COMUNE SCIOLTO PER INFILTRAZIONI MAFIOSE


ART. 143 DEL T.U.E.L COMMA 1 I consigli comunali e provinciali sono sciolti quando, anche a seguito degli accertamenti effettuati a norma dell ‘articolo 59, comma 7, emergono concreti, univoci, e rilevanti elementi su collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata di tipo mafioso o similare degli amministratori di cui all ‘art. 77, comma 2, ovvero su forme di condizionamento degli stessi, tali da determinare un ‘alterazione del procedimento di formazione della volontà degli organi elettivi ed amministrativi e da compromettere il buon andamento o l’imparzialità delle amministrazioni comunali o provinciali, nonché il regolare funzionamento dei servizi ad esse affidati, ovvero che risultino arrecare danno e perdurante pregiudizio per lo stato della sicurezza pubblica “. La disposizione in esame non definisce espressamente in quali casi debba ritenersi sussistente il collegamento con la criminalità organizzata rilevante ai fini dello scioglimento (cioè adeguato ad esercitare un condizionamento sull' ente che si riverberi sul buon andamento e sulla sicurezza pubblica). ....una adeguata indagine ovvero valutazione sulla posizione degli "amministratori". Nel vigente sistema normativo, lo scioglimento dell'organo elettivo si connota, pertanto, quale "misura di carattere straordinario" per fronteggiare "una emergenza straordinaria" (così Corte Costo 19 marzo 1993, n. 103, nell'escludere profili di incostituzionalità nel previgente art. 15-bis 1.19 marzo 1990, n.55)".


L'asse portante della valutazione che presiede allo scioglimento è costituito, da un lato, dalla accertata o notoria diffusione sul territorio di fenomeni di criminalità organizzata e, dall'altro, dalle precarie condizioni difunzionalità dell'ente territoriale".






venerdì 10 settembre 2010

Al funerale di Angelo Vassalo c'era il SUO popolo

Pollica, folla ai funerali del sindaco ucciso Il vescovo: «Gli assassini sono bestie»/Video
video


POLLICA (10 settembre) - Con la richiesta alle istituzioni e alla politica di un impegno per Pollica da parte del vice sindaco Stefano Pisani si è concluso il funerale di Angelo Vassallo, sindaco del Comune di Cilento, assassinato in un agguato.


Seimila persone. Avversata dalla pioggia e da un forte vento, la cerimonia funebre ha visto la partecipazione di oltre seimila persone e la presenza di numerosi leader politici, dal ministro Stefania Prestigiacomo, al segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, dal leader dell'Udc Pierferdinando Casini, al governatore della Puglia Nichi Vendola.
Istituzioni presenti. Oltre ai tanti cittadini del posto, c'è una nutrita rappresentanza del mondo delle istituzioni e dell'associazionismo. Legambiente è presente con le sue bandiere e uno striscione con la scritta «Ciao Angelo», oltre a numerosi gonfaloni provenienti da tutta Italia, compreso quello del Comune di Firenze, tra i primi ad arrivare con i suoi rappresentanti in costume tipico del Maggio fiorentino.
Il vicesindaco di Pollica, Stefano Pisani, nel corso dei funerali di Angelo Vassallo che si sono svolti questa mattina ad Acciaroli, ha ringraziato pubblicamente il Parlamento europeo per il minuto di silenzio che ieri l'aula di Strasburgo, riunita in seduta plenaria, ha tributato alla memoria del sindaco ucciso. L'iniziativa, accolta dal presidente del Pe Jerzy Buzek, era stata proposta dal presidente del gruppo dei Socialisti e Democratici Martin Schulz su iniziativa della delegazione del Partito democratico.
L'omelia. «Chi ha ucciso ha atteggiamenti più simili alle bestie che agli uomini. Mi auguro che non siano mescolati tra noi o che siano sprofondati sulle loro poltrone a guardare in tv questa grande manifestazione di affetto per Angelo». Lo ha detto, iniziando la sua omelia, il vescovo di Vallo della Lucania, monsignor Rocco Favale, che sta celebrando i funerali del sindaco. «Perché lo hanno fatto? - si è chiesto il presule - Forse per qualche affare sul territorio che è stato smascherato o rifiutato da Angelo. Povere bestie umane».
Gigantografia. Una gigantografia sette metri per dieci, del sindaco-pescatore in piedi su uno scoglio in mezzo al mare, ricopre la torre che dà sul porto. Gli amici del paese hanno issato uno striscione sul quale si legge «Ora ci chiamiamo tutti Angelo Vassallo: sei e sarai sempre vivo in mezzo a noi».
Corona del presidente Napolitano. Ai funerali del sindaco Vassallo, la corona inviata dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La corona funebre, deposta sul palco sul quale si è svolta la funzione religiosa, è stata collocata accanto al feretro, presidiata da carabinieri in alta uniforme, insieme al gonfalone del Comune di Pollica. Nei giorni scorsi, il Presidente Napolitano aveva inviato un messaggio di cordoglio all'amministrazione comunale nel quale esprimeva «profonda commozione e solidarietà per il barbaro crimine dell'assassinio di Vassallo che da sindaco aveva dedicato le sue energie e il suo impegno alla tutela della legalità indifesa degli interessi della popolazione». Napolitano aveva quindi invitato le istituzioni a stringersi «intorno alla famiglia della vittima e alle forse dello Stato chiamate a far luce sull'accaduto e ad affermare le ragioni della giustizia».

L’ultimo viaggio di Angelo con tutta l’Italia perbene che si ferma.
Il nostro ricordo

Angelo, il sogno spezzato del Cilento

Alla fine non importa sapere perché Angelo è stato ucciso in maniera così barbara. Già, perchè è tutto molto chiaro: con la sua morte violenta tra gli olivi secolari si è spezzato un sogno, niente sarà come prima.
C’è stata come una contaminazione dell’idea del Cilento così come si è sviluppata, pur tra mille difficoltà, negli ultimi quindici anni. Visto da fuori, questo territorio crea una sorta di atarassia, indolenza tanta, ma anche pulizia dell’aria e dell’ambiente, lontananza dal caos urbano e dai modeli urbanistici perdenti dell’ultimo mezzo secolo in Italia. L’animo di chi vive in città entra in una fiaba.
Il Cilento attrae per questo, per essere qualcosa di diverso, altro rispetto al quotidiano. Anche la sua incapacità di comunicare alla fine lo rende appetibile, con la sua animazione che ricorda le feste dei bambini, quel suo vivere come le farfalle pochi mesi l’anno, l’essere uno scrigno di biodiversità.
Ora chi come me lavora a Napoli riconosce con questo omocidio un codice di violenza ben presente nel quotidiano di chi nel Cilento non vive.
Una omologazione al ribasso che si avverte anche quando attraversi semplicemente la strada.
La morte di Angelo non è un episodio isolato, è solo un momento del salto di qualità di un confronto sempre più aspro maturato tra due mondi opposti proprio mentre in questi dieci anni molte giovani e fresche energie indirizzavano i loro sforzi per costruire un modello ecosostenibile.
Angelo ha iniziato a morire quando i confini del Parco sono stati asserviti a interessi personali e non generali, con l’esclusione incredibile della valle dell’Alento che è il cuore del territorio da cui prende persino il nome.
Angelo ha iniziato a morire con la crescita a go go di inutili centri commerciali, il rilascio di licenze edilizie con progetti abnormi e orribili, la devastazione degli orti del centro di Vallo della Lucania a cento metri dalla Cattedrale di San Pantaleo
Angelo ha iniziato a morire ogni qualvolta si costruisce una strada che regala appalti e mazzette distruggendo bosco nel parco naturale più grande d’Italia
Angelo ha iniziato a morire con il taglio degli alberi secolari del Cervati, il tetto della Campania, con i camping che sparano musica a tutto volume contro la legge a Villammare, con le costruzioni abusive vicino la costa, con  le sedie di plastica.
Angelo ha iniziato a morire quando il Parco non ha presentato piani di abbattimento rinunciando a fondi ministeriali destinati a recuperare l’ambiente privatizzato
Ecco cosa ha lasciato solo il sindaco di Pollica: aver continuato a sostenere un modello di sviluppo che nell’immediato regala meno ricchezza di una concessione edilizia vicino i templi di Paestum, ma che nel medio e lungo tempo assicura un futuro certo e prospero alle future generazioni cilentana nella società omologata dove aria, acqua e terra pultita diventeranno un bene inestimabile.
Lo scrivemmo tempo fa proprio: per il Cilento modello Abruzzo o modello Calabria?
Da allora credo che il secondo abbia fatto notevoli progressi rispetto al primo.
Ciao Angelo


I FUNERALI DI VASSALLO

In seimila ad Acciaroli per l'addio al sindaco pescatore

In migliaia, presso il porto di Acciaroli, hanno preso parte ai funerali di Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica ucciso domenica sera a pochi metri dalla sua abitazione. Alla funzione presenti Vendola, Casini, Prestigiacomo e Mantovano. Per tutta la notte centinaia di persone hanno reso omaggio alla salma nella camera ardente allestita nella chiesa dell’Annunziata. Intanto, le indagini proseguono incessantemente con nuove perquisizioni nella zona di Pollica. Decine le mail arrivate da tutta Italia per la nostra iniziativa "Io sono di Pollica"
L’OMELIA. "Condannare queste persone è poca cosa. Non riesco a trovare le parole. Mi auguro che queste bestie non siano mescolate tra di noi o stiano sprofondate nelle poltrone a guardare in televisione questa manifestazione di affetto e solidarietà per una persona da loro sottratta con pallottole scaricate per scaricare il loro odio".
Questo uno dei passaggi più forti dell'omelia di monsignor Rocco Favale, vescovo di Vallo della Lucania, durante il rito funebre ad Acciaroli per il sindaco Angelo Vassallo, ucciso in un agguato.



"Siate i veri padroni del Cilento" ha poi aggiunto monsignor Rocco Favale, nel corso dell'omelia alla presenza di diverse migliaia di persone, "e proteggete i vostri figli come sentinelle del territorio. Questi sicari sono la dimostrazione dell'abbrutimento della razza umana".

Avversata dalla pioggia e da un forte vento, la cerimonia funebre ha visto la partecipazione di oltre seimila persone e la presenza di numerosi leader politici, dal ministro Stefania Prestigiacomo, al segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, dal leader dell'Udc Pierferdinando Casini, al governatore della Puglia Nichi Vendola.

LE REAZIONI DAL MONDO DELLA POLITICA. "C'è un Sud ferito ed offeso dalla presenza delle mafie, ma c'è anche un Sud virtuoso coraggioso, e orgoglioso come quello incarnato dalla meravigliosa parabola di un sindaco perbene, ambientalista come Angelo Vassallo". Queste le parole del presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, al termine dei funerali del sindaco Angelo Vassallo. "Qui c'è un grande Sud che oggi ha fatto di Pollica la propria capitale - ha aggiunto - la capitale della legalità, della bellezza e del coraggio".

"Ci sono bestie criminali ma anche gente per bene. E' agli amministratori onesti che deve andare il nostro aiuto". Questa la riflessione che il leader del Pd,

Pier Luigi Bersani, ha fatto arrivando ai funerali di Angelo Vassallo, sindaco di Pollica ucciso in un agguato domenica scorsa. "Bisogna dare - ha proseguito Bersani - una mano agli amministratori per bene e capire come possiamo aiutarli perchè non abbiamo bisogno di eroi ma di bravi amministratori".

"Angelo Vassallo era un eroe dell'ambiente che difendeva il suo territorio tutti i giorni. Sono qui per affermare che il governo moltiplicherà per mille gli sforzi per proteggere questo territorio. Il Cilento non si tocca". Così il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo all'arrivo ai funerali del sindaco di Pollica ucciso in un agguato.
(10 settembre 2010)


Pubblico, su sua espressa autorizzazione, un post di Peppe Carpentieri, insieme a Dario, uno degli organizzatori di un grande evento sulla sostenibilità che si sarebbe dovuto tenere, a partire da oggi, in un Comune del Cilento, Acciaroli.
Peppe conosceva bene il Sindaco di quel Comune.
Avrete già capito che sto parlando di Angelo Vassallo, giustiziato con 9 colpi di pistola  cui si stanno celebrando, mentre scrivo queste due righe, i funerali.
Un esempio per la sua comunità e una persona che non ho fatto in tempo a conoscere. Un Primo Cittadino, questo era, in tutti i sensi possibili.
Il Primo Cittadino ma, fortunatamente, non il solo.
Per questo possiamo sperare che l'amministrazione di Pollica-Acciaroli saprà portare avanti la sua opera senza ripensamenti e senza snaturarla.
Buon vento, pescatore.
--------------------------------------------------------------------------
Consuetudini che uccidono
di Peppe Carpentieri
Perché?
Conosco una sola risposta: soldi; avarizia.
Non so chi, tutti possiamo immaginarlo ma facciamo uno sforzo con le nostre coscienze, possiamo farlo, ed ognuno di noi conoscerà meglio la risposta di un mondo alla rovescia. Angelo è stato ucciso per soldi, come tutti gli altri. L’intero sistema socio-politico è progettato affinché i soldi contino più della vita umana. Sembra un’affermazione quasi banale, talmente semplice che non riusciamo a cambiare gli schemi della nostra società? La violenza inaudita è l’effetto di un inganno psicologico costruito sulla consuetudine di schemi mentali progettati dall’attuale potere. Episodi cruenti di questo tipo, purtroppo, diventano il rito degli ipocriti, manifestazioni di menzogne che sostengono la manipolazione della percezione della realtà, confondono le idee ed accelerano una regressione sociale delle coscienze addormentate.
La rassegna stampa che raccoglie voci e testimonianze, a volte contrastanti, mentre si ha l’impressione che inquirenti conoscano la pista da seguire. Ma i cittadini dovrebbero ragionare, dialogare e riflettere sulla domanda più semplice e difficile: perché?
Se ci limitiamo a dirci: perché c’è la camorra, perché lo Stato non c’è, perché aveva dei nemici, ha detto dei no a qualcuno, allora non riusciamo ad estirpare la radice del problema ed Angelo sarà morto invano, come altri. Ragionando per assurdo e, nella migliore delle ipotesi: fra un po’ vengono arrestati i responsabili ed i mandanti, giustizia sarà fatta?
Il Cilento è terra di valori diversi dalle città italiane, diversi dai capoluoghi di provincia dove, possiamo scriverlo senza problemi sapendo che le norme italiane sono scritte anche per delinquere, molti Sindaci chiudono gli occhi, anche nel Cilento o, coincidono col crimine organizzato dalla Lombardia alla Sicilia. In queste ore sfilano anche gli ipocriti del crimine, in giacca e cravatta, per speculare sulla morte di un cittadino normale, un ex-pescatore, non uno statista, a volte brusco ma genuino, un cittadino, divenuto anche a modo suo uno che cercava di tutelare il territorio. I cittadini cilentani scioccati da un evento incredibile, non era mai accaduto un episodio analogo, sono sbattuti in prima pagina ed ancora non hanno metabolizzato l’accaduto.
Ma pensiamoci un attimo, i migliori interessi e crimini finanziari, figli della tecno-finanza, vengono perpetrati tutti giorni a Milano, Torino, Firenze, Bologna, Roma, Napoli, Palermo e la magistratura, quella che lavora, fa fatica a star dietro a truffe miliardarie ma nessuno o quasi si sogna di sparare, eccetto in casi particolari documentati negli omicidi eccellenti ed irrisolti della storia italiana.
Invece, in questo caso, il contesto socio-culturale è totalmente diverso, qui non si conosce il significato della parola sub-prime, un Sindaco di una comunità piccolissima viene barbaramente ucciso, ma per cosa? Qual’è il movente? I soldi? Vendetta? Cosa ha spinto la furia omicida? Sarà vero ucciderne uno per educarne ottanta? (ottanta è il numero dei sindaci del Parco).
Qui non siamo in provincia di Milano, Roma, Napoli, Caserta, Bari o Palermo dove la micro-criminalità lascia un certo numero di cadaveri all’anno.
Qualcuno ipotizza un investimento, del crimine (banche-partiti-costruzioni), a medio termine: intimidire gli altri Sindaci, distruggere l’immagine di Pollica (SA), far scendere i prezzi dei suoli e poi distruggere (rendita urbana e fondiaria) il territorio nei prossimi anni.
Qualcuno ipotizza i fondi europei delle energie rinnovabili.
Qualcuno pensa alla mano camorristica per una “torta” da dividere col potere istituzionale.
Qualcuno ipotizza la follia omicida di un pazzo del posto, un suo avversario politico, per lavori o concessioni non date.
Qualcuno ipotizza interessi sui progetti in corso.
Potremmo aggiungere altre congetture ma sono tutte ipotesi riconducibili ai soldi, all’avarizia. Fino a quando la ricchezza verrà misurata con l’attuale sistema è possibile assistere ad altri fatti atroci. Nel mondo la maggior parte dei crimini sono commessi per soldi, carta stampata dal nulla che nella realtà non è ricchezza ma viene attribuita solo perché le persone sono state programmate (scuola, università, cinema, ambiente) per crederlo.
La sopravvivenza degli esseri umani dipende dalla natura e non da pezzi di carta prestati a debito, questo Vassallo, da pescatore, lo sentiva e negli anni la sua comunità cilentana ha saputo conservare i propri saperi ed oggi rappresenta una realtà genuinamente umana capace di auto-alimentarsi anche grazie a cibi auto-prodotti, il riuso delle case di pietre, la valorizzazione dell'architettura locale, e tutti quegli interventi che nel corso degli anni hanno consentito a noi tutti di poter vivere in un luogo dove la natura governa e l'uomo vive dei suoi frutti e non il contrario.

Angelo Vassallo: un «giusto»

Li chiama i «Giusti», quelli come Angelo Vassallo e come suo padre Marcello Torre, ucciso trent'anni fa dalla Nuova camorra organizzata di Raffaele Cutolo. Ha dedicato tutta la sua vita a lenire il dolore dei familiari delle vittime e a combattere contro le mafie, lei che nelle aule di tribunale ci è cresciuta. Perché Annamaria Torre aveva 16 anni quando le uccisero il padre, sindaco di Pagani, nell'Agro nocerino sarnese. Un omicidio efferato, con modalità molto simili a quelle in cui è stato trucidato il sindaco di Pollica Angelo Vassallo.

Secondo qualche analista, l'efferatezza dell'omicidio Vassallo, la violenza con la quale si è infierito, scaricando sull'uomo ben nove colpi di cui sette mortali, farebbero pensare ad altro, piuttosto che alla camorra o alla 'ndrangheta che di solito agiscono in modo più «freddo».
Io non credo che i clan agiscano in maniera più «fredda» e non escludo nulla, perché è sempre e comunque violenza gratuita. Questo è il momento delle supposizioni, delle chiacchiere: è ciò che avviene dopo ogni delitto eccellente e spesso servono solo a mistificare la realtà, a distruggere la memoria della vittima. Ecco perché noi di Libera diamo tanta importanza alla memoria dei «Giusti». Ad appurare la verità saranno le perizie balistiche, la magistratura, la Dda, che non a caso dirige le indagini. E oggi, per fortuna, hanno mezzi ben più efficaci di quelli di 30 anni fa.

Come vicepresidente del Coordinamento dei familiari delle vittime, di morti ne ha viste tante...
Sì, ma questa mi ha toccato in modo particolare forse per le tante affinità che Vassallo aveva con mio padre: un sindaco onesto e giusto che amava e lottava per la propria terra. Il carico emozionale è molto forte per me.

Come venne ucciso suo padre?
Fu assassinato l'11 dicembre su mandato di Raffaele Cutolo da due killer dell'Nco appena uscito dalla casa di campagna dove vivevamo, visto che la nostra, nel centro di Pagani, era inagibile a causa terremoto che il 23 novembre devastò l'Irpinia. Eravamo proprio all'inizio, quando si muoveva tutta la macchina dei primi soccorsi. Pochi mesi prima, il 30 maggio, a chiusura della campagna elettorale, mio padre consegnò al giudice Santacroce, suo amico, una lettera-testamento nella quale confidava di temere per la sua vita ma assicurava che avrebbe continuato a lottare perché sognava una Pagani libera e civile, e non aveva nulla da nascondere. Come ogni mattina stava andando al Comune. Quel giorno al posto dei Vigili venne a prenderlo il procuratore; due killer lo aspettavano fuori dal portone di casa, si avvicinarono all'auto e gli scaricarono addosso un caricatore di mitraglietta.

La camorra aveva già messo gli occhi sulla ricostruzione...
Il terremoto irpino fu uno spartiacque per la camorra, che fece da allora un salto di qualità: i clan che prima si occupavano di traffici di sigarette e altri piccoli crimini, dall'80 in poi hanno indossato i panni imprenditoriali e hanno cominciato ad infiltrarsi nel sistema politico-affaristico. La storia degli anni successivi testimonia questa trasformazione in holding.

E oggi punta anche alla ricostruzione aquilana...
Il cratere del terremoto dell'Irpinia però era molto più vasto e più intensamente abitato, quindi con un giro di soldi enorme. E il mondo politico era colluso, non tutto ma una parte sì: gli atti giudiziari del processo di mio padre lo dimostrano. Purtroppo però abbiamo avuto solo una mezza verità, giuridica ma non storica: basti pensare che il primo processo si è aperto alla fine degli anni '80 e non ha mai individuato le responsabilità politiche.

Eppure in molti parlano del Cilento come di un'«isola felice», libera dalle mafie.
L'altro giorno, alla fiaccolata commemorativa, ho avuto questa sensazione anch'io: Acciaroli è bellissima, molto curata, si vede che il sindaco ha lavorato molto. Vassallo credeva nell'«isola felice»; però il problema è che le mafie si sono globalizzate, la camorra entra ovunque e senza bisogno di mostrarsi troppo sul territorio.

Lei oggi parteciperà alle esequie di Angelo Vassallo dove vedremo di nuovo una grande folla e a cui si unirà simbolicamente tutta l'Italia. Tutto questo cordoglio è davvero un buon segno, che il Paese è sano?
L'indignazione ci vuole. Anche se c'è sempre, perfino dove vige l'omertà mafiosa. Però una volta calato il sipario, spenti i riflettori e finite le passerelle, rimaniamo noi familiari spesso soli con tutto il carico di dolore e con l'onere di continuare a chiedere verità, giustizia e rispetto. Spero che questa volta il governo e tutta la società politica prendano davvero coscienza di quello che è il nostro territorio.


Nessun commento:

Posta un commento