COMUNE SCIOLTO PER INFILTRAZIONI MAFIOSE


ART. 143 DEL T.U.E.L COMMA 1 I consigli comunali e provinciali sono sciolti quando, anche a seguito degli accertamenti effettuati a norma dell ‘articolo 59, comma 7, emergono concreti, univoci, e rilevanti elementi su collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata di tipo mafioso o similare degli amministratori di cui all ‘art. 77, comma 2, ovvero su forme di condizionamento degli stessi, tali da determinare un ‘alterazione del procedimento di formazione della volontà degli organi elettivi ed amministrativi e da compromettere il buon andamento o l’imparzialità delle amministrazioni comunali o provinciali, nonché il regolare funzionamento dei servizi ad esse affidati, ovvero che risultino arrecare danno e perdurante pregiudizio per lo stato della sicurezza pubblica “. La disposizione in esame non definisce espressamente in quali casi debba ritenersi sussistente il collegamento con la criminalità organizzata rilevante ai fini dello scioglimento (cioè adeguato ad esercitare un condizionamento sull' ente che si riverberi sul buon andamento e sulla sicurezza pubblica). ....una adeguata indagine ovvero valutazione sulla posizione degli "amministratori". Nel vigente sistema normativo, lo scioglimento dell'organo elettivo si connota, pertanto, quale "misura di carattere straordinario" per fronteggiare "una emergenza straordinaria" (così Corte Costo 19 marzo 1993, n. 103, nell'escludere profili di incostituzionalità nel previgente art. 15-bis 1.19 marzo 1990, n.55)".


L'asse portante della valutazione che presiede allo scioglimento è costituito, da un lato, dalla accertata o notoria diffusione sul territorio di fenomeni di criminalità organizzata e, dall'altro, dalle precarie condizioni difunzionalità dell'ente territoriale".






venerdì 20 agosto 2010

Un UOMO giusto al Posto sbagliato

UN UOMO GIUSTO NEL POSTO SBAGLIATO

Il nervosismo e l’invidia giocano brutti scherzi. Ne è stato vittima il nostro Sindaco che, nella scorsa seduta di Consiglio, ha letteralmente perso le staffe ogni forma di civile autocontrollo. Ecco come andati i fatti: si era giunti, dopo una seduta di consiglio comunale tutto sommato civile, al punto all’ordine del giorno che prevedeva le comunicazioni del presidente del consiglio comunale, quando il consigliere Cutino, il gruppo di maggioranza relativa e il Sindaco abbandonano l’aula per protesta, contro la presunta imparzialità del presidente (sig.ra Letizia Micali). Nell’approssimarsi alla porta (non proprio in religioso silenzio) dalla platea il sig. Stefano Bologna dice al Consigliere Cutino (divenuto pubblico anche lui dopo l’abbandono della seduta) “Puoi anche andartene tanto non sei più determinante, non hai più la maggioranza, il consiglio va avanti lo stesso!”, Cutino risponde “Stai zitto, sei pubblico!”. E fino a qui tutto nella norma, una schermaglia verbale, che ha suscitato un po’ di “maretta” ma che è comunque rientrata nei canoni dell’educazione. È però a questo punto che il nostro Sindaco, ex burattino, sfodera tutta la sua rabbia repressa e tutta la sua non-classe da uomo politico parandosi davanti al sig. Bologna (Sindaco dal 1993 al 2004, 310 voti alle ultime elezioni) con dito puntato verso di lui comincia a inveire, paonazzo e senza un benché minimo barlume di autocontrollo: “Stai zitto! Perché parli? Stai zitto! Sei pubblico, devi stare zitto! Buffone! Buffone! Nel 95 hai vinto per pochi voti contro un ragazzino! Buffone, Buffone! Cosa inutile! Buffone”. Il sig. Bologna che seduto era e seduto è rimasto, lo fissa con sufficienza, distoglie per un po’ lo sguardo, quasi soride, lo lascia sbraitare, resta in silenzio: non accenna a nessuna reazione cosa che chiunque di noi avrebbe fatto. Quando però il nostro Sindaco senza onore, delirante quasi posseduto, sta per uscire dalla sala, il sig. Bologna risponde da seduto, con educazione: “Buffone? Cosa inutile? …. Ma se ti ho fatto Sindaco”.
Caro Sindaco, l’invidia le ha veramente, come direbbero dalle nostre parti, “azzannato il cervello”! Il suo complesso di inferiorità (palese) nei confronti di quello che è stato il Sindaco Stefano Bologna è più che giustificato, perché non c’è proprio paragone! Si è mai visto un Sindaco (ad esempio il sig. Bologna) avere queste reazioni inconsulte e mostrare questi segni di debolezza? Si è mai visto un Sindaco (ad esempio il sig. Bologna) che si para davanti (meno di mezzo metro) con il dito puntato (in segno di sfida, quasi desideroso di una reazione, di uno scontro fisico…. che peraltro non ottiene) e offende un suo avversario politico? Si è mai visto un Sindaco (ad esempio il sig. Bologna) che da Sindaco ha solo l’indennità, la carica e forse la stanza? (a proposito, l’avete vista?)
Caro Sindaco, non credo meriti questo ruolo e questa carica, credo abbia tradito la fiducia di quegli isolani che avevano creduto nella continuità con Bologna e che oltretutto non sono più la maggioranza relativa (assoluta non lo sono mai stati, contrariamente al Sindaco Bologna che nel 95 e nel 99 vinse con tale maggioranza dei voti): mi creda, salvi almeno la faccia, Sindaco, e la credibilità e la rispettabilità sua personale fuori dal Palazzo Comunale, SI DIMETTA.
Asso di cuori

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