ispettivo scaturito dalle carte dell'operazione "Perseo" e che ha portato alla formalizzazione della richiesta di scioglimento dell'amministrazione comunale per infiltrazioni mafiose. Richiesta ora sul tavolo del ministro dell'Interno Maroni, che dovrà decidere se darvi seguito portandola in Consiglio dei ministri, con l'inevitabile imbarazzo di Romano che sarebbe chiamato a votare sullo scioglimento per mafia del Comune retto dallo zio, Saverio Barrale.

Decapitata la macchina amministrativa
Terremoto ai vertici del Comune di Belmonte
di Markez

20 agosto 2011 -  Blitz dei carabinieri negli uffici comunali di Belmonte Mezzagno in provincia di Palermo. Sono stati notificati dai militari i provvedimenti di rimozione dagli incarichi del capo dell’ufficio tecnico l’architetto Antonino Buttacavoli, di due geometri Agostino Benigno e Giuseppe Di Liberto. Rimosso anche il capo della Ragioneria Vincenzo Bisconti.
Nei mesi scorsi i carabinieri su disposizione del ministero dell’Interno avevano effettuato un accesso agli atti per verificare se vi erano state infiltrazioni mafiose all’interno dell’amministrazione comunale. Una vera decapitazione della macchina amministrativa che di fatto bloccherà l’attività.

Ricordiamo che il Comune non era stato sciolto. Non si conoscono le contestazioni mosse ai dirigenti. Lunedì si svolgerà il consiglio comunale. Sono all’ordine del giorno un intervento del sindaco Saverio Barrale sul terremoto nella macchina amministrativa decapitata dai vertici. Non è escluso che dopo la giunta anche il sindaco presenti le sue dimissioni.
Il Comune di Belmonte Mezzagno non è un centro qualsiasi. E’ uno dei bacini di voti del ministro all’Agricoltura Saverio Romano fondatore del Pid. Il feudo elettorale da sempre prima dell’Udc di Cuffaro adesso per lascito proprio al ministro che nella vicina Misilmeri, uno dei centri più grosso della provincia, secondo solo a Bagheria, aveva appoggiato la candidatura dell’attuale sindaco Piero D’Alì.
Tanto che il ministro per un anno era stato anche assessore della giunta alle politiche comunitarie. “Siamo davanti ad uno scontro tra il ministro Maroni e il ministro Romano“, dice chi conosce bene la vita all’interno del grosso centro. Uno scontro fra titani, forse solo all’inizio.
  
Fonte della notizia



   
 

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sabato 20 agosto 2011

Miracolo in Salento il folk ora è business

Miracolo in Salento il folk ora è business

PIERFRANCESCO PACODA


 

Uno studio della Bocconi rivela: ogni euro investito nella “Notte della taranta” ne porta tre sul territorio



 

 

MELPIGNANO (LECCE)

Benvenuti a Ibiza. Nel Salento. Come se non bastassero le somiglianze geografiche, l’aridità della terra, la macchia mediterranea, le calette nascoste fra gli scogli e ancora difficilmente accessibili, l’isola delle Baleari simbolo della «festa perfetta» e questo lembo di Sud Italia sembrano unite da una comune, edonistica vocazione.

«Il Salento è la nuova Ibiza», titola il numero di agosto di «DJ Mag», la più autorevole rivista internazionale (è diffusa in tutto il mondo) dedicata agli stili di vita che nascono nei club, ai disc jockey, alla musica dance. E, in effetti, se si percorre la strada che unisce Lecce a Maglie, e poi, scendendo sempre più giù, al «finibus terrae» di Santa Maria di Leuca, l’occhio dell’automobilista è catturato, in continuazione, da enormi manifesti, giganti cartelloni pubblicitari che non reclamizzano griffe alla moda o banche, ma discoteche, serate, party con dj newyorchesi, cileni, francesi, inglesi, italiani.

Volti e nomi ignoti ai più, facce apparentemente sconosciute a i normali «consumatori» di cultura musicale che qui, proprio come alle Baleari, sono invece superstar riconosciute, osannate, capaci di attirare folle da concerto rock. E questo fenomeno della cartellonistica stradale, con gli eroi della notte, va in scena, fatto unico al mondo, a Ibiza e nel Salento.

Quanti conoscono il livornese Ilario Alicante, piuttosto che il cileno Luciano che ci guardano, dai loro megavolti, mentre raggiungiamo Otranto? E che dire dell’incredibile concentrazione di dj nei giorni di metà agosto? Sono tutti qui. David Guetta a Ferragosto, Grandmaster Flash il giorno dopo, e poi Aphex

Twin e Little «Louie» Vega e la sua ex moglie India, regina della dance latina, a poche ore di distanza. Nelle eleganti discoteche a picco sul mare come nelle antiche masserie ristrutturate con cura dalla Provincia e utilizzate anche per le notti di musica elettronica come per il reggae. Che qui, dove sono nati i Sud Sound System, è più popolare del rock.

E poi c’è la tradizione, la pizzica che muove folle danzanti verso il piazzale degli Agostiniani, l’ex convento del XVI secolo fuori Melpignano dove il 27 agosto si svolgerà l’edizione numero 14 della «Notte della taranta». Per l’occasione verrà pubblicato un volume curato da Giuseppe Attanasi e Filippo Giordano, risultato di una lunga e approfondita ricerca che l’università Bocconi ha dedicato all’impatto che il festival della taranta ha sul territorio. I dati faranno discutere e riflettere chi si occupa dell’economia futura dell’Italia.

Ogni euro investito in questa manifestazione (che tra varie tappe e data finale richiama circa 300 mila persone con un costo inferiore al milione di euro) ne produce tre che rimangono sul territorio. Se poi si considera la spesa dei turisti arrivati nel Salento «anche» per il Festival e non solo, nei quattro anni presi in esame si è calcolato un fatturato complessivo pari a 25.380.000 euro.

Una soddisfazione per l’ex sindaco Sergio Blasi, tra gli inventori di quell’evento, nel 1998: «Se dovessi indicare il maggior motivo di felicità per il successo di questa iniziativa, parlerei del fatto che Melpignano è il luogo, nel Salento, al primo posto per la raccolta differenziata dei rifiuti». C’è un nesso? «Quando una piccola comunità riscopre l’orgoglio delle proprie radici, delle tradizioni che esprimono una musica riconosciuta e amata ovunque, cura con maggiore attenzione il proprio territorio, che è l’unico vero patrimonio che possiede». Così la pensano gli artisti che da qui sono passati, a dirigere l’Orchestra popolare della Taranta, oltre 30 strumentisti e 15 danzatori che rileggono un repertorio di arcaica e tribale suggestione, la stessa che affascinò l’antropologo Ernesto De Martino, che al tarantismo dedicò, giusto 50 anni fa, il saggio «La terra del rimorso». I vecchi del paese ancora ricordano con affetto Stewart Copeland, il batterista dei Police, «direttore» della rassegna nel 2003.

«Lu Copeland», come affettuosamente lo chiamavano al bar facendo a gara per offrirgli un «caffè in ghiaccio» come si usa nel Salento con aggiunta di latte di mandorla, ha ricambiato. Nella sua autobiografia, pubblicata di recente, rievoca i giorni di Melpignano con un misto di romanticismo e mitologia, una sorta di Eden perduto e misterico dove affrontare la taranta con i tamburelli del folk e i tamburi del rock. Da quel palco sono passati il leader dei Weather Report, Joe Zawinul, Mauro Pagani, Ambrogio Sparagna, Francesco De Gregori ha smesso i panni del cantautore schivo per intonare le rime della «Divina Commedia», duettando con la voce di bambina di Alessia Tondo, la giovanissima promessa del folk salentino.

Dallo scorso anno, il ruolo di «Maestro concertatore» è assegnato a Ludovico Einaudi, compositore minimale con una visione. Fare di Melpignano, per una notte, il centro pulsante del Mediterraneo. Dove, nella terra dell’accoglienza per eccellenza (ricorrono in questi giorni i 20 anni dall’arrivo nel porto di Bari della nave Vlora, con il suo carico di decine di migliaia di disperati albanesi) l’Africa, la Spagna e i Balcani incontreranno la pizzica. Spetterà poi alla sua sensibilità sonora mettere insieme tutto questo con gli altri ospiti che ha voluto sul palco per il 27 agosto, gli irlandesi Chieftains (quelli della colonna sonora di Barry Lindon di Kubrick) e il percussionista giapponese Joji Hirota.

A Ibiza, forse, questo non sarebbe possibile. A Melpignano sì.

 


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venerdì 12 agosto 2011

Isola delle Femmine scogliera deturpata

Sulla scogliera   in uno dei luoghi più suggestivi di    Isola delle Femmine sembra farla da padroni martelli, scalpelli, cemento, ferro elettroutensili ed ogni altro genere di attrezzo non di certo per scolpire la scogliera neanche per modellarla, ma ……………


































CECCHINO,Alga Rossa, famigghie, Indignati isolani, Cementificazione Scogliera, LEONCINO, Linciaggio, MAFIA, Munnezza, PALmuto, Pappagallo, PENNUTO ROSSO, Squadrismo,Turismo, Vedovello

venerdì 5 agosto 2011

Il PROFESSORE: "La Calliope? Un colpo di mano"

 

Clamorosa notizia il Sindaco di Isola delle Femmine intervenendo alla manifestazione in occasione del 4° anniversario della scomparsa di Antonio e Stefano Maiorana dal cantiere della Calliope di Isola delle Femmine afferma :

“…io l’ho già detto a Rossella (Accardo) sono disposto in qualsiasi momento ad andare davanti ad un magistrato ed affermare che sulla Calliope si è fatto un COLPO DI MANO contro il Consiglio Comunale che aveva votato contro la costruzione, un COLPO DI MANO contro gli acquirenti degli appartamenti della Calliope che hanno acquistato non al prezzo di edilizia convenzionata………..”.

A questo punto il Signor Sindaco deve chiarire alla Cittadinanza   chi sono stati gli autori del COLPO DI MANO?

Chi ha beneficiato dei risultati del COLPO DI MANO?

Non si sente Egli stesso Reponsabile del COLPO DI MANO? (visto che all’epoca ricopriva la carica di Vicesindaco?)

Vista la  Sua convinzione   che il piano di costruzione della Calliope   risultava essere un COLPO DI MANO perché nella Sua funzione di Sindaco ha rilasciato la licenza edilizia n 14.

Lei ricorderà certamente, Signor Sindaco tutte le licenze edilizie sono state concesse sotto la Sua gestione! Quindi dobbiamo supporre che inconsapevolmente Lei ha dato una mano affinchè il COLPO DI MANO avesse un esito positivo?

ORA che il PROFESSORE si è  convinto che il Piano Costruttivo della Calliope è stato un COLPO DI MANO perché non smentisce le voci pubblicate su carta stampata e mezzi televisivi a proposito di  appartamenti “donati” a figli di ex amministratori per  facilitare l’iter burocratico amministrativo?

(In attesa  che il PROFESSORE risponde alle nostre domande  stiamo  preparando un dossier sull’affair della Calliope, sulla sparizione di Antonio e Stefano Maiorana e l’ambiente e personaggi in cui è maturato questo efferato “sequestro di persona”)

POPRIETARIO DEL TERRENO VERDE AGRICOLO SIG. BANDIERA SALVATORE

-DESTINAZIONE D’USO INIZIALE VERDE AGRICOLO superficie estesa mq. 13.627 volume pari a 28.414,14 densità territoriale mc/mq 2,08.

-RAPPRESENTANTI LEGALE RAPPRESENTANTE CALLIOPE spa. SIG.RA LO CICERO MARIA ANTONIETTA LEGALE RAPP.TE SA.BA.spa. BANDIERA ROSANNA

-PROGETTO per la realizzazione di 50 alloggi di edilizia convenzionata-agevolata legge 457/78

18.4.2003 Il programma di Costruzione redatti dall’Ing Lascari Gioacchino prevede la realizzazione di 52 alloggi;

27.5.03 Commissione Edilizia del Comune di Isola esprime parere negativo sul progetto;

17.7.03 Commissione Edilizia Comunale di Isola esprime parere favorevole per 50 alloggi vista la perizia giurata del progettista ING Lascari Gioacchino

24.9.2003 DELIBERAZIONE DEL COMMISSARIO AD ACTA (DR. MARIO MEGNA) CHE APPROVA LA PROPOSTA DI DELIBERAZIONE DELL’U.T.C. ARCH GIANBRUNO

20.4.05 UFFICIO TECNICO ISOLA EMETTE ORDINANZA N 23

19.5.05 UFFICIO TECNICO COMUNE ISOLA DELLE FEMMINE EMETTE ORDINANZA N 26

1.6.05 IL COMUNE DI ISOLA CONCEDE LICENZA EDILIZIA n 14

27.8.07 UFFICIO TECNICO COMUNE ISOLA DELLE FEMMINE SU RICHIESTA CARABINIERI EMETTE ORDINANZA N 29 SOSPENSIONE LAVORI A CARICO DI LO CICERO MARIA ANTONIETTA E BANDIERA ROSANNA RAPPRESENTANTI DELLA CALLIOPE S.R.L. VIALE REGIONE SICILIANA 2629 PALERMO

6.6.07 ordine del giorno della Commissione Edilizia di Isola delle Femmine al punto 15 pratica n 12/7 IMMOBILIARE LA CALLIOPE s.r.l. istanza del 3/4/07 prot 3981 "PROGETTO DI VARIANTE AI SENSI DELL'ART 15 L 47/85 RELATIVO A 9 CORPI DI FABBRICA DENOMINATI A,B,C,D,E,F,G,H,I PER COMPLESSIVI 50 ALLOGGI PER CIVILE ABITAZIONE IMPRESA CALLIOPE.

18.4.2003 Il programma di Costruzione redatti dall’Ing Lascari Gioacchino prevede la realizzazione di 52 alloggi;

27.5.03 Commissione Edilizia del Comune di Isola esprime parere negativo sul progetto;

Il 30 maggio ‘03 l’arch. Monica Giambruno trasmette al dott. Megna, copia dell’estratto del verbale n. 30 del CEC dove si evinceva il “PARERE NEGATIVO” all’approvazione del programma costruttivo

17.7.03 la Commissione Edilizia Comunale di Isola esprime parere favorevole per 50 alloggi vista la perizia giurata del progettista ING Lascari Gioacchino

24.9.2003 DELIBERAZIONE DEL COMMISSARIO AD ACTA (DR. MARIO MEGNA) CHE APPROVA LA PROPOSTA DI DELIBERAZIONE DELL’U.T.C. ARCH GIANBRUNO

19 marzo ‘04 durante una seduta consiliare con punto all’ordine del giorno una Interrogazione formulata dal Consigliere DIONISI geom Vincenzo del gruppo Nuova Torre con domande relative alle delibere del Commissario n.48/03 e di Consiglio n. 56/03, Isola per Tutti, di cui faceva parte nella funzione di Vicesindaco il PROFESSORE abbandonano  l’aula, non curante del COLPO DI MANO che si stava perpetrando nei Confronti del C.C., degli acquirenti degli appartamenti, della Legalità della Trasparenza.

20.4.05 UFFICIO TECNICO ISOLA EMETTE ORDINANZA N 23

19.5.05 UFFICIO TECNICO COMUNE ISOLA DELLE FEMMINE EMETTE ORDINANZA N 26

1.6.05 IL COMUNE DI ISOLA CONCEDE LICENZA EDILIZIA n 14

27.8.07 UFFICIO TECNICO COMUNE ISOLA DELLE FEMMINE SU RICHIESTA CARABINIERI EMETTE ORDINANZA N 29 SOSPENSIONE LAVORI A CARICO DI LO CICERO MARIA ANTONIETTA E BANDIERA ROSANNA RAPPRESENTANTI DELLA CALLIOPE S.R.L. VIALE REGIONE SICILIANA 2629 PALERMO

Della Calliope erano soci al 50% la compagna di Maiorana, Karina Andre Gabriela, argentina, e Dario Francesco Lopez, genero di Salvatore Bandiera, proprietario del terreno su cui l'impresa stava costruendo.

Della Edilia, invece, risultano soci i figli di Bandiera e l'imprenditore palermitano Francesco Paolo Alamia. Alamia, che è stato anche assessore comunale a Palermo, era tra i soci della immobiliare Inim insieme a Filippo Alberto Rapisarda, e, secondo gli inquirenti, avrebbe avuto rapporti d'affari con l'ex sindaco di Palermo Vito Ciancimino, condannato per mafia.

    
 
 

Isola delle Femmine, commemorato il quarto anniversario della scomparsa dei Maiorana

Organizzato un presidio nel residence "Calliope", poi la piantumazione di un alberello di ulivo e una messa serale

Un presidio nel residence “Calliope” di via del Levriere, ad Isola delle Femmine, la simbolica piantumazione di un alberello d'ulivo e una messa serale all'aperto, per ricordare il 4° anniversario della scomparsa degli imprenditori Antonio e Stefano Maiorana, padre e figlio, inghiottiti, si presume, dalla “lupara bianca”, il 3 agosto del 2007. La madre di Stefano, Rossella Accardo, chiede giustizia per una vicenda avvolta nel giallo che ha distrutto la sua famiglia, visto che il 6 gennaio del 2009, per la disperazione, si tolse la vita, gettandosi dal balcone di casa dei suoi nonni in via Generale Arimondi, a Palermo, anche il figlio minore Marco. Un evento nel quale, secondo lei, le colpe sono non solo della mafia, ma anche delle istituzioni politiche. Fra i presenti alla cerimonia di ieri sera anche il sindaco di Monreale Filippo Di Matteo e quello di Isola delle Femmine Gaspare Portobello.
I particolari e le interviste nel TG 7
( 4 agosto 2011 )

Caso Maiorana, Rossella Accardo chiede la riapertura dell'indagine

La donna vuole arrivare fino in fondo per trovare esecutori e mandanti dell'agguato

Ha chiesto la riapertura dell'indagine perchè vuole andare fino in fondo, la signora Rossella Accardo, per trovare esecutori e mandanti del misterioso presunto caso di “lupara bianca” che ha riguardato il suo ex marito Antonio Maiorana e suo figlio Stefano. I giudici Francesco Del Bene e Gaetano Paci hanno deciso di chiudere l'inchiesta dopo il suicidio di Marco Maiorana del 6 gennaio del 2009, ma lei e il suo avvocato, Giacomo Frazzitta, sperano che da settembre la giustizia possa riprendere il suo cammino e svegliarsi da un letargo che alla signora Rossella sta facendo più male di una coltellata al cuore. Lo fa con il supporto delle forze dell'ordine, tenendo gelosamente con sé i verbali stilati dai Carabinieri del Comando provinciale di Palermo, secondo i quali si trattò di un agguato di stampo mafioso. I militari, inoltre, come si legge in una nota, esprimono forti dubbi anche sull'improvviso black-out, avvenuto la mattina del 3 agosto del 2007, dell'impianto di videosorveglianza nel tratto autostradale che va da Isola delle Femmine all'aeroporto “Falcone-Borsellino” di Punta Raisi, dove fu poi rinvenuta la Smart di Stefano Maiorana. Secondo la signora Accardo gli inquirenti non hanno fatto tutto il possibile per scoprire la verità.
I particolari e l'intervista nel TG 7
( 4 agosto 2011 )

Isola delle femmine ricorda i Maiorana

Rossella Accardo, madre di Stefano Maiorana, scomparso quattro anni fa insieme al padre, dal loro cantiere di lavoro, ieri, in occasione del quarto anniversario della scomparsa, ha chiesto la riapertura delle indagini, chiuse, a suo giudizio troppo frettolosamente. Lo ha fatto con un presidio presso il cantiere che oggi è diventato un residence, al quale ha partecipato anche il sindaco di Isola delle Femmine e quello di Monreale in rappresentanza del consorzio sviluppo e legalità.

Il giallo Maiorana 2 Un pc distrutto prima del suicidio

Dopo quattro anni, la signora Rossella non s’è arresa: «Io spero ancora di riabbracciare mio figlio, e mi auguro che anche il mio ex marito possa tornare» . Sono spariti la mattina del 3 agosto 2007, padre e figlio, Antonio e Stefano Maiorana, 47 e 22 anni, la loro Smart parcheggiata all’aeroporto di Punta Raisi e nessun’altra traccia.
La Procura di Palermo ha chiesto l’archiviazione del procedimento aperto a carico di ignoti, ma il legale di Rossella Accardo già Maiorana s’è opposto. Ci sono altre indagini da svolgere, sostiene l’avvocato Giacomo Frazzitta. Compresa una perlustrazione con il georadar nel cantiere di Isola delle Femmine, dove i due uomini sono stati visti per l’ultima volta, «alla ricerca di eventuali resti degli scomparsi» .
Almeno tentiamo di trovare i corpi, suggerisce l’avvocato. Per poi provare a risalire agli eventuali assassini. «Ma io confido che almeno Stefano, il quale potrebbe aver visto qualcosa che non doveva vedere, sia tenuto sequestrato da qualche parte» , insiste Rossella Accardo.
Che in questa storia ha già pianto un cadavere: Marco Maiorana, l’altro suo figlio, suicidatosi il 6 gennaio 2009. Una fine quasi certamente collegata alla scomparsa del padre e del fratello, che rende più drammatico e intricato un «giallo» senza finale. Dopo il suicidio, la madre trovato un appunto scritto da Marco su una vecchia copia di Topolino: «Mio padre diceva che se vuoi sconfiggere il tuo nemico devi fartelo amico.
Con Karina abbiamo distrutto la memoria del pc dove si conserva il materiale con cui si teneva… Sapevo che quella mattina mio fratello andava a discutere qualcosa di grave e non sono riuscito a trattenerlo» . Particolari che il ragazzo non aveva mai rivelato negli interrogatori resi. Karina Andrè, argentina di dieci anni più giovane, era la nuova fidanzata di Antonio Maiorana. Secondo inquirenti e investigatori è «persona avvezza a mentire» , che ha dato l’impressione «di volere depistare o comunque allontanare dalla ricerca della verità» ; fino al punto di ritrovarsi indagata per favoreggiamento dei responsabili della scomparsa di Antonio e Stefano Maiorana.
Ma anche questa seconda inchiesta non ha portato a niente. A parte la convinzione che Karina abbia celato particolari importanti e distrutto la memoria del computer del suo compagno, con la complicità del più giovane dei Maiorana. Che non può raccontare più niente. «Karina sa tutto, e aveva completamente plagiato Marcuccio— accusa la signora Rossella —. L’ha preso in giro dicendogli che i carabinieri avevano rubato gli orologi di suo padre nelle perquisizioni, mentre invece li aveva presi lei per rivenderli» .
Un dettaglio accertato dalle indagini. Come altri comportamenti misteriosi della donna, che si aggiungono alla memoria informatica cancellata. In questi quattro anni Karina ha cercato di dimenticare Antonio Maiorana e s’è costruita una nuova vita, accanto a un altro uomo. Ma prima che sparisse, era entrata negli affari di quello precedente.
Maiorana, che a suo modo può definirsi un imprenditore, si occupava della costruzione di un residence a Isola delle Femmine, metà strada tra Palermo e Punta Raisi, una cinquantina di appartamenti dal valore complessivo di oltre 7 milioni di euro. Dieci giorni prima della sua scomparsa aveva fatto intestare il cinquanta per cento della società Calliope, interessata alla costruzione del residence, proprio a Karina.
L’altra metà delle azioni erano passate a Dario Lopez, genero del proprietario del terreno, col quale il 1 ° agosto 2007 Maiorana litigò venendo alle mani. Pure lui, secondo gli inquirenti, è un testimone «spesso evanescente» . Anche nella ricostruzione della mattina del 3 agosto, quando andò a prendere un caffè con Antonio e Stefano Maiorana. Poi nessuno li ha più visti.
Alcuni approfondimenti sollecitati dall’avvocato Frazzitta ruotano intorno alle mosse e alle «omissioni» di Lopez. La sua cliente, la signora Rossella, è convinta che la verità sia nascosta in quel cantiere divenuto nel frattempo un concentrato di case abitate da inquilini ignari dei segreti del nuovo «caso Maiorana» , riedizione di quello cresciuto intorno alla scomparsa del grande fisico siciliano Ettore Majorana — correva l’anno 1938 — su cui s’indaga ancora oggi.
Questa è una storia diversa, in cui ha fatto capolino anche la mafia; per la terra dove s’è consumata e per qualche nome comparso nell’indagine: dal costruttore Francesco Paolo Alamia, già vicino al sindaco mafioso Vito Ciancimino, al capo elettricista del cantiere, considerato legato al boss di Cosa nostra Salvatore Lo Piccolo e a suo figlio Sandro; ma i pentiti hanno riferito che il capo mafia cercò di conoscere il destino dei Maiorana, senza successo.
Un presunto avvistamento in Spagna nel 2008 e due cadaveri senza nome abbandonati lungo una strada dei Pirenei non hanno portato a nulla. «— su questa vicenda pesa l’omertà di una Sicilia che preferisce digerire ciò che accade nel proprio ventre anziché buttarlo fuori» , denuncia Rossella Accardo.
Presto un giudice dovrà decidere se approfondire le indagini, come chiede la donna, o lasciare che il fascicolo vada in archivio. Completo dell’intercettazione in cui Francesco Paolo Alamia si chiedeva, a proposito della misteriosa scomparsa: «Fare sparire a due persone… uno che, mischino, non c’entra niente… Significa essere belve umane… E quindi se il male è proporzionale all’errore che ha fatto, minchia, quanto deve essere questo errore?» .
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