COMUNE SCIOLTO PER INFILTRAZIONI MAFIOSE


ART. 143 DEL T.U.E.L COMMA 1 I consigli comunali e provinciali sono sciolti quando, anche a seguito degli accertamenti effettuati a norma dell ‘articolo 59, comma 7, emergono concreti, univoci, e rilevanti elementi su collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata di tipo mafioso o similare degli amministratori di cui all ‘art. 77, comma 2, ovvero su forme di condizionamento degli stessi, tali da determinare un ‘alterazione del procedimento di formazione della volontà degli organi elettivi ed amministrativi e da compromettere il buon andamento o l’imparzialità delle amministrazioni comunali o provinciali, nonché il regolare funzionamento dei servizi ad esse affidati, ovvero che risultino arrecare danno e perdurante pregiudizio per lo stato della sicurezza pubblica “. La disposizione in esame non definisce espressamente in quali casi debba ritenersi sussistente il collegamento con la criminalità organizzata rilevante ai fini dello scioglimento (cioè adeguato ad esercitare un condizionamento sull' ente che si riverberi sul buon andamento e sulla sicurezza pubblica). ....una adeguata indagine ovvero valutazione sulla posizione degli "amministratori". Nel vigente sistema normativo, lo scioglimento dell'organo elettivo si connota, pertanto, quale "misura di carattere straordinario" per fronteggiare "una emergenza straordinaria" (così Corte Costo 19 marzo 1993, n. 103, nell'escludere profili di incostituzionalità nel previgente art. 15-bis 1.19 marzo 1990, n.55)".


L'asse portante della valutazione che presiede allo scioglimento è costituito, da un lato, dalla accertata o notoria diffusione sul territorio di fenomeni di criminalità organizzata e, dall'altro, dalle precarie condizioni difunzionalità dell'ente territoriale".






venerdì 13 maggio 2011

Basta debolezze sull'evasione fiscale

 Napolitano al Meeting Cl, ovazione in sala
"Basta debolezze sull'evasione fiscale"
Dal capo dello Stato parole molto dure verso la maggioranza, colpevole di aver sottovalutato la portata della crisi: "Non si dà fiducia minimizzando o sdrammatizzando i nodi". Poi un invito: "Si impone svolta per la crescita, parlare il  linguaggio della verità". Bossi: "Bisogna vedere se l'Italia ci sarà ancora". Berlusconi: "Ho fatto tutto quello che dovevo"

 RIMINI - "Da quando l'Italia e il suo debito pubblico sono stati investiti da una dura crisi di fiducia e da pesanti scosse e rischi sui mercati finanziari, siamo immersi in un angoscioso presente, nell'ansia del giorno dopo, in un'obbligata e concitata ricerca di risposte urgenti". Ha esordito così il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel suo intervento al Meeting di Comunione e Liberazione che si è aperto oggi a Rimini. Una presenza, quella del capo dello Stato, accolta da un tributo di folla e scene di grande entusiasmo. "A simili condizionamenti, e al dovere di decisioni immediate - ha proseguito il presidente - non si può naturalmente sfuggire. Ma non troveremo vie d'uscita soddisfacenti e durevoli senza rivolgere la mente al passato e lo sguardo al futuro".TESTO: IL DISCORSO INTEGRALE 1


In sala ad ascoltare Napolitano erano presenti, tra gli altri, l'ad Fiat Sergio Marchionne, il ministro delle Politiche comunitarie Anna Maria Bernini, il ceo di Intesa Sanpaolo Corrado Passera e l'ad di Enel Fulvio Conti. Interverranno all'incontro il vicesegretario del Pd, Enrico Letta, il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi e il presidente della Fondazione per la sussidiarietà, Giorgio Vittadini.

Fiducia e illusioni. "Dinanzi a fatti così inquietanti, davanti a crisi gravi, bisogna parlare il linguaggio della verità", ha insistito Napolitano, sottolinenando che il linguaggio della verità "non induce al pessimismo ma sollecita a reagire con coraggio e lungimiranza". Poi, con quella con non può non apparire come una critica alla maggioranza di governo per come ha gestito l'approssimarsi della tempesta finanziaria che ha investito il Paese, il presidente si è posto una domanda dal sapore retorico: "Abbiamo noi, in Italia, parlato in questi tre anni il linguaggio della verità? Lo abbiamo fatto abbastanza tutti noi che abbiamo responsabilità nelle istituzioni, nella società, nelle famiglie, nei rapporti con le giovani generazioni? Stiamo attenti: dare fiducia non significa alimentare illusioni". "Non si dà fiducia e non si suscitano le reazioni necessarie - ha aggiunto il capo dello Stato - minimizzando o sdrammatizzando i nodi critici della realtà, ma guardandovi in faccia con intelligenza e con coraggio".

Stato, ma anche persone. Per Napolitano, serve "il coraggio della speranza, della volontà e dell'impegno". Un impegno "operoso e sapiente", fatto di "spirito di sacrificio e di massimo slancio creativo e innovativo", che non può venire o essere promosso solo dallo Stato "ma che sia espresso dalle persone, dalle comunità locali, dai corpi intermedi, secondo quella concezione e logica di sussidiarietà che ha fatto di una straordinaria diffusione di attività imprenditoriali e sociali e di risposte ai bisogni comuni costruite dal basso un motore decisivo per la ricostruzione e il cambiamento del Paese".

Spinta per la crescita. Poi, entrando direttamente nel dibattito sulla manovra bis che approda nei prossimi giorni in Parlamento, Napolitano avverte che "occorre più oggettività nelle analisi, misura nei giudizi, più apertura e meno insofferenza verso le voci critiche", occorrono "scelte non di breve termine ma di lungo e medio respiro". "Si impone - aggiunge ancora - un'autentica svolta per rilanciare una crescita di tutto il Paese, Nord e Sud insieme. Una crescita meno diseguale".

La piaga dell'evasione fiscale. "Si tratta di fare i conti con noi stessi - sostiene ancora Napolitano - finalmente e in modo sistematico e risolutivo". Perché, come ha ripetuto più volte, "lasciare quell'abnorme fardello del debito pubblico sulle spalle delle generazioni più giovani e di quelle future significherebbe macchiarci di una vera e propria colpa storica e morale". Dunque il monito al Parlamento affinché compia "le scelte migliori" attraverso un confronto "davvero aperto e serio", con la massima equità "come condizione di accettabilità e realizzabilità". Equità che secondo il capo dello Stato significa innanzitutto colpire l'evasione fiscale. "Anche al di là della manovra oggi in discussione, e guardando alla riforma fiscale che si annuncia, occorre - puntualizza il presidente - un impegno categorico; basta con assuefazioni e debolezze nella lotta a quell'evasione di cui l'Italia ha ancora il triste primato, nonostante apprezzabili ma troppo graduali e parziali risultati. E' una stortura, dal punto di vista economico, legale e morale, divenuta intollerabile, da colpire senza esitare a ricorrere ad alcuno dei mezzi di accertamento e di intervento possibili".

La svolta indispensabile. "Serve una svolta", afferma ancora Napolitano, che si impone "attraverso il sentiero stretto di un recupero di affidabilità dell'Italia, in primo luogo del suo debito pubblico". "Non si tratta - precisa - di obbedire al ricatto dei mercati finanziari, ma di fare i conti con noi stessi, in modo sistematico e risolutivo".  "Il prezzo che si paga per il prevalere nella politica di logiche ed interessi di parte sta diventando insostenibile", lamenta ancora il presidente, aggiungendo che per questo "nel momento in cui ci apprestiamo a discutera in Parlamento nuove misure di urgenza, bisogna liberarsi da approcci angusti e strumentali".

Domande per tutti. "Possibile - si chiede ancora Napolitano - che si sia esitato a riconoscere la criticità della nostra situazione e al gravità effettiva e le questioni perché le forze di maggioranza e di governo sono stato dominate dalla preoccupazione di sostenere la validità del proprio operato, anche attraverso semplificazione propagandiste e comparazioni consolatorie su scala europea?". Ma i rimproveri del capo dello Stato non risparmiano neppure l'opposizione, alla quale il presidente rivolge un'altra domanda retorica: "Possibile che da parte delle forze di opposizione ogni criticità della condizione attuale del Paese sia stata ricondotta ad omissione e colpe del governo, della sua guida e della colazione su cui si regge? Lungo questa strada non si poteva andare e non si è andati molto lontano".

I limiti dell'Europa. "E' importante - ricorda ancora il presidente - che l'Italia riesca ad avere più voce in termini propositivi e assertivi in un concerto europeo che appare da un lato troppo condizionato da iniziative unilaterali di singoli governi fuori dalle sedi collegiali e dal metodo comunitario, dall'altro troppo esitante sulla via di un'integrazione responsabile e solidale lungo la quale concorrere anche alla ridefinizione di una governance globale le cui regole valgano a stemperare le reazioni dei mercati finanziari".

Applausi e ovazioni. Un discorso, quello del presidente, costellato da lunghi e numerosi applausi dell'affollata platea. Il popolo di Comunione e Liberazione del Meeting di Rimini, come detto, ha accolto Napolitano nella sala dell'Auditorium della Fiera di Rimini con ripetute standing ovation e cori. Prima di prendere la parola dalla tribuna, Napolitano aveva visitato la mostra "150 anni di sussidiarietà. Le forze che cambiano la storia sono le stesse che cambiano il cuore dell'uomo". Il presidente del Meeting, Emilia Guarnieri, ha elogiato le parole e i richiami all'unità fatti più volte dal capo dello Stato e l'ha omaggiato con il libro "Il senso religioso" di don Luigi Giussani, fondatore del movimento.

Le reazioni. "Questo è un cambiamento epocale, non è una questione Nord-Sud, bisogna vedere se l'Italia ci sarà ancora", ha detto Umberto Bossi commentando le parole di Napolitano. "Il sistema italiano è condannato a morte - aggiunge Bossi - il Nord produce, da soldi a Roma che li distribuisce al Sud. La soluzione è la Padania, perchè è l'Italia che non tiene più. Sarà la grande Padania - sostiene - che ci darà un altro futuro". Silvio Berlusconi da parte sua a proposito della crisi dice: "Io ho fatto quello che dovevo, ora tocca al Parlamento". E rivela che la Bce gli aveva chiesto di anticipare il pareggio di bilancio dal 2014 al 2013 con un decreto entro venerdì per poter intervenire sui mercati comprando titoli di Stato italiani. "Per ottenere l'intervento sui
mercati della Banca Centrale Europea mi è stato detto che entro venerdì sera dovevo fare un decreto che sposti dal 2014 al 2013 il pareggio del bilancio - ha ricostruito Berlusconi - siamo riusciti in quattro giorni ha trovare l'accordo tra i partiti della maggioranza. Il mio grande torto  è stato di non riuscire a farmi dare il 51% dagli italiani quindi devo compromettere tutte le decisioni con i componenti della maggioranza". "Il decreto, ha continuato il premier "doveva arrivare venerdì sera perchè la Bce ha chiesto sabato e domenica per raccordarsi con tutte le banche di stato europee e vedere se lunedì poteva intervenire sul mercato. Lunedì la Bce è intervenuta sul mercato delle nuove emissioni e sul mercato secondario dove abbiamo 1750 miliardi di euro. Quindi, quello che dovevo fare l'ho fatto, ora il decreto è in Parlamento e il Parlamento deciderà".
(21 agosto 2011) 
La Fonte della notizia

 

L'evasione vale 275 miliardi di euro

Una media di 2.093 euro (il 13,5% del reddito) per ogni contribuente.

 
L'evasione fiscale in Italia vale tra i 255 e i 275 miliardi di euro. O megli valeva, nel 2008. Anno al quale si riferiscono i risultati dell'indagine di uno dei gruppi di lavoro sulla riforma fiscale. Facendone una media per ogni contribuente, ciascuno nasconderebbe al fisco 2.093 euro, il 13,5% del proprio reddito. L'indagine afferma che il tasso di evasione raggiunge il 44,6% per chi ha un doppio lavoro, spingendosi fino al 56,3% per i lavoratori autonomi e gli imprenditori ed è addirittura dell'83,7% sui redditi relativi agli immobili. Le stime sostengono che il tasso di evasione è più alto al Centro (17,4%) che al Nord (14,8%), e meno nel Mezzogiorno (7,9%). Gli uomini evadono più delle donne (17,3% contro il 9,9%), i giovani più degli anziani. Sotto i 44 anni l’evasione è del 19,9%, in media di 3.065 euro, scende poi al 10,6% tra 44 e 64 anni (1.945 euro a testa), per poi assottigliarsi al 2,7% per gli over 64 (314 euro a testa).

La Fonte:

La sinistra e l’efficienza amministrativa  

Una vittoria l’abbiamo ottenuta: la maggioranza degli italiani ha capito che lo stato butta via 330 miliardi di euro all’anno.

E’ la somma di evasione fiscale + corruzione + mafie.
E siamo anche arrivati a imporre la discussione sui tagli ai costi della politica.
Ma il conteggio dello sperpero arriva a 565 miliardi di euro se ci aggiungiamo il lavoro nero, le truffe commerciali, lo spreco energetico e l’inefficienza amministrativa (burocrazia e giustizia alle calende greche).
In tutta la discussione sui tagli e nei programmi dei partiti di sinistra si parla molto di recuperare denaro dalla lotta all’evasione fiscale, alle mafie, ai costi della Casta e alla corruzione, molto poco di efficienza amministrativa.
Io credo sia un errore.
Ho accennato a questa questione a margine del mio precedente articolo e un lettore mi ha detto che sono un bugiardo perché il 7° punto della contromanovra del Pd è proprio sull’efficienza dell’amministrazione pubblica.
No. Si parla di tagliare i costi della politica, eliminare le province e di creare un calmiere sui prezzi degli acquisti delle amministrazioni pubbliche, non di efficienza.
E il fatto che non ci si capisca sulle parole evidenzia quanto sia grande questo problema.

Storicamente l’efficienza non va giù alla sinistra perché questa parola è stata da sempre usata per far passare licenziamenti, delocalizzazioni, attacchi ai diritti dei lavoratori.
Ma esiste un altro modo di intendere l’efficienza.
Ho scritto su questo blog 2 lettere a Marchionne: cercando di spiegare come mai gli operai Volkswagen sono pagati il doppio e rendono più del doppio degli operai Fiat.
Questo concetto pare difficile da capire al di qua delle Alpi. La battaglia tra Marchionne e la Cgil ha tenuto fuori dagli argomenti di scontro la questione dell’efficienza.

Ugualmente se incentriamo solo sulla questione evasione fiscale/corruzione/mafia/Casta la nostra campagna di resistenza a questa manovra da macelleria sociale, non andiamo lontano.
Per carità, farlo è sacrosanto e può evitare di far pagare la crisi a chi ha meno soldi… Ma per togliere dalla melma il Sistema Italia non basta!
Sarebbe il caso di rendersi conto che si è rotto TUTTO il nostro modello di sviluppo!
E quando si analizza l’impatto dell’evasione fiscale bisogna riflettere sul fatto che valutarla in 130 miliardi e contemporaneamente valutare in 60 miliardi il costo dell’inefficienza amministrativa è solo un modo di considerare la questione.

Infatti, le lungaggini burocratiche e l’evasione fiscale hanno anche un costo indiretto che è enorme nel caso dell’inefficienza burocratica: toglie efficienza al sistema Italia, demotiva chi ha idee ed energie per intraprendere attività, fa fuggire i cervelli migliori, toglie la voglia di dar vita a imprese nel nostro paese agli investitori stranieri.
Mi spiego meglio: la lentezza della giustizia italiana ha un costo diretto perché un processo che dura 9 anni costa molto di più di uno che dura un anno.

Ma poi ci sono costi indiretti ben più grandi: quante aziende falliscono ogni anno perché non riescono a farsi pagare? Quante famiglie pagano care truffe subite perché le sentenze esecutive non arrivano mai? E quante aziende vengono strangolate da assurdi labirinti burocratici?
In altri paesi lo stato ti dice se puoi fare una cosa o no in 30 giorni, e se la puoi fare te la autorizza immediatamente. In Italia puoi aspettare una risposta per anni. Quanti giovani imprenditori sono deceduti prima di dar vita alla loro impresa?
Quante cose potremmo fare con i miliardi sequestrati alla mafia che lo stato non riesce a utilizzare a causa di sistemi bizantini di sequestro?
Quanti lavoratori non morirebbero sul lavoro se esistessero leggi efficienti capaci di essere deterrente per le aziende furbastre?
Quanti brevetti di proprietà delle università non arrivano sul mercato per questioni “tecniche burocratiche”?
E potremmo continuare a lungo.

Ma il calcolo dei danni dell’inefficienza del Sistema Italia diventa ancor più gigantesco se ci si mette a calcolare il costo della demotivazione collettiva, della sfiducia… Quanti dipendenti pubblici potrebbero produrre molto di più e molto meglio se gli si concedesse la possibilità di lavorare in modo creativo e sensato? Quante idee verrebbero realizzate, quante energie si sprigionerebbero nel nostro bel paese, se la gente riacquistasse fiducia nella collettività?

Vedi anche: Ecco il default dell’Italia

Il falò delle verità

di MASSIMO GIANNINI

SENZA verità non c'è democrazia. È il principio-cardine intorno al quale ruota la cultura politica dell'Occidente, come ci ha insegnato Hannah Harendt. Anche per questo l'Italia "moderna" sprofonda in una palude di democrazia "a bassa intensità". Il berlusconismo della Seconda Repubblica, involuzione matura dell'Andreo-Craxismo della Prima, ci ha definitivamente trasformato in un Paese che ha smarrito l'etica della verità. Nella stortura delle regole costituzionali. Nella rottura delle relazioni istituzionali. E ora nell'avventura della crisi economica e finanziaria.

Non c'è un solo ambito nel quale il presidente del Consiglio, pressato dalle sue urgenze private, non abbia edulcorato le emergenze pubbliche e manipolato la "narrazione" da offrire ai cittadini-elettori. La drammatica estate di "lacrime e sangue" è il vero tributo che ora paghiamo all'irresponsabile "autodafè" che il governo Berlusconi ha acceso in questi tre anni, raccontando agli italiani la favola del "Paese ricco, forte e vitale", che "sa reagire meglio degli altri alla crisi", salvo poi scoprire che siamo di nuovo sprofondati nel girone infernale del "Club Med" di Eurolandia.

Dunque, dobbiamo essere grati a Giorgio Napolitano, che con la sua "lezione di Rimini" ha scritto per l'ultima volta la parola "fine" sulla favola berlusconiana, e ci ha restituito il "linguaggio della verità".
Quello che il premier non ha parlato fin dall'inizio della legislatura, e che invece è oggi un imperativo politico e morale. Quello che è invece indispensabile, per far capire ed accettare all'opinione pubblica una dose aggiuntiva di pesanti sacrifici che in molti avevamo previsto, e che il governo aveva sempre negato. Nel teatrino della politica fioccano le solite letture "palindrome": ma mai come stavolta il discorso del presidente della Repubblica non si presta a strumentalizzazioni di rito o ad interpretazioni di parte. Il suo è prima di tutto un atto d'accusa, nei confronti di chi, in questo "angoscioso presente", si è pervicacemente rifiutato di guardare in faccia alla realtà, ha furbescamente evitato di spiegarla agli italiani ed ha colpevolmente declinato ogni atto di responsabilità nella gestione attiva della crisi.

"Abbiamo parlato in questi tre anni il linguaggio della verità? Lo abbiamo fatto noi, che abbiamo responsabilità nelle istituzioni?". La domanda che il capo dello Stato rivolge all'intero ceto politico dal palco del Meeting di Rimini è palesemente retorica. La risposta è naturalmente negativa. Il "linguaggio della verità" ci è stato scientificamente negato dall'unica istituzione che aveva il dovere politico di parlarlo, e cioè il governo. E perseverare in questo errore è diabolico e autolesionistico. Come Napolitano giustamente ripete, "non si dà fiducia minimizzando o sdrammatizzando i nodi". Eppure, è esattamente quello che Berlusconi continua a fare. Abituato com'è, da consumato populista, a tagliare i nodi con la spada della propaganda piuttosto che a scioglierli con la fatica della politica, il Cavaliere aggiunge confusione al caos. Fa filtrare la sua insoddisfazione per una manovra che mette rovinosamente le "mani nelle tasche" dei contribuenti. Fa circolare ipotesi di modifica del "contributo di solidarietà" e di piani di intervento sulle pensioni, allargando da una parte l'abisso che lo separa da Tremonti e irritando dall'altra il nervo che lo allontana da Bossi.

Tutto quello che Napolitano chiede da Rimini questo presidente del Consiglio e questo governo non possono darlo, perché non l'hanno mai dato. "Reagire con lungimiranza" di fronte al Prodotto interno lordo che declina, all'occupazione che crolla, al debito che esplode. Guardare in faccia alla realtà "con intelligenza", e con "il coraggio della speranza, della volontà, dell'impegno". Virtù che il premier e il suo ministro dell'Economia non hanno mai espresso, e continuano a non saper esprimere, impaniati dentro una logica di coalizione nella quale nulla più si tiene. E poi, in vista del dibattito parlamentare sulla manovra: "occorrono più apertura e meno insofferenza verso le voci critiche", occorre un "confronto aperto". Questo invoca il capo dello Stato. Come possono ascoltarlo, un premier che guarda alle opposizioni come a un "cancro", o un ministro che parla della libera stampa come un'accolita di "delinquenti"? E infine: basta "assuefazioni e debolezze nella lotta all'evasione fiscale, di cui l'Italia ha il triste primato". Come può raccogliere questo invito, un ministro dell'Economia che paga parte del suo affitto in nero, e che ha già regalato agli evasori con i capitali all'estero uno scudo fiscale tassato con un'aliquota volutamente e scandalosamente bassa?

Il presidente della Repubblica ha fornito un'ennesima prova di alta pedagogia politico-istituzionale. Si è confermato come l'unico caposaldo forte e credibile di una stagione politica in cui tutto va in rovina. La sua, ancora una volta, è una "predica utile". Ma chi dovrebbe farlo, purtroppo, non la potrà e non la saprà raccogliere. Ha venduto al Paese troppe bugie e troppe ipocrisie. Nel gigantesco "falò delle verità" costruito dal governo in questi tre anni, purtroppo, stiamo bruciando tutti. Salvarsi dalle fiamme è ancora possibile. Purché a farlo non siano più quelli che hanno appiccato l'incendio.
m.giannini@repubblica.it  
(22 agosto 2011)

 

Lo sciopero fiscale come forma di lotta non violenta

 
 Nel 2007, per mandare a casa il governo guidato da Romano Prodi, i leader dell'opposizione Silvio Berlusconi e Umberto Bossi minacciarono lo sciopero fiscale. E dinanzi alle difficoltà dell'odierno governo nazionale è uno dei colonnelli di Bossi a rilanciare, nel maggio 2011, l'ipotesi di uno sciopero fiscale. Eppure, lo sciopero fiscale ha antiche e nobili radici storiche. Sciopero fiscale ovviamente non significa evasione fiscale. Proprio oggi, a ridosso di una manovra correttiva che colpisce il ceto medio e condanna le fasce meno abbienti all'abbandono a se stesse, si dovrebbe rispolverare questo potente strumento di lotta democratica, che è sorretto dal principio fondamentale "no taxation without representation". Ed ironia della storia, lo sciopero fiscale si ritorcerebbe contro coloro che negli anni hanno ventilato l'idea di un'iniziativa popolare di rottura rispetto alle Istituzioni che ne rappresentano la sovranità.
Nel 2007, per mandare a casa il governo guidato da Romano Prodi, i leader dell'opposizione Silvio Berlusconi e Umberto Bossi minacciarono lo sciopero fiscale.
  Il Cavaliere a inizio giugno invocava nuove elezioni, evocando lo spettro dello sciopero fiscale. Sul punto smentirà in una nota telefonata a Ballarò, salvo poi ritornarvi a più riprese in occasione delle convention del suo partito. Una settimana dopo è il turno di Aurelio Mancuso, presidente nazionale dell'Arcigay, che per sensibilizzare sui temi cari ai movimenti gay italiani lanciava una campagna per la restituzione delle tessere elettorali ed una per uno sciopero fiscale. Ma fu il líder máximo della Lega, approfittando del periodo vacanziero, a fare il rumore con più eco. Si era a cavallo di Ferragosto quando Bossi rilanciava «lo sciopero fiscale», perché «la gente vuol mandare via Prodi» e allora «bisogna trovare qualcosa di forte». Già nel 1993 lo sciopero fiscale fu uno dei cavalli di battaglia della Lega contro "Roma ladrona". Per la Lega con lo sciopero fiscale non si vuole non pagare le tasse, ma pagarle alle Regioni anziché allo Stato. È quindi uno strumento di protesta, una forma di resistenza e di rivendicazione. Si tratta, in definitiva, di una forma di autodeterminazione del popolo padano nel percorso verso il fedaralismo politico. L'ideologo leghista di tale profilo dello sciopero fiscale, finalizzato alla lotta per il decentramento amministrativo sino alla piena autonomia, fu Gianfranco Miglio, le cui idee, nel pieno di Mani Pulite e del crollo della prima Repubblica, ebbero molto risalto e credito anche fuori dai recinti leghisti. Poi Umberto Bossi, da Pontida, a metà del 1993, radicalizzandolo, adottò lo sciopero fiscale come slogan dell'intero movimento, mettendone un marchio d'esclusiva e determinando lo smarcamento dei partiti moderati, in fuga da un argomento destabilizzante e privo di prospettiva di governo.
Nella pancia del leghista il tema dello sciopero fiscale è sempre attuale. Il popolo di Pontida lo considera, infatti, una sorta di arma di difesa, insieme a quella della minaccia di secessione, dinanzi all'estrema difficoltà di raggiungere il tanto agognato federalismo. E dinanzi alle difficoltà dell'odierno governo nazionale è uno dei colonnelli di Bossi a rilanciare, nel maggio 2011, l'ipotesi di uno sciopero fiscale. Il pretesto è il dibattito sullo spostamento di alcuni ministeri al Nord. Roberto Calderoli, Ministro per la Semplificazione, parafrasando "No Martini? No Party", afferma "No representation? No Taxation" riprendendo e manipolando uno dei principi fondamentali della democrazia americana, "niente tasse senza rappresentanti parlamentari". Calderoli introduce l'ipotesi dello sciopero fiscale in aperta polemica con Silvio Berlusconi, dettosi non molto convinto della possibilità di trasferire la sede istituzionale di alcuni ministeri in Lombardia. Calderoli sa che l'eventualità di uno sciopero fiscale sponsorizzato dalla Lega potrebbe coinvolgere oltre 25 milioni di italiani e "sospendere" un gettito pari a 290 miliardi di euro. Ma ciò che maggiormente incuriosisce è il dato sintomatico della confusione politica dei nostri giorni, con un Calderoli che da una parte ha dato nome ad una legge "porcata" elettorale, che priva i cittadini di reale rappresentanza politica, e dall'altra, furbescamente adotta come argomento di rivendicazione quello della rappresentanza politica, minacciando, appunto, lo sciopero fiscale.
Eppure, lo sciopero fiscale ha antiche e nobili radici storiche. Addirittura la Bibbia riferisce del primo caso documentato di sciopero fiscale. Nel I secolo a.C., gli Zeloti di Giudea, come forma di lotta, si rifiutarono di pagare i tributi all'Impero Romano. L'Impero schiacciò gli "evasori" e annichilì la protesta nel sangue. Sono tanti i fatti narrati dagli storici che mostrano come nei secoli la lotta fiscale si sia caratterizzata come forma di contesa tra i potentati e la resistenza fiscale come forma di lotta del popolo e degli ordini religiosi contro il potere temporale dominante. Ma la più grande esperienza di lotta fiscale è quella che scatenò la rivoluzione americana fino alla costituzione degli Stati Uniti d'America. I coloni si rifiutarono di pagare le tasse alla Gran Bretagna, con la colonna sonora del ritornello "No Taxiation Without Representation". In pratica, quella che oggi, a torto o a ragione, è considerata la più moderna e completa democrazia del Pianeta è nata da uno "sciopero" fiscale. Anche la rivoluzione francese ebbe un profilo fiscale; il tartassato popolo francese mal digeriva la propria fame condita di tributi da versare ad una aristocrazia sempre più ingorda. Correttamente, gli storici obiettano che nei casi che ho riportato sia improprio l'uso del binomiale "sciopero fiscale", poiché lo sciopero, come oggi lo intendiamo, presuppone una libertà. In essi in effetti si devono intravedere i profili della protesta fiscale o della resistenza fiscale, mentre lo sciopero fiscale necessita di un preesistente regime democratico, poiché l'istituto generale dello sciopero è istituto proprio della democrazia a sovranità popolare di uomini liberi. Con un'immagine molto calzante, lo schiavo e il suddito non hanno il diritto di sciopero, mentre il cittadino libero e sovrano non è tale se non gode della prerogativa dello sciopero. In occasione delle due grandi guerre mondiali si organizzarono, specie tra cristiani statunitensi, molti gruppi di evasori fiscali, con il fine manifesto di non finanziare i conflitti bellici. L'esperienza si ripeterà negli Stati Uniti d'America durante la guerra del Vietnam, con gesti eclatanti di politici di primissimo piano nella vita politica americana di quel tempo. In questi casi l'uso del termine "sciopero" è corretto, poiché il sistema giuridico entro cui si consumarono tali lotte riconosceva e garantiva il diritto di sciopero. Tornando indietro di qualche decennio, fu il Mahatma Gandhi ad adottare la protesta fiscale come strumento di lotta per l'indipendenza dell'India dalla corona britannica. Gandhi disse "Rifiutarsi di pagare le tasse è uno dei metodi più rapidi per sconfiggere un governo". Quindi anche la democrazia demograficamente più grande del mondo è nata da una rivoluzione, vinta anche con lo strumento della resistenza fiscale. In definitiva, la lotta fiscale organizzata raramente ha sortito grandi effetti, molte volte non ha impedito guerre né ha fatto "cadere" governi. Le poche volte, però, in cui la protesta non è stata annegata nel sangue si è determinato l'immediato collasso del sistema e l'instaurazione di un nuovo ordine delle cose.
http://www.agoravox.it/Lo-sciopero-fiscale-come-forma-di.html?

  
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Portobello "Contro di me e' stato creato ad arte un clima d'odio"

Portobello "Contro di me e' stato creato ad arte un clima d'odio"

 

"Contro di me e' stato creato ad arte un clima d'odio senza precedenti da parte di un'opposizione, che non si e' rassegnata alla mia riconferma."
INDAGINE SULL'ATTIVITA' AMMINISTRATIVA DELL'AMMINISTRAZIONE PORTOBELLO
".. ho raccontato ai militari quali possono essere i fronti caldi nel mio Comune che potrebbero essere alla base dell'aggressione di STAMPO MAFIOSO che ho subito..."
 alcune questioni aperte:
  • gara affidamento del parco giochi
  • operai  dipendenti ATO PA1 affidati al Comune di Isola delle Femmine in agitazione per problemi di sicurezza ed attualmente trasferiti per ritorsione
  • gara affidamento gestione lidi
  • funzionamento Ufficio Tecnico Comunale
  • Rapporti con A.R.T.A. su alcune licenze considerate illegittime
  • .....



LA BUONA CREANZA:

Ad una parte di quei SIGNORI che questa mattina stazionavano nei pressi dell'abitazione del Professore Portobello mi preme comunicare:
  •  ove il loro gesto di intimidatorio era volto ad impedirmi di scendere dall'auto e recarmi a portare la mia personale solidarietà per il gesto squadristico-mafioso che ha colpito fisicamente il Professore Portobello e moralmente la Sua famiglia;
  • ove il loro sconsiderato gesto -che ridere, accerchiare la mia con fare minaccioso e improperi verbali;
  • OVE tutto ciò era volto a ferire la mia persona e ciò che politicamente e socialmente rappresento per i Cittadini di Isola delle Femmine;

SIGNORI i comportamenti che VOI avete messo in atto questa mattina contro la mia persona, sono figli della stessa  Kultura, povenite dallo  stesso ambiente in cui hanno vissuto gli squallidi aggressori del Professore Portobello. Voi avete dimostrato di avere gli stessi valori di cui si sono alimentati gli agggressori -squadristi, mafiosi, fascisti e  stalinisti - che  questa notte si sono resi responsabili del GRAVISSIMO atto intimidatorio contro  il Professore Gaspare Portobello.
SAPPIATE SIGNORI che questi Vostri comportamenti rafforzano in NOI la convinzione NEI VALORI CHE CI GUIDANO  e per cui vale la pena LOTTARE e per cui con orgoglio rispondiamo a chi ci chiede "chi ve lo fa fare?"

DIGNITA', RISPETTO, PERSONA

Signori questa mattina eravate talmente accecati dalla Vostra   violenza tanto
repressa nei miei confronti da non accorgervi della presenza dell'operatore televisivo che  allibito e sbalordito, della scena da far west,ha pensato bene di riprendere la SQUALLIDISSIMA scena.  



La Famosa "Isola felice"
I Cittadini di Isola e Portobello di isolapulita




Comunicato del Comitato Cittadino Isola Pulita




In relazione al gravissimo episodio, di questa notte dopo un'infuocata seduta del Consiglio Comunale. Il Grave gesto di violenza fisica che ha visto coinvolto il Professore Gaspare Portobello  
Pino Ciampolillo a nome del Comitato Cittadino Isola Pulita esprime sdegno per il grave gesto intimidatorio e nel contempo solidarietà e vicinanza umana al Professore Gaspare Portobello. Nella speranza che il clima di tensione,  ormai   entrato prepotentemente nella quotidianità di Isola delle Femmine abbia a cessare
 
Pino Ciampolillo



Palazzotto, che a Isola ha la residenza, invita la classe politica locale ad abbassare i toni della "contrapposizione politica che si respira in Consiglio comunale e che possono essere brodo di coltura per episodi come questo".

 



Segreteria del Comitato Centrale del MIO Partito   





I carabinieri hanno già controllato alcune persone. Portobello: "Stiamo affidando i lidi, c'è una gara su un parco giochi e una questione Ato. Questi i punti caldi"









      FOTO GIORNALE DI SICILIA


di IGNAZIO MARCHESE e CORRADO LO PICCOLO


ISOLA DELLE FEMMINE. Lo hanno atteso fuori dall’abitazione. Sapevano che stava tornando visto che aveva partecipato alla seduta in consiglio comunale. Appena è sceso dalla auto lo hanno iniziato a picchiare. Questa la cronaca di una aggressione ai danni del sindaco di Isola delle Femmine, Gaspare Portobello. Il primo cittadino è stato colpito ripetutamente a colpi di spranga attorno alle 23 da due persone. Secondo una prima ricostruzione gli aggressori avevano dei caschi da motociclista in testa e forse avevano un complice su un'auto. Il sindaco è stato ricoverato a Villa Sofia con contusioni e una ferita alla testa che è stata curata con sette punti.

Portobello, eletto con una lista civica, è ora di area Pd. Portobello è stato dimesso con 10 giorni di prognosi. Il sindaco è stato sentito dai carabinieri e avrebbe dato informazioni ai militari riguardo gli aggressori. «Credo che erano del luogo. Mentre mi colpivano non parlavano. Forse avevano paura che li riconoscessi - dice Gaspare Portobello provato dai duri colpi inferti -. Ho raccontato ai militari quali possono essere i fronti caldi nel mio Comune che potrebbero essere alla base dell'aggressione di stampo mafioso che ho subito». Secondo il primo cittadino a muovere la mano degli aggressori potrebbero essere state alcune questioni aperte. «Stiamo affidando in questi giorni i lidi - aggiunge Portobello -. C'è una gara in itinere sull'affidamento del parco giochi. Infine ci sono alcuni operai che sono in lite con l'Ato per una questione legata alla sicurezza. Questi sono i punti caldi. Adesso spetterà alle forze dell'ordine trovare gli aggressori che devono rispondere di tentato omicidio». I carabinieri hanno già controllato alcune persone. Le indagini si concentrano sul casco perso da uno degli aggressori. L'esame del dna sarà comparato con alcune persone individuate la sera stessa dell'aggressione. Il sindaco, eletto da una lista civica ora di area Pd, è stato al centro della cronaca in questi mesi perchè si batte contro l'installazione nel suo territorio dell'antenna che segnala il wind-shear che servirebbe l'aeroporto palermitano di Punta Raisi. «Voglio ringraziare davvero tutti - conclude Portobello - Le forze dell'ordine e tutti i sindaci e i cittadini che sono venuti a trovarmi e mi hanno mostrato la loro solidarietà. Noi sindaci siamo in prima linea a fronteggiare tutte le emergenze. Speriamo che questa mia esperienza serva a creare attorno a noi maggiore tutela». Vicinanza a Gaspare Portobello, c'è anche quella del movimento politico "Rinascita Isolana", gruppo di minoranza in consiglio comunale che, in una nota, condanna la vile aggressione al primo cittadino.
continua a leggere dalla fonte:http://www.gds.it/gds/sezioni/cronache/dettaglio/articolo/gdsid/158178/


Cronache - Sicilia


Aggredito a colpi di spranga il sindaco di Isola delle Femmine




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Aggredito a colpi di spranga il sindaco di Isola delle Femmine 

E' accaduto ieri a tarda sera davanti all'abitazione di Gaspare Portobello. I malviventi avevano in testa caschi da motociclista. "Contro di me un clima di odio", dice il primo cittadino. Bersani: "Non lasciamo soli gli amministratori onesti"

Il sindaco di Isola delle Femmine (Palermo), Gaspare Portobello, è stato aggredito la notte scorsa, vicino alla sua abitazione, da due persone che lo hanno picchiato a colpi di spranga. Il sindaco è stato ricoverato nell'ospedale palermitano di Villa Sofia con contusioni e una ferita alla testa.
Secondo una prima ricostruzione, gli aggressori avevano dei caschi da motociclista in testa e forse avevano un complice su un'auto. Portobello, eletto con una lista civica, è ora di area Pd. Il sindaco si batte da anni contro l'installazione nel suo territorio dell'antenna che segnala il wind shear che servirebbe l'aeroporto palermitano di Punta Raisi.
Portobello è stato dimesso con 10 giorni di prognosi. Il sindaco avrebbe dato informazioni ai militari riguardo gli aggressori. I carabinieri hanno già controllato alcune persone. Tra le piste seguite per spiegare l'aggressione vi sarebbe anche una gara di appalto non aggiudicata.
"Contro di me - dice Portobello - è stato creato ad arte un clima d'odio senza precedenti da parte di un'opposizione, che non si è rassegnata alla mia riconferma. Ma io vado avanti con le mie battaglie contro la criminalità organizzata e per la trasparenza e la legalità, potendo contare sull'appoggio dei cittadini, che, anche in questa occasione, mi hanno testimoniato la loro vicinanza e il loro affetto".
Subito molti messaggi di solidarietà dal Pd, a partire dal segretario Pierluigi Bersani: "Solidarietà e la vicinanza al sindaco di Isola delle Femmine per la vile aggressione subita. Molti nostri amministratori sono costretti a svolgere il proprio compito sotto la pressione di minacce e di violenza. E' necessario che il paese non li lasci soli. Il Pd farà fino in fondo la propria parte, sostenendo tutti gli amministratori che onestamente e con alacrità cercano di fare il lavoro per il quale sono stati eletti dai propri cittadini".
E Nico Stumpo, della segreteria nazionale Pd: "Rimaniamo fiduciosi che si ristabilisca al più presto per continuare nel suo complesso lavoro, in un territorio tanto difficile come la Sicilia". Solidarietà anche dal segretario generale della Cisl di Palermo Mimmo Milazzo, dal segretario regionale del Pd, Giuseppe Lupo e da quello provinciale Enzo Di Girolamo, e dal deputato regionale Pino Apprendi. "Questa aggressione è sicuramente effetto del clima di odio che esiste nei confronti del sindaco, della giunta e della maggioranza del Consiglio comunale - dice Apprendi - che è cresciuta sin dal primo giorno di attività".
"Quanto accaduto al sindaco di Isola delle Femmine è grave e dimostra quanto delicato sia il ruolo degli amministratori pubblici", dice il segretario generale di Fp Cgil Sicilia, Michele Palazzotto, esprimendo solidarietà a Portobello. Palazzotto, che a Isola ha la residenza, invita la classe politica locale ad abbassare i toni della "contrapposizione politica che si respira in Consiglio comunale e che possono essere brodo di coltura per episodi come questo".

(13 maggio 2011)





continua a leggere dalla fonte: http://palermo.repubblica.it/cronaca/2011/05/13/news/aggredito_a_colpi_di_spranga_il_sindaco_di_isola_delle_femmine-16180684/




Aggressione al sindaco di Isola:




“Si segue la pista degli appalti” ?




Una seduta comunale poco tranquilla, seguita da una cena con i colleghi della maggioranza per continuare a discutere sui temi caldi della serata. Quella di ieri sera è stata una serata conclusasi nel peggiore dei modi per il sindaco di Isola delle Femmine, Gaspare Portobello, aggredito a colpi di spranghe da due uomini con il volto coperto da caschi. L’aggressione, avvenuta a pochi metri dalla sua abitazione, sembrerebbe riconducibile alla mancata assegnazione di alcune gare d’appalto. Parla dell’accaduto il primo cittadino, rientrato a casa questa mattina, dopo avere trascorso la notte in ospedale.
Sindaco Portobello, cosa è accaduto ieri sera?
“Ieri sera, dopo una seduta del consiglio comunale sono andato a cena con i colleghi della maggioranza. A fine serata, a pochi metri da casa due uomini coperti da un casco mi hanno avvicinato e mi hanno colpito con un bastone alla testa, alla spalla e alla gamba”.
Ha riconosciuto gli aggressori?
“Uno dei due aggressori mentre si allontanava ha perso il casco che si trova adesso al vaglio degli inquirenti per fare le dovute indagini e per cercare di risalire al proprietario e ai suoi complici”.
Aveva ricevuto già ricevuto minacce?
Assolutamente no?. Non mi erano state rivolte minacce o avvertimenti che potevano farmi presagire l’attacco di ieri sera”.
A cosa pensa sia riconducibile l’aggressione?
“In questo periodo stiamo procedendo all’assegnazione di alcuni appalti tra cui quello per un parco giochi. Gli inquirenti sono già al lavoro per verificare ogni possibile collegamento con questo o con l’assegnazione di altri servizi non solo di Isola delle Femmine ma anche dei comuni limitrofi”.
Ieri sera, si è svolta una seduta del consiglio comunale particolarmente accesa. Quali sono stati i temi che hanno creato maggiori dissidi?
“La seduta di ieri sera ci ha creato qualche dissidio con l’opposizione su alcuni protocolli che stiamo discutendo, soprattutto in tema di urbanistica e legalità, in vista della prossima ricorrenza del 23 maggio sulla strage di Capaci”.
Che aria si respira a Isola delle Femmine?
“E’ chiaro che siamo tutti ancora un po’ scossi per l’accaduto. Tutta la cittadinanza, però, è stata particolarmente solidale nei miei confronti, nei confronti del loro sindaco che ama stare e fare per la gente. Tanta solidarietà è arrivata anche dai miei colleghi e da varie rappresentanti delle istituzioni”.
Teme altre ripercussioni?
“ Sono solo un po’ preoccupato per la mia famiglia, Io personalmente resto tranquillo e fiducioso nei confronti delle forze dell’ordine, impegnati nello svolgere al meglio le indagini, e verso le persone che mi circondano”.


continua a leggere dalla fonte: http://www.livesicilia.it/2011/05/13/aggredito-a-colpi-di-sprangail-sindaco-di-isola-delle-femmine/


Le sottolineature rappresentano per noi appunti di lavoro e non sono inseriti nell'articolo originale








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giovedì 12 maggio 2011

OGNI VOTO CENTO EURO

In manette il SINDACO e l’ASSESSORE


OGNI VOTO CENTO EURO


Il SINDACO e l’ASSESSORE, erano attesi all’assise del Consiglio Comunale convocato proprio per oggi ma loro erano in caserma, a seguito delle indagini svolte dalla direzione distrettuale antimafia.
Gli arrestati sembra siano accusati di associazione a delinquere.

Il SINDACO e l’ASSESSORE, sono accusati in particolare di essersi garantiti il voto elettorale in occasione delle consultazioni amministrative comunali offrendo «a diverse decine di elettori rimasti non identificati denaro (somme dai cento euro in su per voto), beni in natura, promessa di atti amministrativi illegittimi (per il rilascio di permessi ad edificare in una zona già satura) ed altri favori ed utilità (ad es.la dilazione dei termini di pagamento di prestiti di denaro)».

«Il SINDACO e l’ASSESSORE hanno investito nelle elezioni ingenti capitali, oltre che per sostenere i normali costi della campagna elettorale, anche per pagare gli elettori al fine di assicurarsi il loro consenso», «abbastanza sfrontato nel proporre ad eventuali votanti direttamente somme di denaro in cambio del voto».

Il SINDACO è più cauto, in quanto teme che, «intervenendo in prima persona presso gli elettori, rischia in maniera eccessiva una denuncia penale: per questa ragione ha deciso di affidare a un'altra persona le somme di denaro da investire nella corruzione elettorale, da corrispondere ai sostenitori ad immediato ridosso delle elezioni».




Abbiamo parlato di.......


E' FACILE IN QUESTO PAESE DOVE TUTTO PASSA E CI SI DISTRAE DI TUTTO CIO' CHE VIENE DISTRUTTO VALE LA PENA DI RICORDARE SEMPRE DI COSA ABIAMO PARLATO..............




LA REALTA' MISTIFICATA da.......
 


COMUNICATO STAMPA
REPLICA ALL’INTERVENTO DEL SINDACO PORTOBELLO A TIVÙ7
In relazione all’episodio occorso in Isola delle Femmine il 2 aprile scorso, che ha visto il blogger Pino Ciampolillo subire una vera e propria aggressione da parte del locale Assessore all’Ambiente Marcello Cutino, abbiamo il dovere di evidenziare come l’accaduto – contrariamente a quanto sostenuto dal Sindaco Portobello – non abbia alcun legame con la contestazione mossa dal Cutino alla moglie del Ciampolillo, in servizio presso il Comune isolano, vicenda peraltro senza conseguenze, anche in considerazione del noto rigore professionale della dipendente.
Piuttosto, la scomposta reazione dell’Assessore, che ha pesantemente offeso il blogger, strappandogli la macchina fotografica che aveva con sé, potrebbe essere motivata dalla volontà di mettere a tacere il coraggioso esponente di Isola Pulita, che stava documentando fatti tutt’ora al vaglio della Magistratura.
Il Cutino, infatti, al momento dell’arrivo del Ciampolillo, stava dirigendo un intervento di raccolta dei rifiuti da parte di una ditta esterna all’ATO Palermo 1, gestore del servizio, ciò in assenza di provvedimenti amministrativi autorizzatori: rifiuti che non sono mai arrivati in alcuna discarica, ma sembrerebbe siano stati indebitamente riversati nella zona industriale di Isola delle Femmine!
L’Assessore ha sempre smentito che tale operazione abbia avuto luogo – anche nel corso dell’ultima seduta del Consiglio Comunale – e ben si comprendono, pertanto, le ragioni del suo tentativo di impedire al blogger di immortalarlo con le mani nel sacco … della spazzatura!
Il Sindaco, intervenendo ai microfoni di Tivù7, ha maldestramente cercato di mistificare la realtà, ma ha finito per mortificare ancora una volta i diritti dei cittadini, offendendo i valori della democrazia: anziché oscurare l’obiettivo di Pino Ciampolillo, il Dottor Cutino dovrebbe far un serio esame di coscienza e attendere, rispettosamente, le conclusioni della Procura della Repubblica in merito ai fatti in questione.

Comitato Cittadino Isola Pulita aderente Legambiente, Rinascita Isolana, Insieme per il Rinnovamento, Comitato Cittadini Ennesi, Augusta Ambiente, Rete Rifiuti Zero Sicilia, Decontaminazione Sicilia, Comitati Cittadini Siciliani
Augusta Ambiente,isola pulita,Ciampolillo,Isola delle Femmine,COMITATI CITTADINI SICILIANI, DECONTAMINAZIONE SICILIA, Insieme per il Rinnovamento, Rifiuti Zero, Rinascita Isolana,Pappagallo,PALmuto




Il linguaggio della MAFIA

"...SI Lui può fotografare perchè siamo a Isola delle Femmine, solo uscisse fuori dal paese per esempio Capaci o Carini lo troverebbero a pezzi in mezzo alla munnezza..."

E bravo il nostro vedovello! Con questo hai fatto 13!

Il Tuo messaggio è chiaro!

Ora Tu Puoi far parte della famigghia!


Mentre Noi amanti della legalità e riconoscenti a chi ci ha mostrato la strada per l'affermazione del diritto alla parola:

Siamo tutti qui a fare quello che abbiamo imparato da te. Tenere la testa alta. Perché tutti sappiano che non basta una vile pistola ad uccidere chi ha insegnato agli altri a vivere. E noi siamo tutti qui, tutti, perché tu ci hai spiegato cos’è il coraggio, cos’è il rifiuto di qualsiasi prevaricazione, cos’è la bellezza, l’amore, la vita. E tu sei la vita che non può morire mai. Quella che fa paura ai vigliacchi. Quella che rimane dentro e diventa lezione, tesoro, insegnamento. Per tutti. Eccoci, Maestro.

Grazie a te ora lo sappiamo, come si fa a vivere.


Al.Ta. s.r.l.,CECCHINO, Cucchiara, Ecospurgo,Vedovello,LEONCINO,Nipote,PALmuto, Pappagallo,Parco Urbano,PENNUTO ROSSO,Rubbino,Schwarzeneger,T.E.S.,Mafioso,Zio, Minacce













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lunedì 9 maggio 2011

LA REALTA' MISTIFICATA



LA REALTA' MISTIFICATA da.......
 


COMUNICATO STAMPA
REPLICA ALL’INTERVENTO DEL SINDACO PORTOBELLO A TIVÙ7
In relazione all’episodio occorso in Isola delle Femmine il 2 aprile scorso, che ha visto il blogger Pino Ciampolillo subire una vera e propria aggressione da parte del locale Assessore all’Ambiente Marcello Cutino, abbiamo il dovere di evidenziare come l’accaduto – contrariamente a quanto sostenuto dal Sindaco Portobello – non abbia alcun legame con la contestazione mossa dal Cutino alla moglie del Ciampolillo, in servizio presso il Comune isolano, vicenda peraltro senza conseguenze, anche in considerazione del noto rigore professionale della dipendente.
Piuttosto, la scomposta reazione dell’Assessore, che ha pesantemente offeso il blogger, strappandogli la macchina fotografica che aveva con sé, potrebbe essere motivata dalla volontà di mettere a tacere il coraggioso esponente di Isola Pulita, che stava documentando fatti tutt’ora al vaglio della Magistratura.
Il Cutino, infatti, al momento dell’arrivo del Ciampolillo, stava dirigendo un intervento di raccolta dei rifiuti da parte di una ditta esterna all’ATO Palermo 1, gestore del servizio, ciò in assenza di provvedimenti amministrativi autorizzatori: rifiuti che non sono mai arrivati in alcuna discarica, ma sembrerebbe siano stati indebitamente riversati nella zona industriale di Isola delle Femmine!
L’Assessore ha sempre smentito che tale operazione abbia avuto luogo – anche nel corso dell’ultima seduta del Consiglio Comunale – e ben si comprendono, pertanto, le ragioni del suo tentativo di impedire al blogger di immortalarlo con le mani nel sacco … della spazzatura!
Il Sindaco, intervenendo ai microfoni di Tivù7, ha maldestramente cercato di mistificare la realtà, ma ha finito per mortificare ancora una volta i diritti dei cittadini, offendendo i valori della democrazia: anziché oscurare l’obiettivo di Pino Ciampolillo, il Dottor Cutino dovrebbe far un serio esame di coscienza e attendere, rispettosamente, le conclusioni della Procura della Repubblica in merito ai fatti in questione.

Comitato Cittadino Isola Pulita aderente Legambiente, Rinascita Isolana, Insieme per il Rinnovamento, Comitato Cittadini Ennesi, Augusta Ambiente, Rete Rifiuti Zero Sicilia, Decontaminazione Sicilia, Comitati Cittadini Siciliani

Da: Gioacchino Genchi gioacchino.gen...@gmail.com
Data: Sun, 8 May 2011 17:19:06 +0200
Locale: Dom 8 Mag 2011 17:19
Oggetto: Fwd: [comitatisiciliani] URGENTISSIMO: FARE PERVENIRE L'ADESIONE AL COMUNICATO STAMPA SULL'AGGRESSIONE DI CIAMPOLILLO
Caro Pino,
manifesto la mia solidarietà per l'incresciosa aggressione di cui sei stato
oggetto.
Ino

Da: "garofalo.c" garofal...@tiscali.it
Data: Sun, 8 May 2011 18:10:07 +0200
Locale: Dom 8 Mag 2011 18:10
Oggetto: R: [comitatisiciliani] URGENTISSIMO: FARE PERVENIRE L'ADESIONE AL COMUNICATO STAMPA SULL'AGGRESSIONE DI CIAMPOLILLO
A none mio personale e dei comitati cittadini ennesi manifesto la
solidarietà per l’atto increscioso.

Carlo Garofalo
Da: "fracip2\@libero\.it" frac...@libero.it
Data: Sun, 8 May 2011 19:24:04 +0200
Locale: Dom 8 Mag 2011 19:24
Oggetto: Re:Fwd: [comitatisiciliani] URGENTISSIMO: FARE PERVENIRE L'ADESIONE AL COMUNICATO STAMPA SULL'AGGRESSIONE DI CIAMPOLILLO

La Rete Regionale Siciliana Rifiuti Zero - Sezione di ARAGONA - condanna l'atto di vile aggressione nei confronti di Pino Ciampolillo!!! A Lui ed a tutte le persone che si battono per l'Ambiente va la nostra piena solidarietà.
Franco Cipolla


Da: "Angelo Gallo" <ang...@email.it>
Data: Sun, 8 May 2011 19:32:32 +0200
Locale: Dom 8 Mag 2011 19:32
Oggetto: Re: Re:Fwd: [comitatisiciliani] URGENTISSIMO: FARE PERVENIRE L'ADESIONE AL COMUNICATO STAMPA SULL'AGGRESSIONE DI CIAMPOLILLO

Caro Pino
tutta la mia vicinanza e solidarieTà
Angelo gallo

Da: Mario Casella mariocase...@gmail.com
Data: Sun, 08 May 2011 21:16:27 +0200
Locale: Dom 8 Mag 2011 21:16
Oggetto: Re: [comitatisiciliani] URGENTISSIMO: FARE PERVENIRE L'ADESIONE AL COMUNICATO STAMPA SULL'AGGRESSIONE DI CIAMPOLILLO

Pino,
ti esprimo tutta la mia solidarietà convinto che alla fine la legalità verrà stabilita.
Continua a combattere, *con cautela*, contro coloro che vogliono  soffocare anche  il semplice diritto ad essere informati e contro chi vorrebbe che le  nostre idee  fossero sempre accondiscendenti al volere dei padroni che  si arrogano  sempre  il potere di inquinare e distruggere.
Augurando che presto il mondo venga decontaminato, da cose e persone che  lo assediano.
Ciao, Mario Casella



Da: "L. Solarino" <lsolar...@unict.it >
Data: Sun, 8 May 2011 23:07:38 +0200
Locale: Dom 8 Mag 2011 23:07
Oggetto: Re: [decontaminazionesicilia] Re: [comitatisiciliani] URGENTISSIMO: FARE PERVENIRE L'ADESIONE AL COMUNICATO STAMPA SULL'AGGRESSIONE DI CIAMPOLILLO

Le Associazioni Decontaminazione Sicilia ed AugustAmbiente esprimono piena solidarietà a Pino Ciampolillo, convinte che chi lotta per la legalità merita tutto l'apprezzamento e la stima dei cittadini onesti e laboriosi, cosa che non certo può dirsi per chi si è comportato come il Cutino, che dimenticando di essere al servizio della cittadinanza inveisce e si comporta da vero mascalzone nei confronti di un cittadino che cerca di far funzionare bene ed alla luce del sole la gestione della cosa pubblica.
Con profonda stima, Luigi Solarino




Da: Carmoz Aymée <car...@tiscali.it>
Data: Mon, 9 May 2011 08:46:20 +0200
Locale: Lun 9 Mag 2011 08:46
Oggetto: FARE PERVENIRE L'ADESIONE AL COMUNICATO STAMPA SULLAGRESSIONE DI CIAMPOLILLO.
Caro Ciampolillo, l'atteggiamento inconcepibile (e illegale), gli insulti volgari del signor CUTINO
sono assolutamente incompatibili con la funzione di uomo pubblico servitore dello Stato e del cittadino.,
Solidarietà totale.
Aimée Carmoz, Rete Rifiuti Zero Sicilia.



Da: Renata Di Fazio <rrr...@yahoo.it>
Data: Mon, 9 May 2011 14:17:53 +0100 (BST)
Locale: Lun 9 Mag 2011 15:17
Oggetto: R: URGENTISSIMO: FARE PERVENIRE L'ADESIONE AL COMUNICATO STAMPA SULL'AGGRESSIONE DI CIAMPOLILLO
L'associazione Rifiuti Zero Palermo esprime piena solidarietà a Pino  Ciampolillo, ostacolato nel suo tentativo di informare i suoi compaesani   riguardo alla gestione dei rifiuti a Isola delle Femmine il 2 Aprile
2011. L'associazione Rifiuti Zero Palermo ritiene il diritto di  informazione un diritto imprescindibile, e la trasparenza e la legalità  obiettivi che ogni amministrazione, a maggior ragione nel contesto  sociale siciliano, deve sforzarsi di raggiungere pienamente.
Renata Di Fazio
Vice Presidente Associazione Rifiuti Zero Palermo

Da: maria gabriella filippazzo <gafili...@hotmail.com>
Data: Mon, 9 May 2011 10:58:28 +0200
Locale: Lun 9 Mag 2011 10:58
Oggetto: RE: [decontaminazionesicilia] post scriptum URGENTISSIMO: FARE PERVENIRE L'ADESIONE AL COMUNICATO STAMPA SULL'AGGRESSIONE DI CIAMPOLILLO
Carissimo,
non posso che manifestare anche la mia solidarietà per l'incredibile (anche se in questo Paese l'incredibile non esiste!!) aggressione di cui sei stato oggetto.
Seguo con poco attenzione molte mail...ma mi devo essere perduta tutta una parte intermedia che sta tra il 2 aprile ed il 7 maggio.
Chiedo troppo se mi fai una rapida sintesi??!
Garzie,
gabriella Filippazzo



    Augusta Ambiente,isola pulita,Ciampolillo,Isola delle Femmine,COMITATI CITTADINI SICILIANI, DECONTAMINAZIONE SICILIA, Insieme per il Rinnovamento, Rifiuti Zero, Rinascita Isolana,Pappagallo,PALmuto